Hockey

La Svizzera supera l'esame finale a pieni voti

Gli uomini di Jan Cadieux chiudono il ciclo di amichevoli premondiali battendo con un tennistico 6-1 la Repubblica Ceca

Bertschy e compagni se la ridono
(Keystone)
10 maggio 2026
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Ci voleva. È con un tennistico 6-1 rifilato alla Repubblica Ceca, che la Svizzera manda agli archivi la marcia di avvicinamento ai Mondiali di Zurigo e Friborgo. Meglio di così, insomma, non poteva andare per gli uomini di Jan Cadieux.

A spezzare l’equilibrio ci mettono davvero poco i rossocrociati, che dopo quattro minuti e mezzo trovano già la loro prima rete quando Jäger recupera un disco alla balaustra e lo scodella al centro per l’accorrente Knak, con quest’ultimo che in velocità finta il portiere avversario e poi insacca. Nemmeno un minuto più tardi la Svizzera è già sul 2-0, stavolta grazie a Pius Suter, l’unico ‘nordamericano’ mandato in pista da Cadieux per quest’ultima fatica premondiale (nella quale si rivede, e questa è un’altra bella notizia, anche Andrighetto), lesto a ribadire in gol un disco rimpallato da Kvaca su precedente tiro di Malgin. Un inizio a trazione anteriore a cui fa seguito una lunga fase in cui la Svizzera manifesta una sensibile superiorità territoriale in pista, con Aeschlimann che dietro non deve ricorrere agli straordinari per preservare imbattuta la sua gabbia. Anche con un po’ di fortuna, invero, come quando Kunz, liberatosi dalla marcatura di Egli, colpisce la traversa della porta. Nel finale del primo tempo sono però i rossocrociati a sfiorare ancora la rete, con il ritrovato Andrighetto che in velocità impegna Kvaca in una bella parata.

È con il medesimo piglio che la Svizzera si ripresenta in pista dopo la prima pausa, a immagine dei lunghi tratti in cui gli uomini di Cadieux inscenano un ‘finto powerplay’ con le due squadre che stanno giostrando a ranghi completi. Poi, però, la Svizzera si ritrova per davvero in superiorità numerica, che si estingue però con un nulla di fatto. Passato il giro di boa di metà partita, la Svizzera cala il tris, grazie a un tiro di Biasca che Scotka devia col pattino, ingannando il portiere. Dopo una traversa colpita da Malgin, la Repubblica Ceca, in powerplay (espulso Bertschy), trova però il modo di accorciare le distanze con preciso tiro sul primo palo di Mandat che batte Aeschlimann. E sul risultato di 3-1, tutto sommato corretto per quanto visto sul ghiaccio della Catena Arena nei primi quaranta minuti di gioco, le due squadre riguadagnano gli spogliatoi per la seconda volta.

In un terzo tempo in cui la Svizzera dà l’impressione di poter fare sostanzialmente il suo gioco, limitando il margine d’azione ai cechi, a mettersi in bella evidenza è la linea formata da Malgin, Moy e Andrighetto, che pur ritrovandosi (finalmente) per la prima volta tutti assieme sul ghiaccio, evidenziano un’ottima intesa. E al 53’49” arriva anche la ciliegina sulla torta per la Svizzera, con la rete in powerplay trovata con una staffilata sul secondo palo che non lascia scampo a Kvaca. A riprova di quanto poc’anzi detto, a propiziare la rete è il suo compagno di squadra con la maglia dei Lions, autore di un preciso passaggio da lato a lato della pista che taglia fuori il boxplay avversario. È il preludio a un finale tutto in discesa per gli elvetici, che subito dopo trovano anche la quinta (con Malgin, a 5 contro 3) e la sesta segnatura (con Bertschy), per un match che si chiude con un perentorio 6-1. Meglio di così non poteva insomma chiudersi la marcia di avvicinamento al Mondiale casalingo. M.I.

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