PARALIMPIADI

Una settimana per abbattere le barriere

Fra numerose polemiche (e boicottaggi), l’Arena di Verona ha inaugurato la quattordicesima edizione invernale. ‘Lo sport offre un’altra prospettiva’

Théo Gmür potrabandiera (a Cortina) della Svizzera
(Keystone)
6 marzo 2026
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«A quei Paesi che sono più conosciuti per i nomi dei propri leader, preferisco quelli conosciuti per i propri atleti». Queste le parole di Andrew Parsons, il presidente del Comitato paralimpico internazionale (Ipc), inaugurando la quattordicesima edizione della rassegna invernale. Fra mille polemiche, e altrettanti boicottaggi – a causa della presenza di russi e bielorussi sotto loro bandiera, ben sette le delegazioni che hanno scelto di non partecipare alla parata in segno di protesta –, la fiamma ha di nuovo illuminato la vicina Penisola e il mondo. «Quattro anni or sono affermai di essere sconvolto per quello che stava capitando sul nostro pianeta. Oggi la situazione non è cambiata, ma lo sport offre un’altra prospettiva. In questa manifestazione le differenze non dividono. Sono punti di forza. Le nazioni sono vicine di casa e competono in modo corretto», ha continuato Parsons.

Il clima geopolitico rimane tuttavia complicato. A quasi una settimana dai bombardamenti israelo-americani sulla capitale iraniana (e dintorni), si è dunque cercato in ogni modo di celebrare le poc’anzi citate differenze. Quelle differenze che da ben cinquant’anni animano i Giochi paralimpici, dove le barriere cadono. O, almeno, questa è la speranza. Sì, perché meno di trenta sportivi – e non solo a causa della rassegna diffusa – hanno sfilato nell’Arena di Verona in cui sono emerse invece le bandiere portate dai volontari. Secondo quanto comunicato dall’Ipc, molte defezioni erano dovute a ragioni logistiche (ergo i lunghi tempi di percorrenza fra la città di Romeo e Giulietta e le sedi) e “motivi di prestazione” data la vicinanza di alcune competizioni previste già in queste ore. Non presente, o perlomeno solo in video, la spedizione rossocrociata che ha effettuato una minicerimonia in compagnia della Consigliera federale Baume-Schneider a Cortina. A sventolare la bandiera è stato Théo Gmür, l’unico a essere rientrato da Pechino con una medaglia, capofila di una squadra composta da otto altri elementi di cui ben cinque alla prima esperienza sulla ribalta olimpica. Una delegazione ridotta, oggi ancor di più: Fabrice von Grünigen è caduto durante la prima sessione ufficiale di allenamento di snowboardcross riportando una commozione cerebrale. Le analisi effettuate nella perla dolomitica hanno confermato i timori dei medici di Swiss Paralympic, che implicano una pausa forzata per il 24enne. Niente qualifiche domani e, di conseguenza, finali domenica. La sua presenza nel ‘banked slalom’ del 14 marzo rimane invece un’incognita. Tre i podi che la Svizzera intende conquistare a iniziare da questa mattina, quando in programma c’è la discesa libera. La prima delle 79 prove che assegneranno le medaglie fino a domenica prossima.

Una cerimonia inaugurale a cui non ha presenziato nemmeno Aboulfazl Khatibi Mianaei, unico atleta iraniano, fermato dal conflitto in corso in Medio Oriente. Il duplice campione paralimpico, che avrebbe dovuto partecipare a due gare di sci di fondo, non ha infatti potuto recarsi nel Belpaese «in sicurezza» ha dichiarato l’Ipc in un comunicato diffuso questo pomeriggio evidenziando che il 23enne non ha completato la procedura d’iscrizione. «È deludente per lo sport mondiale, e in particolare Aboulfazl, che non possa viaggiare in sicurezza e partecipare ai suoi terzi Giochi. Abbiamo lavorato incessantemente dietro le quinte per trovare percorsi alternativi per il passaggio sicuro della squadra iraniana, ma il rischio per la vita umana è troppo elevato. Non competere per fattori al di fuori del suo controllo, può solo che rivelarsi straziante per l’atleta». Ora saranno le competizioni a parlare, sperando che lo sport riesca a oscurare (almeno in parte) le ombre della guerra.