Alla rete iniziale di Sprunger risponde Knak, poi un guizzo di Jeremi Gerber nell'overtime rimanda ogni decisione al settimo atto

Tutto in una notte: ci vorrà anche il settimo atto per decretare chi tra Davos e Friborgo si accomoderà sul trono nazionale. E se giovedì sera si tornerà nei Grigioni per la sfida decisiva il merito è di Jeremi Gerber, che al 63’51" in due tempi trova il guizzo che decide il sesto avvincente capitolo di questa finale, facendo esplodere di gioia il catino della Bcf Arena.
In gara 6 ogni errore conta e può fare la differenza tra il portare la finale a gara 7 o chiudere i conti già lì. Lo sanno bene anche gli arbitri che non lasciano davvero nulla al caso. Come quando Tambellini dopo tre minuti e spiccioli di gioco insacca un puck secoli dopo che la porta difesa da Berra è uscita dai suoi cardini: per scrupolo, Borga e Kaukokari vanno a rivedersi pure quell’azione al video. A trovare il gol, quello vero, è invece il Friborgo, con uno Sprunger deciso più che mai a procrastinare la sua pensione di altri due giorni. Con Ryfors penalizzato, Asplund cerca con un goffo tentativo di liberare il suo terzo difensivo, ma il disco viene intercettato dal capitano del Gottéron, che spara la bordata che trafigge Aeschlimann. Ed è quel gol a fare la differenza sul piano contabile di un primo tempo che va appunto agli archivi sull’1-0 e con una manciata di altre occasioni distribuite equamente su entrambi i fronti. La più colossale di tutte capita a Bertschy, quando con uno slalom salta come birilli i giocatori avversari, ma una volta arrivato al cospetto del portiere gialloblù non riesce a chiudere l’azione come vorrebbe.
Nella prima parte del secondo tempo, i grigionesi iniziano a spingere di più, tenendo sotto pressione gli uomini di Rönnberg, che ancora prima di metà partita decide di giocare la carta del timeout. La mossa sembra sortire l’effetto desiderato, visto che nei minuti che seguono il match si fa più equilibrato. Con Seiler penalizzato, la frittata rischia di combinarla Aeschlimann, con un maldestro controllo del disco in un’uscita avventurosa che rischia di tramutarsi in un assist per Bertschy. Ma poi, con il guantone, l’estremo difensore degli ospiti riesce comunque in qualche modo a metterci una pezza. Pur ritrovandosi per una seconda volta con l’uomo in meno, i padroni di casa riescono a guadagnare per la seconda volta gli spogliatoi sul punteggio di vantaggio maturata dopo nemmeno 8 minuti.
L’occasione per dare la stoccata forse decisiva al Davos se la ritrova sul bastone Wallmark, addirittura col Friborgo che sta nuovamente giostrando in inferiorità numerica (fuori De la Rose), ma lo svedese a tu per tu con Aeschlimann si fa parare la conclusione da ottima posizione. Proprio quando i padroni di casa sembrano poter condurre in porto amico gara 6 ecco però il colpo di scena, con Knak che a 3’09” dal sessantesimo praticamente da dietro la porta, sfruttando Berra come sponda, infila il disco del pareggio. A quel punto sul ghiaccio saltano definitivamente gli schemi. Tutto da rifare per il Friborgo, che torna a imperversare minacciosamente dalle parti del portiere avversario. Gli ultimi scampoli di tempi regolamentari filano però via senza altre segnature. Poi, come detto in apertura, al 63'51" ci pensa Jeremi Gerber a rimandare tutti alla ‘bella’ di giovedì. M.I.