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IL DOPOPARTITA
laR
 
10.12.2022 - 00:05

Riecco i tre punti, nonostante Asselin. ‘Prova di carattere’

I bianconeri chiudono le quattro trasferte di fila espugnando la Raiffeisen Arena di Porrentruy. Samuel Guerra: ‘In queste settimane abbiamo imparato’

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Keystone
Tutta la gioia di Troy Josephs, autore in powerplay del gol della definitiva svolta

Riecco i tre punti, una settimana dopo. Anche se l’eco di quel sabato nel Seeland non s’è spento in casa Lugano, visto che – come previsto – Daniel Carr è costretto a restarsene fuori, dopo quella carica sul ghiaccio di Bienne da parte di quel Robin Grossmann nei cui confronti né il Player safety officer, né il giudice unico hanno optato per ulteriori sanzioni dopo i due minuti decisi dagli arbitri, ciò che ha spinto il club bianconero ad appellarsi al Tribunale della Lega.

In attesa di sapere come andrà a finire, almeno in pista gli uomini di Luca Gianinazzi ottengono ragione. Pur se la trasferta nel Giura a un certo punto rischia persino di diventare indigesta, per una squadra che fino al ventesimo fa tutto ciò che vuole, padrona dei dischi in movimento come di quelli fermi, dato che nei soli primi venti minuti i ticinesi vincono ben 16 ingaggi su 22, costringendo un Ajoie sempre a secco di vittorie dal quel sorprendente 5-3 a fine ottobre sul ghiaccio di Ambrì a dover pattinare appresso al puck. E i risultati non tardano a farsi vedere: al 2’08’’, dopo soli diciassette dei 120 secondi inflitti a Brennan per una bastonata sulle mani di Zanetti, Thürkauf sblocca le marcature segnando infine un gol in powerplay per un Lugano che ci provava invano da cinque partite. Poi, al settimo minuto ecco il 2-0 accordato a Herburger, al suo secondo gol in dieci giorni pur con la complicità del pattino del povero Pilet.

Sembra tutto così facile, invece non lo è. Anche perché, proprio com’era già successo il sabato prima a Bienne, i bianconeri nel secondo tempo non sono gli stessi del primo. E purtroppo per loro neppure l’Ajoie lo è: la rivolta giurassiana si concretizza con la doppietta dello scatenato Asselin, che al ritorno in pista dopo i problemi alla schiena segna subito due volte in un periodo centrale più aperto che mai, in cui però il Lugano ci mette del suo, dando prova di parecchia imprecisione – a immagine del solito Kaski, tanto per non far nomi – che rischierà di pagar cara.

Al contrario: in un terzo tempo senza più Thürkauf, spedito sotto la doccia assieme a Macquat per una scazzottata fuori programma al quarantesimo (il che obbliga Herburger a fare pure i doppi turni al centro della seconda e della quarta linea), proprio una penalità di Asselin per una carica a Mirco Müller rimette la partita sui binari giusti, con l’opportunista Troy Josephs che al 46’07’’ segna il gol della svolta. Definitiva, stavolta. Anche perché meno di due minuti più tardi il giovane Zanetti ritrova la via della rete dopo otto match senza punti su servizio dell’ottimo Marco Müller, mentre al 51’50’’ c’è gloria anche per il topscorer Granlund, che firma il 5-2 sorprendendo Tim Wolf con una conclusione dalla distanza. C’è però anche tempo per un’ultima bagarre, tanto per gradire, con Bakos da una parte e Vedova, Mirco Müller e Gerber spediti fuori in un sol colpo: Filip Pesan prova il colpo da poker togliendo pure il portiere, ma i suoi non riescono a segnare neppure nell’inusuale 6 contro 3. «La nostra è stata una prova di carattere, a livello di squadra e individuale – dice il difensore Samuel Guerra ai microfoni di Rsi –. Abbiamo dimostrato di aver imparato da quanto è successo in queste ultime settimane, nel senso che dopo un secondo tempo giocato così così siamo entrati in pista con ben altro piglio nel terzo tempo e abbiamo vinto la partita. Cos’è successo nel secondo tempo? Direi che quel gol in boxplay ha fatto male a noi e ha dato energia all’Ajoie, un avversario mai facile da affrontare quando gioca in casa sua».

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