Hockey

Una generazione a caccia dell'oro iridato

Josi ne è convinto: ‘La strada è lunga, e ci sono molte partite in cui tutto deve funzionare alla perfezione, ma il titolo è il grande obiettivo’

‘Per Jan non è affatto facile. Ma è davvero fantastico come se la cava’
(Keystone)
11 maggio 2026
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Dopo quattro medaglie d'argento conquistate negli ultimi dodici anni, la Nazionale sogna il primo titolo mondiale. La situazione di partenza raramente è stata così promettente come in vista di questo torneo casalingo. Nell'ultimo Campionato mondiale in casa, nel 2009 a Berna, gli elvetici non erano riusciti a qualificarsi per i quarti di finale e l’allora allenatore Ralph Krueger parlò di uno svantaggio di giocare davanti al pubblico amico. Stavolta però la squadra si trova in una situazione completamente diversa: dopo aver mancato il titolo mondiale per un soffio negli ultimi due anni – nel 2024 la finale contro la Repubblica Ceca è stata persa per 0-2 (il gol dello 0-1 è arrivato solo al 50’), un anno dopo contro gli Stati Uniti addirittura ai supplementari (0-1) –, i rossocrociati sono saliti al secondo posto nella classifica mondiale, dietro agli americani. Nelle ultime 35 partite della fase a gironi di un Mondiale, sono usciti dal ghiaccio da perdenti solo cinque volte.

Gli svizzeri sono ormai così forti che l’accesso ai quarti di finale può essere dato per scontato: gli avversari nella fase a gironi del Gruppo A sono, nell’ordine, Stati Uniti, detentori del titolo (che affronteranno all'esordio, venerdì), Lettonia (16 maggio), Germania (18 maggio), Austria (20 maggio), Gran Bretagna (21 maggio), Ungheria (23 maggio) e Finlandia (26 maggio). Ciò è tanto più vero in quanto in rosa ci saranno almeno sei giocatori che militano in Nhl, tra cui Roman Josi e Nico Hischier, che ricoprono il ruolo di capitano rispettivamente nei Nashville Predators e nei New Jersey Devils.

Mercoledì si unirà alla squadra anche Janis Moser: il 25enne si è affermato in stagione con i Tampa Bay Lightning come uno dei migliori difensori del campionato di hockey su ghiaccio più prestigioso al mondo. La sua disponibilità è tanto più importante in quanto due difensori estremamente importanti, Jonas Siegenthaler e Andrea Glauser, sono assenti per infortunio. Rimane ancora un punto interrogativo su Philipp Kurashev: ulteriori accertamenti medici diranno se l'attaccante dei San José Sharks potrà partecipare.

Inizialmente in modalità sopravvivenza

È fuori discussione che la Svizzera dipenda enormemente dalle stelle della Nhl, in particolare in attacco. In questo senso, le premesse per i Mondiali in casa sono promettenti. Tuttavia, la squadra ha alle spalle giorni turbolenti a causa della vicenda che ha coinvolto l’ex selezionatore dei rossocrociati Patrick Fischer e il suo certificato Covid contraffatto. «In seguito, inizialmente eravamo più in modalità sopravvivenza e abbiamo dovuto riflettere su cosa potessimo fare per non perdere energia e fiducia», afferma il direttore della Nazionale Lars Weibel in un'intervista all'agenzia di stampa Keystone-Ats.

Il fatto che le ultime due settimane di preparazione si siano svolte all'estero ha aiutato a riportare l'attenzione sull'essenziale. «Ci siamo immersi nella bolla necessaria in modo ancora più estremo di quanto avessimo già pianificato per questi Mondiali in casa. E in Svizzera manterremo questa bolla con la massima coerenza. Abbiamo concordato regole molto chiare su come vogliamo procedere. Affrontiamo i Mondiali come se si svolgessero in qualsiasi altra parte del mondo».

Come vede il successore di Fischer, Jan Cadieux, che è stato praticamente mandato in prima linea dall'oggi al domani? «Come una persona estremamente professionale. Vive l’hockey su ghiaccio 24 ore al giorno, è determinato e coraggioso. Ora ci torna utile il fatto che con lui avevamo un piano di preparazione intelligente e che lui facesse già parte dello staff in occasione di un Mondiale e delle Olimpiadi. Di conseguenza conosce tutti e tutti conoscono lui. Sono abbastanza rilassato e ho un buon presentimento».

‘Ancora più uniti’

Il capitano della Svizzera è Roman Josi. Recentemente aveva fatto scalpore con una lettera in cui chiedeva la reintegrazione di Fischer come allenatore della Nazionale. Sebbene fosse firmata solo da lui, gran parte della squadra e dello staff era d'accordo. Ma per il difensore 35enne la questione ora è chiusa. «Ormai ne hanno parlato abbastanza – sottolinea. «L'attenzione è ora concentrata interamente sui Mondiali». Una sensazione confermata anche da quanto visto settimana scorsa ad Angelholm: i giocatori sono apparsi rilassati e hanno convinto sul ghiaccio, fornendo ottime prestazioni. Non a caso nella prova generale dei Mondiali, la Svizzera ha battuto 6-1 la Repubblica Ceca. Un'altro atout è il fatto che da parecchio tempo il nucleo ‘cuore’ della squadra è lo stesso: «Questo è uno dei nostri punti di forza, abbiamo già vissuto molte esperienze insieme – sottolinea Josi –. Per Jan non è affatto facile. Ma è davvero fantastico come se la cava. Ci siamo avvicinati ancora di più».

Con quale approccio affronterete il torneo? «Siamo consapevoli di quanto sia difficile e lungo il percorso. Ci sono molte partite in cui tutto deve funzionare alla perfezione. Ma la medaglia d’oro è sicuramente il grande obiettivo».

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