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laR
 
05.12.2022 - 00:05

È un Lugano poco cinico: ‘Abbiamo fatto tutto da soli’

A Bienne i bianconeri partono bene ma poi calano. Gianinazzi: ‘È mancata concretezza, ma a volte bisogna accettare che le partite girino in questo modo’.

di Giuliano Balmelli
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Granlund e compagni stavolta non riescono a segnare

Bienne – Lugano contro Bienne: in questa stagione e fino a venerdì i bianconeri erano sempre stati indigesti ai Seeländer. Sabato alla Tissot Arena è arrivato un altro 3-0, come nel precedente incontro del 1° di ottobre, ma stavolta a parti invertite.

Eppure il Lugano ha cominciato con il piglio giusto il match, partendo fortissimo come a Zugo martedì scorso, portando in pista una mole di gioco a tratti impressionante (il parziale dei tiri recita 17-2 in favore dei sottocenerini per il primo tempo). Ma in terra bernese è mancata la rete, complice un reparto offensivo meno ispirato rispetto ad altre serate e in sostanza meno cinico. Complice anche, va comunque tenuto in conto, un Harri Säteri in formato saracinesca, aiutato sì dal fatto che i tiri scagliati verso la sua gabbia non fossero irresistibili e da un palo. Ma stiamo comunque parlando di un portiere capace di ottenere tre shutout nelle ultime quattro gare disputate. A tutto questo bisogna infine aggiungere un powerplay che non ha aiutato a incanalare il match sui binari favorevoli agli ospiti: si pensi soprattutto a quei quasi due minuti con due uomini in più sul ghiaccio non sfruttati a ridosso della prima pausa. Zero a zero dopo venti minuti, così è, se vi pare.

Ci hanno poi pensato gli uomini di Antti Törmänen a far vedere cosa significa sfruttare le occasioni, andando a segno un po’ contro l’andamento del gioco e sfruttando una sfortunata deviazione nella propria porta da parte di Mirco Müller. Questa prima rete ha poi pesato come un macigno sull’economia della partita, anche se il difensore Samuel Guerra non ne è del tutto convinto. «Non penso sia stata solo la prima rete ad averci tagliato le gambe ma ci sono state diverse occasioni che ci hanno fatto male. Abbiamo avuto una grandissima occasione nel 5 contro 3 e anche altre possibilità dopo delle belle uscite. Quando non si sfruttano queste occasioni quasi inevitabilmente si paga».

Ma allora quale è stata in fin dei conti la chiave che ha permesso ai bernesi di aggiudicarsi l’incontro? «Abbiamo fatto tutto da soli – continua il numero 28 bianconero –. Non abbiamo sfruttato le nostre occasioni e abbiamo lasciato agli avversari il momentum della partita. Nell’ultimo periodo abbiamo provato a rientrare ma non è bastato. Probabilmente è mancata un po’ di cattiveria davanti al portiere avversario».

‘Una questione di episodi e di cinismo’

Anche l’allenatore Luca Gianinazzi è rammaricato per l’esito finale, pur sottolineando i fattori positivi della partita. «Ci sono mancati soprattutto la concretezza e il cinismo. Siamo venuti ad affrontare una delle migliori squadre del campionato al momento, che sta vincendo con costanza, ma per venti minuti abbiamo dominato la partita. Siamo entrati con l’attitudine giusta ma poi non siamo riusciti a passare in vantaggio. Il gol dello svantaggio è stato un po’ sfortunato per noi e questo ha complicato la nostra partita. L’obiettivo ora sarà riuscire a tenere per i sessanta minuti quello che abbiamo mostrato nel primo tempo. Oggi sono stati gli episodi e la mancanza di cinismo che non ci hanno permesso di portare a casa i tre punti».

Dopo quello che ha funzionato occorre anche chinarsi sui fattori che invece devono migliorare. Fra questi c’è il powerplay, che sabato non ha prodotto nessuna rete. «Uno degli aspetti fondamentali è l’entrata in zona, dove facciamo ancora fatica a stabilire il possesso – continua Gianinazzi –. Una volta installati, secondo me, abbiamo il tempo per far girare il disco e siamo pericolosi, ma ci manca la concretezza. È un aspetto sul quale dovremo trovare delle soluzioni per far sì che le situazioni speciali funzionino meglio di come non stiano facendo ora».

C’è poi da valutare lo stato di salute di Daniel Carr. Sì, perché il canadese numero 7 è stato vittima di un duro intervento alle assi da parte di Grossmann durante la prima frazione e a partire dalla pausa non si è più rivisto sul ghiaccio. «Non posso dire nulla perché nemmeno io ho ulteriori indicazioni. So solamente che non ha potuto concludere la partita, ma non ho ancora parlato con lo staff medico». In tribuna stampa ci si è chiesti quanto un episodio del genere possa influenzare il resto della squadra, considerato anche che il giocatore in questione viene da un calvario sportivo non indifferente. «Ovviamente non fa piacere quando un giocatore si infortuna e non può portare a termine il match – aggiunge il tecnico luganese –. Tuttavia non penso che quanto accaduto abbia avuto un grosso impatto sulla nostra partita. Infatti nel primo tempo, da quando si è fatto male, abbiamo comunque continuato sulla stessa linea, quindi non è stata la sua perdita a incidere sull’esito della partita».

In sintesi la partita del Lugano ha mostrato due volti della stessa medaglia. «Siamo molto soddisfatti di quanto mostrato nei primi venti minuti – conclude il ventinovenne –. È confortante vedere che siamo in grado di venire ad affrontare a viso aperto un avversario di questo calibro, se non addirittura essergli superiore. Stasera non abbiamo prodotto in proporzione a quello che abbiamo costruito, ma a volte bisogna accettare che vada così. Bisogna poi continuare a costruire sull’arco della partita, senza farsi influenzare troppo dagli episodi. Infine va detto che il loro portiere è stato molto bravo, in situazioni come queste bisogna anche dare il merito a chi gioca dall’altra parte».

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