Lo chiede una petizione pubblicata sul web. Fra qualche ora, intanto, la Federhockey rossocrociata tornerà sulla questione dopo il suo dietrofront

Passano le ore, ma il caso di Patrick Fischer continua a dividere l'opinione pubblica. E in attesa che, domattina, in una conferenza stampa, la Federhockey rossocrociata spieghi nel dettaglio i motivi che l'hanno indotta a tornare sulla sua prima decisione, esonerando mercoledì sera il coach della Nazionale, sul web è spuntata una petizione che chiede il ritorno del selezionatore sulla panchina rossocrociata ai Mondiali di Zurigo e Friborgo, accompagnata dallo slogan ‘un errore non deve rovinare tutto: diamo insieme un segnale di continuità, correttezza e fiducia'.
Tuttavia ben difficilmente quel segnale verrà ascoltato, nonostante la petizione abbia già raccolto oltre centocinquantamila firme. Anche perché, nel frattempo, pure la Federazione internazionale (Iihf) aveva avviato un'indagine per far luce sulla questione, in particolare per sapere se nello stesso anno ‘Fischi’ abbia preso parte ai Mondiali in Finlandia – a cui si poteva partecipare unicamente con un certificato Covid – esibendo il medesimo documento contraffatto. Se fosse davvero il caso, l'ex coach rossocrociato rischierebbe pure di incorrere in una squalifica, quindi ai Mondiali in Svizzera non avrebbe potuto comunque esserci. Pur se è difficile prevedere in cosa tale indagine possa sfociare, siccome si tratta di una prima assoluta in materia, non essendoci dei precedenti.
Ma non è finita qui: della questione ha deciso di occuparsi anche Swiss sport integrity, l'organismo che si occupa di tutelare l'etica nello sport nel nostro Paese, e non solo per questioni legate al doping. In una notizia pubblicata in serata dall'agenzia Keystone Ats, trova infatti conferma l'annuncio fatto poche ore prima dal Blick, secondo cui Swiss Olympic avrebbe deciso di denunciare il caso di Patrick Fisher a Swiss sport integrity, visto che senza una denuncia formale l'organizzazione non potrebbe intervenire. «Sono previste tutta una serie di sanzioni che vanno dalle sanzioni finanziarie alla squalifica», dice all'Ats il direttore di Swiss sport integrity, Ernst König. Nel frattempo a Fischer è pure stata ritirata la tessera di allenatore di Swiss Olympic, che però riveste soprattutto un carattere simbolico, siccome non è rilevante per l'esercizio della professione di allenatore.