A Bienne anche la replica con i magiari è a senso unico. Rossocrociati in gol con sei marcatori diversi

Finisce con un tennistico doppio 6-1 il ‘back-to-back’ con l’Ungheria. Un avversario che, come era del resto facilmente prevedibile, si rivela lo sparring partner ideale per permettere alla Svizzera di allentare un po’ di quella pressione con cui aveva fatto ritorno dal viaggio emotivamente carico viaggio in Slovacchia della settimana precedente.
Quarantotto secondi giovedì, novantanove stavolta. Ma il succo non cambia, con una Svizzera che pure nella replica con l’Ungheria non impiega più di tanto per trovare la via del gol. Se ventiquattr’ore prima era stato Herzog a sbloccare il punteggio, stavolta a farlo è Meyer, con un grande merito che va dato a Senteler per la bella apertura sulla sua sinistra a favore dell’attaccante Kloten, e un po’ di demerito al giovane portiere magiaro, il cui intervento è tutt’altro che impeccabile. Poi, però, il pasticcio lo combina Heldner, che sbaglia un rilancio servendo Milan Horvat, il quale non si fa pregare per pareggiare: se il giorno prima l’Ungheria aveva impiegato quasi un quarto d’ora per segnare il suo primo gol (con la Svizzera che a quel punto di dischi alle spalle del portiere avversario ne aveva già messi tre), stavolta ci riesce nella metà del tempo, e già con la sua prima conclusione. L’equilibrio nel punteggio dura però poco, perché a stretto giro di posta arriva il 2-1 di Loeffel. Prima dello squillo della prima sirena c’è spazio anche per la terza segnatura elvetica grazie a una sventola al volo di Egli, per un parziale che come la vigilia, al ventesimo è di 3-1, anche perché Rochette prima e Canonica dopo non riescono a capitalizzare due buone occasioni.
In un secondo tempo che per la prima metà, o quasi, fila via senza particolari sussulti, dopo un palo colpito da Peter, sulla stessa azione è Rohrbach a fare centro. Con gli arbitri che vanno a rivedere il tiro del magiaro che si stampa sul montante e poi accordano la rete (quella elvetica). A pareggiare il conto dei ferri colpiti ci pensa Rochette in situazione di powerplay. Proprio il gioco con l’uomo in più è forse l’esercizio in cui Cadieux dovrà ancora lavorare per trovare la quadra, a giudicare da come viene gestito questo genere di situazione nella seconda amichevole con l’Ungheria.
Il 5-1, in avvio di terzo tempo, arriva da un’azione tutta in velocità imbastita da Loeffel, proseguita da Rochette e finalizzata dI Jäger, che infila il portiere avversario fra i gambali. Prova e riprova, alla fine arriva poi anche la rete di Rochette, il cui tiro lì per lì sembra essere respinto dalla traversa, ma rivista l’azione al video, ogni dubbio sull’effettiva liceità del gol viene dissipato. M.I.