Grazie a un'ultima fantastica manche, il quartetto rossocrociato scalza quello tedesco di Ammour

È una giornata conclusiva decisamente a tinte rossocrociate quella sulle nevi di Milano-Cortina. Dopo il bronzo di Nadja Kälin nella 50km di sci di fondo, Michael Vogt ha conquistato la medaglia dello stesso colore nel bob a quattro. Ai piedi del podio al termine delle prime tre manche, alle spalle di tre (manco a dirlo) equipaggi tedeschi, il natio di Wangen e compagni – Amadou Ndiaye, Andreas Haas e Mario Aeberhard – hanno completato una rimonta da cardiopalma nell'ultima discesa recuperando tredici centesimi e strappando di un soffio il terzo posto ad Adam Ammoure.
L’attesa è stata tuttavia snervante. Sì, perché i rossocrociati hanno dovuto attendere la prova del rivale tedesco prima di poter esultare. «I minuti trascorsi nella zona di leader hanno assunto contorni terribili», ha confessato Haas ai microfoni della Srf. Il pilota ha confermato le sensazioni. «È stato (quasi) insopportabile. Fino all’ultimo intermedio non sapevamo infatti se fosse bastato». E invece sì, la fiducia era comunque già palpabile una volta sistematisi nel bob. «Quando eravamo nell’abitacolo, sapevo che ‘Michi’ doveva solo fare una discesa pulita», ha continuato Haas. «In qualche modo lo sentivo: ero già felicissimo durante la discesa. È stata qualcosa di semplicemente perfetta», ha chiosato Ndiaye. Il quartetto rossocrociato ha così posto fine a un digiuno lungo dodici anni: la Svizzera torna sul podio nel bob per la prima volta dall’oro conquistato da Beat Hefti e Alex Baumann a Sochi 2014. L’ultima medaglia elvetica nel bob a quattro risaliva invece addirittura... a Torino 2006 con Martin Annen. Il papà di Debora Annen, nel bob a due femminile settima in compagnia della neofita Salomé Kora, alle spalle delle connazionali Melanie Hasler e Nadja Pasternack.
Eppure, alla vigilia, il podio non era scontato. Nel corso di questa stagione ben 18 dei 21 posti disponibili sul podio nel bob a quattro erano stati monopolizzati dalla Germania, i cui equipaggi dispongono di materiali considerati superiori. Vogt, undicesimo quattro anni or sono a Pechino con un altro quartetto, ha però creduto nella sua occasione. Imprendibili i tedeschi Johannes Lochner e Francesco Friedrich, che hanno conquistato rispettivamente oro e argento (quest’ultimo a 57 centesimi), i rossocrociati hanno chiuso a 1"7 dalla vetta, con appena quattro centesimi di margine su Ammour. Buona anche la prova del grigionese Cédric Follador, sesto a 1"46, mentre Timo Rohner e il suo equipaggio hanno terminato al 15esimo posto a 2”76.