Calcio

Infantino chiude il caso: al Mondiale, l'Iran ci sarà

Un post del presidente Fifa mette fine alla speculazione, a un mese dal via del torneo negli States. Dove, però, a livello tv il calcio è il quinto sport

Finita la suspense (per modo di dire)
(Keystone)
10 maggio 2026
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Il caso, semmai si possa davvero definire tale, è definitivamente chiuso. Dopo che Gianni Infantino aveva sostanzialmente ga chiuso alla possibilità che l'Italia del calcio potesse andare al Mondiale di calcio in Nordamerica – questione tutta legata alla situazione dell'Iran, impegnato nella guerra proprio contro gli Stati Uniti e Israele, la cui presenza era per questo considerata in dubbio –, il presidente vallesano della Federcalcio internazionale oggi ha definitivamente messo fine alla vicenda con il post domenicale sui social, in cui il numero uno Fifa augura ‘il meglio agli iraniani per la loro quarta partecipazione consecutiva alla Coppa del mondo’, allegando varie foto di Mehdi Taremi e della Nazionale dell'Iran.

Pochi giorni fa, come riportato da Nbc News, ad aprire al possibile forfait iraniano era stato il presidente della Federazione Mehdi Taj, dopo aver dichiarato che la Fifa avrebbe dovuto garantire che il Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche non venga insultato dagli Stati Uniti qualora l'Iran dovesse decidere di giocare nel Paese. Una richiesta non casuale, visto che la settimana prima una delegazione iraniana, di cui faceva parte lo stesso presidente, era stata respinta al confine col Canada, dove avrebbe dovuto partecipare al congresso Fifa di Vancouver. Il segretario generale della Fifa, Mattias Grafstrom, aveva allora inviato una lettera in cui esprimeva rammarico per il ‘disagio e la delusione’ subiti in Canada, invitando la Federazione iraniana a Zurigo per un vertice sui Mondiali il 20 maggio. E verosimilmente sarà proprio quello il giorno in cui l'Iran scioglierà le proprie riserve sulla sua partecipazione alla spedizione nordamericana. Naturalmente, però, molto dipenderà dalle sorti della guerra, ma anche dalle garanzie di sicurezza che non solo la Fifa, ma soprattutto Donald Trump sapranno offrire.

Del resto, lo stesso presidente statunitense era sembrato sorpreso dall'ipotesi secondo cui l'Italia, tra le nazionali più accreditate tra le escluse per il fatto di essere quella col miglior ranking Fifa, potesse venir ripescata nel caso in cui l'Iran non ci fosse andato. ‘L'Italia per l'Iran? Lasciatemi riflettere... A dire il vero è una cosa a cui non penso troppo, ma ciò che non vogliamo è penalizzare gli atleti’ disse, facendo capire di non preoccuparsi troppo di ciò che succederà alla Coppa del mondo di calcio. Ciò che del resto non è sorprendente, anche in considerazione della relativa importanza del pallone negli States. Dove nonostante il sondaggio di Ampere Analysis, i cui dati raccolti nel 2024 indicano un sorpasso ai danni del baseball quanto a gradimento (di un punto percentuale: 10% contro 9%), nella realtà dei fatti il calcio è soltanto il quinto sport, perlomeno a livello di interesse televisivo. Lo si evince dai contratti tv stipulati con le varie Leghe, in una graduatoria stravinta dall'Nfl, la lega professionistica di football (i cui diritti fruttano l'astronomica cifra di 12 miliardi dollari a stagione), e che precede nell'ordine Nba (7 miliardi di dollari), Major League di baseball (1,8 miliardi di soli ricavi nazionali, a cui si aggiunge un foltissimo numero di contratti regionali) e National hockey League (625 milioni), mentre la Mls calcistica a livello televisivo frutta appena – si fa per dire – 250 milioni di dollari.

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