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L’Ambrì si sceglie il derby: ‘Sarà battaglia a ogni secondo’

Di ritorno da Kloten, i biancoblù si preparano al primo atto dei play-in alla Gottardo Arena. Isacco Dotti: ‘Non so se è meglio o peggio iniziare in casa’

‘Faremo di tutto e di più per andare avanti’
(Keystone)

Kloten – Ora c’è pure la conferma: giovedì sera sarà derby, e alla Gottardo Arena andrà in scena la sfida d’andata dei play-in con il Lugano. Dopo che i biancoblù vincendo in quel di Kloten si sono guadagnati quell’ultimo punticino che mancava per permettersi di ignorare il risultato di Ginevra.

Come ci si aspettava, non appena le due squadre scendono sul ghiaccio quella degli Aviatori comincia cercando di rimanere il più chiusa possibile, poi la rete di Grassi rompe l’equilibrio e l’Ambrì la porta a casa senza dover faticare più di quel tanto.

E a fine partita, vicino agli spogliatoi si respira un’aria frizzante e piena di felicità, come conferma un sorridente Isacco Dotti. «Volevamo continuare bene – dice il possente difensore ticinese –. Siamo riusciti a mantenere la concentrazione e quanto di buono fatto finora anche qui a Kloten. È vero che sarebbe bastato un punto, ma nell’hockey non esiste che ci si accontenti. Ora sarà importante continuare a cavalcare l’onda e mantenere altissima la concentrazione».

Le regole dei play-in vogliono che la squadra che in classifica si trova sotto all’avversario cominci in casa. In questo senso ci si chiede se non possa essere un vantaggio per i leventinesi, che hanno vinto le ultime 3 partite fra le mura amiche. «Onestamente non saprei dire se sia meglio o peggio cominciare in casa – continua il biancoblù numero 7 –. Personalmente sono contento di giocare ad Ambrì giovedì, così da avere subito la possibilità di sfruttare a nostro favore l’aiuto del pubblico. Sarà qualcosa di magico, sento già ora l’aumentare dei battiti del mio cuore e ho una voglia matta di giocare».

Indipendentemente dall’esito del primo turno di questi play-in, l’Ambrì sa già sin d’ora che la propria stagione continuerà, nei quarti di finale o nel secondo turno di qualificazione, e proverà senz’altro a dire la sua. «Abbiamo lavorato duramente per guadagnarci quest’occasione – conclude Isacco Dotti –. Adesso comincia la fase che conta: noi faremo di tutto e di più per andare avanti».

‘Io e Duca abbiamo eguagliato il nostro record di punti’

Luca Cereda, invece, sostiene di non aver ancora pensato al derby: «Per ora prevale la contentezza per questa regular season. Abbiamo eguagliato il record di punti da quando ci siamo io e Paolo Duca a dirigere la squadra e oltre a questo abbiamo concluso in positivo la differenza reti. Cercheremo di goderci questi risultati per un po’ e poi penseremo alla sfida contro il Lugano. Indipendentemente da come noi e loro ci siamo arrivati, in questa serie non mi aspetto di certo un Lugano arrendevole. Saranno sicuramente delle partite toste e ricchissime di emozioni».

Era dal fatidico quarto di finale del 2006 che non si giocava un derby nel post-season e, nei sette precedenti scontri contro i rivali cantonali, i biancoblù non hanno mai avuto la meglio. Qualcosa su cui fare leva? «Sarà una situazione nuova per tutti in questa doppia sfida. Reputo che sapere che la perdente avrà in ogni caso una seconda opportunità per avanzare permetterà a entrambe le squadre di giocare davvero per vincere. Giovedì ci sarà una nuova chance di fare qualcosa di importante per l’Ambrì».

L’ANNOTAZIONE

La matematica è un’opinione

Sempre più spesso si ricorre a varie proiezioni per andare a prevedere la classifica alla fine di un campionato. Ma cosa si diceva un paio di mesi fa? Il sito NL Ice Data all’8 gennaio dava l’Ambrì al decimo posto con una probabilità del 38,7%, contro il 15,3 per l’ottava piazza. Al tempo stesso il Bienne era nono al 25,5% e decimo al 28,2. Addirittura il Servette avrebbe dovuto concludere al quarto o al quinto posto con oltre il 50% di possibilità (sommate), mentre il Lugano, dato ottavo e nono al 21,1, rispettivamente al 21,9%, ha confermato la tendenza solamente nelle ultime partite, dopo aver fatto a lungo la corsa sul quinto posto. Oggi, 17 partite dopo, la classifica dice altro, a riprova che le statistiche dicono molto ma non tutto (e a conferma della bellezza dell’imprevedibilità dello sport).

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