Milano Cortina 2026

Un altro (quasi) miracolo sul ghiaccio, quarantasei anni dopo

Il Canada delle superstar si deve accontentare dell'argento a questi Giochi. Stati Uniti sul tetto del mondo grazie a un tiro di Jack Hughes all'overtime

Che spettacolo
(Keystone)
22 febbraio 2026
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Dopo Repubblica Ceca e Finlandia, anche gli Stati Uniti mettono paura al favoritissimo Canada, in una finale equilibrata e appassionante, aperta al sesto minuto dal vantaggio statunitense di Matt Boldy che si fa beffe di Makar e Toews, anticipando poi un Jordan Binnington che non avrebbe potuto fare nulla. Un gol tra l'altro meritato, visto quanto Auston Matthews e compagni riescono a fare nel primo tempo e anche nel secondo tempo, quando riescono a resistere a lungo alla reazione degli uomini di Jon Cooper, soprattutto in quel terribile minuto e mezzo a 3 contro 5, a metà partita, quando Guenzel prima e McAvoy subito dopo si fanno buttar fuori per una trattenuta il primo e per un aggancio il secondo. A furia di premere, però, il Canada il pareggio lo trova, a due minuti dalla seconda sirena, con una gran conclusione di Cale Makar, la stella dei Colorado Avalanche che batte il pur ottimo Connor Hellebuyck con una sassata sul palo più lontano. Il secondo tempo si chiude comunque con un altro grossissimo spavento per Jordan Binnington, con la conclusione dalla distanza di Brock Faber, che con un solo tiro colpisce clamorosamente entrambi i pali della gabbia del portiere canadese dei St. Louis Blues.

In ogni caso, nel terzo tempo il Canada dimostra non soltanto di meritare il pareggio, ma semplicemente di essere la squadra più forte. Con gli Stati Uniti che debbono fare i conti con una pressione a tratti asfissiante, con MacKinnon che al cinquantesimo fallisce l'immancabile, colpendo il palo esterno a porta vuota, dopo un gran diagonale di Celebrini. Tuttavia, al cinquantaquattresimo gli americani hanno una ghiotta occasione, a causa di ben quattro minuti fischiati a Sam Bennett, dopo una bastonata in faccia a Jack Hughes che però restituisce il favore un paio di minuti più tardi, colpendo al volto Bo Horvat e facendo così finire con un minuto d'anticipo quella doppia penalità canadese. Pur se dopo sessanta minuti le statistiche parlano di 41 tiri canadesi contro i ventisei statunitensi, alla fine anche stavolta tocca all'overtime designare il nome del vincitore – e in finale niente rigori, si va avanti a oltranza –, a tutto vantaggio dell'incertezza e dello spettacolo.

E al supplementare il risultato non è quello che tutti si attendono. Infatti, alla prima occasione gli statunitensi fanno la differenza, grazie a quel Jack Hughes, ventiquattrenne attaccante dei New Jersey Devils, che trova il modo di battere Binnington al 61'41’‘, pietrificando un Canada arrivato ai Giochi con la sola ambizione di vincere il titolo. Invece l'oro olimpico finisce al collo degli statunitensi – ed è solo la terza volta nella storia – a 46 anni esatti dal ‘Miracle on Ice’, quello vero, sul ghiaccio di Lake Placid. Quel gol mangiato a porta vuota, al 49’10’’, Nathan MacKinnon se lo sognerà di notte, c’è da scommetterci.