Dopo i kappaò contro Svezia e Finlandia, gli uomini di Jan Cadieux nel loro ultimo impegno dei Fortuna Games ritrovano il successo

Tamponata l'emorragia difensiva dei giorni precedenti (13 reti incassate in due partite), la Svizzera torna a sorridere battendo la Repubblica Ceca ai rigori, al termine di una partita che vede tempi regolamentari e supplementare chiudersi senza segnature.
Come nelle due precedenti sfide, anche nel loro terzo (e ultimo) impegno ai Fortuna Games, gli uomini di Jan Cadieux denotano qualche sbavatura in fase di transizione. La buona notizia è però che, contrariamente a quanto era capitato giovedì contro la Svezia e poi ancora sabato contro la Finlandia nella partita persa 3-5 da Thürkauf e compagni, stavolta il punteggio alla prima pausa è ancora sullo 0-0. E, anzi, a tratti è proprio il gioco degli elvetici a farsi preferire. Non è dunque un caso se il più operoso fra i due portieri nei venti minuti iniziali sia Korenar, bravo in particolare all’11’57” a sventare una puntata a rete in solitaria di Herzog.
È però nel tempo di mezzo che, prima della partita contro la Cechia, in questo penultimo trittico di amichevoli premondiali la Svizzera aveva denotato un doppio preoccupante calo consentendo all’avversario di turno di prendere il largo (a Jönköping, nel match… extra muros dei Fortuna Games, la Svezia aveva addirittura calato un poker in venti minuti, mentre la Finlandia si era fermata al tris). Stavolta, però, alla Budvar Arena le cose vanno diversamente, con una Svizzera che dimostra decisamente un altro volto e soprattutto un altro atteggiamento rispetto a quello delle due precedenti sfide. Un buon passo avanti supportato anche da un powerplay, e questa è una conferma pensando alla sfida con la Finlandia di sabato – quando aveva anche sortito il momentaneo 1-5 di Jäger – che pur mancando in concretezza, anche contro la Repubblica Ceca sembra ‘girare’ già bene. Non è da meno il boxplay che, oltre a difendersi con ordine, riesce anche a… offendere. In particolare, poco prima di metà partita, con il tandem bianconero formato da Aebischer-Thürkauf, da cui nasce un’azione che fa correre qualche brivido lungo la schiena di Korenar, con Galvas che all’ultimo toglie le castagne dal fuoco per i suoi. Nel finale di quel powerplay per Kubalik e compagni, è poi la volta di Genoni a dover cavare dal repertorio personale un bel numero per impedire ai cechi di passare a condurre nel punteggio.
Le buone impressioni ravvisate nel gioco con l’uomo in più dai rossocrociati vengono poi ribadite nella seconda superiorità numerica di cui beneficiano. In quel frangente le occasioni si moltiplicano, e portano i nomi dei vari Riat, Hofmann, Moy, Herzog e, due volte, Kukan. Ma un po’ per la buona giornata di Korenar un po’ perché alcune di queste conclusioni finiscono di un niente a lato, alla seconda pausa il risultato è ancora inchiodato sullo 0-0.
A una decina di minuti dal sessantesimo la partita si ravviva, con entrambe le squadre che provano a mutare l’inerzia del confronto con due occasioni su entrambi i fronti (con Jäger e Moy quelle a tinte rossocrociate), ma anche quelle non portano all’esito sperato. Per finalmente vedere una rete occorrerà dunque ancora attendere. Fino ai rigori, anche perché Thürkauf nella più limpida opportunità dei restanti minuti fino al sessantesimo, manca la stoccata vincente a due passi dal portiere avversario. Con la scena che si ripete, con stessi protagonisti e stesso esito, nel finale dell'overtime. La differenza la fanno i due centri degli elvetici (di Moy e Rochette) contro l’unica rete in cinque tentativi dei padroni di casa (di Filip). M.I.