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Lugano, adesso sì che è dura davvero

A Zurigo i bianconeri provano a reagire, ma gara 3 è la più complicata di tutte per Fazzini e compagni, che ora sono sotto 3-0 nell quarto di finale

Scambio di vedute Carrick-Grant
(Keystone)
25 marzo 2026
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A Zurigo il Lugano ci prova, ma neppure il terzo atto del quarto di finale con lo Zsc Lions regala soddisfazioni agli uomini di Tomas Mitell. Che, adesso, sono con le spalle al muro, e venerdì in gara 4, alla Cornèr Arena, dovranno per forza vincere se non vorranno andarsene in vacanza.

Sul ghiaccio della Swiss Life Arena, i due allenatori decidono di riproporre praticamente le stesse squadre di lunedì sera, con l’unico cambiamento nel lineup bianconero costituito dalla promozione di Aleksi Peltonen in terza linea con Kupari ed Emanuelsson, mentre stavolta è Tanner il tredicesimo attaccante, anche se l’esperimento non dura neanche un tempo.

La partita entra subito nel vivo, con il Lugano che fa cambi cortissimi e prova subito ad aggredire gli zurighesi, i quali però in un paio di occasioni riescono a ritagliarsi spazio in attacco, impegnando un paio di volte Schlegel. A poco a poco, i Leoni si fanno vedere in attacco con maggior insistenza, e al quinto si creano una ghiottissima occasione in 2 contro 1, dopo uno scivolone di un difensore bianconero all’uscita del terzo ospite, ma Grant da buonissima posizione s’impappina, e non riesce a concludere. Ciò che riesce invece benissimo a Balcers poco dopo, ma Schlegel si salva con la spalla. In ogni caso, rispetto all’inizio il Lugano fa molta più fatica a costruire, a causa dell’ottima pressione dei Lions nella metà pista ticinese. Poi, altro grosso pericolo per Schlegel, dopo un pasticcio nel terzo tra Canonica e Fazzini, che dà vita a una furibonda mischia davanti alla gabbia, con il Lugano che si salva in qualche modo, anche grazie al tocco di Jesper Peltonen che ci mette una pezza all’ultimo. La reazione ospite è un’invenzione di Sanford al limite del terzo d’attacco, e poi l’americano prova a far tutto da solo, beneficiando anche di un po’ di spazio, ma il suo tiro alla fine è troppo centrale. Un’altra sbavatura nella propria metà pista, cioè un passaggio impreciso che arriva sui pattini di Simion, il quale fatica a controllarlo, sarà poi all’origine del vantaggio zurighese: il solito Malgin riesce a ritagliarsi dello spazio, anche perché ben due bianconeri vanno su di lui, e a quel punto il centro della prima linea dei Lions smarca Balcers, che serve in mezzo il liberissimo Andrighetto per l’1-0 al 15’07’’. Il Lugano prova subito a reagire, provandoci dapprima con Kupari, poi subito dopo con Tanner e quindi ancora con Zanetti, che tenta il colpo da baseball ma senza fortuna, e sulla ripartenza – copione già visto più volte – lo Zsc colpisce ancora: addirittura con Dario Trutmann, al termine di un contropiede lanciato da Riedi.

Poi c’è da dire che la fortuna non aiuta certo i bianconeri, che al 17’47’’ colpiscono il palo, sul tentativo di Thürkauf in backhand da posizione defilata. I bianconeri possono perlomeno chiudere all’attacco, grazie una penalità sul conto di Lammikko per bastone alto, ma i padroni di casa riescono comunque a portare il doppio vantaggio fino al ventesimo. Anzi, peggio: sul finire della penalità, nelle prime battute del secondo tempo, lo Zurigo segna addirittura una terza volta, proprio col rientrante Lammikko, servito dal solito Andrighetto, al termine dell’ennesimo contropiede micidiale: 3-0 al 20’52’’, con 17 tiri in porta contro 13.

A quel punto, l’impressione è che la partita sia già segnata. L’ultima occasione per riaprirla, forse, arriva al ventottesimo, quando Grant si fa buttar fuori per eccessiva durezza, ma anche in quell’occasione il powerplay è inefficace, a causa della troppa imprecisione. E quando l’occasione grossa si presentano, i bianconeri non riescono a sfruttarle, come nel caso di Canonica, al 36’13’’, con il ticinese che ha tutto lo spazio davanti a sé per concludere dopo una triangolazione con Fazzini e Sanford, ma non riesce a battere Hrubec. Ma la scena che più preoccupa lo Zurigo arriva al 37’58’’, quando in entrata del terzo bianconero Andrighetto e Balcers si scontrano fra loro, e dei due ad avere la peggio è il topscorer dei Lions, che si rialza apparentemente piuttosto frastornato e viene subito scortato negli spogliatoi. Il secondo tempo si chiude con una scazzottata tra Carrick e Rohrer, spediti entrambi anticipatamente dagli arbitri sotto la doccia.

Pur privi del loro leader Andrighetto – rimpiazzato in prima linea da Schreiber –, gli zurighesi debbono sostanzialmente gestire il comodo vantaggio di tre reti e, anzi, al 50'06‘’, trovano anche un quarto gol, con Malgin che si fa beffe della difesa ticinese, servendo poi al liberissimo Sigrist il disco per il comodissimo 4-0.

Zsc Lions - Lugano (2-0 1-0 1-0) 4-0
Reti: 15’07’’ Andrighetto (Balcers, Malgin) 1-0. 17’29’’ Trutmann (Riedi) 2-0. 20’52’’ Lammikko (Andrighetto) 3-0. 50'06‘’ Sigrist (Malgin) 4-0.
Zsc Lions: Hrubec; Kukan, Lehtonen; Weber, Marti; Trutmann, Geering; Schwendeler; Andrighetto, Malgin, Balcers; Fröden, Lammikko, Hollenstein; Rohrer, Grant, Riedi; Baltisberger, Sigrist, Baechler; Schreiber.
Lugano: Schlegel; Aebischer, Dahlström; Alatalo, Müller; Carrick, Jesper Peltonen; Simion, Thürkauf, Sekac; Aleksi Peltonen, Kupari, Emanuelsson; Fazzini, Sanford, Canonica; Marco Zanetti, Morini, Bertaggia; Tanner.
Arbitri: Tscherrig, Ruprecht; Altmann, Duc.
Note: 12'000 spettatori. Penalità: Zsc 5 x 2’ + 1 x 5‘ e penalità disciplinare di partita (Rohrer, al 40’00’’); Lugano 3 x 2’ + 1 x 5‘ e penalità disciplinare di partita (Carrick, al 40’00’’). Tiri in porta: 25-26 (14-12, 5-6, 5-8). Zsc Lions senza Bader (infortunato), Sundström, Gruber, Oejdemark (tutti in soprannumero); Lugano privo di Perlini, Valk, Henry, Meile, Togni, Beglieri (tutti in soprannumero). Al 17’47’’ palo colpito da Thürkauf. Lugano dal secondo tempo senza Bertaggia, e Zurigo senza Andrighetto (usciti entrambi per infortunio).