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26.09.2022 - 20:00

‘Possiamo vincere, ma aiutandoci a vicenda’

Michael Spacek, al suo primo derby ticinese, punta sul complesso, forte anche delle tante bocche da fuoco: ‘Poco importa chi segna ed è il top scorer’

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Ti-Press/Crinari
Due gol e tre assist per il 25enne. ‘Ma cos’è successo finora non conta’

Il primo derby stagionale si gioca domani alla Gottardo Arena con l’Ambrì Piotta che si presenta in uno stato psicologico sicuramente migliore, anche se dovrà fare a meno di Tim Heed (vittima di un infortunio al costato che lo terrà a margine per un mese) e verosimilmente anche di Isacco Dotti (colpito duro contro il Ginevra). Sarà dunque ancora più importante il contributo che sapranno dare gli altri leader biancoblù, tra cui il centro ceco Michael Spacek. «Tim e Isacco ci mancheranno sicuramente, ma abbiamo un gruppo forte – osserva il numero 43 –, possiamo vincere anche senza di loro, qualche infortunio bisogna aspettarselo».

Attenzione però a non sottovalutare i bianconeri, che seppur reduci da tre sconfitte consecutive, hanno in rosa giocatori di comprovata classe: «È la mia prima partita contro il Lugano, so che c’è una grande rivalità tra le due squadre, ci saranno molti tifosi e sarà una partita eccitante da giocare. Del Lugano onestamente non conosco quasi nulla, so soltanto che geograficamente si trova molto vicino a noi, siamo praticamente vicini di casa, i giocatori invece non li conosco. In ogni caso in una lega così dura ed equilibrata non conta che loro abbiano perso tre partite di fila, sicuramente vorranno vincere quanto noi. Sono sicuro che siamo pronti a sufficienza per vincere, a patto di giocare il nostro gioco secondo il sistema che conosciamo e aiutarci a vicenda».

I leventinesi hanno invece iniziato bene la stagione con il piede giusto, con nove punti in cinque partite, anche se nell’ultima uscita contro il Ginevra è arrivata la prima battuta d’arresto: «Fino a adesso abbiamo ottenuto quattro vittorie e una sconfitta, ma questo non conta anche se il buon inizio ci dà fiducia, speriamo di proseguire su questa strada e la sconfitta di sabato è già dimenticata».

‘In tanti possono segnare’

Spacek stesso ha dimostrato di essersi ben ambientato in Svizzera e la sua linea con Chlapik (che verrà completata da Hofer, mentre McMillan dovrebbe essere schierato con Grassi e Kostner) è già ben produttiva. Spacek ha infatti già ottenuto cinque punti (due gol e tre assist), tanti quanti André Heim (seguono a quota quattro Virtanen, Zwerger e Chlapik), che vestirà la maglia di top scorer nel derby, togliendola proprio all’ex Frölunda. «In generale trovo che abbiamo giocato delle buone partite, pur con qualche alto e basso che è normale nell’hockey, ma siamo appena all’inizio della stagione, la maglia da top scorer non mi interessa, l’importante è vincere le partite e per farlo abbiamo tanti giocatori che possono segnare, per cui non è importante chi li fa».

Gli altri incontri della settimana metteranno poi di fronte ai biancoblù Rapperswil (sabato in casa) e Zugo (domenica in trasferta), partite che opporranno Spacek ai connazionali Roman Cervenka e Jan Kovar: «Sono delle star in Cechia e in tutta l’Europa, sarà sicuramente bello affrontarli e vederli, ma sul ghiaccio non ci sono amici e si vuole soltanto vincere. Con Kovar ho giocato qualche torneo, con Cervenka anche un’Olimpiade, sono veramente dei bravi ragazzi, tanto quanto sono forti sul ghiaccio e per l’esperienza che hanno si può sempre imparare qualcosa da loro».

Per il tecnico Luca Cereda è ora di invertire la tendenza dopo aver vinto un solo derby negli ultimi due anni: «Mi aspetto una partita tirata ed equilibrata con pochi gol evitando cali di tensione, sicuramente aver cambiato, abbiamo qualcosa più di un terzo di nuovi giocatori, tanto porta nuovi stimoli, ci sono magari giocatori che non sentono ancora tanto il derby. Si tratta di continuare sulla strada che abbiamo imboccato, anche se il dispendio emotivo sarà sicuramente maggiore rispetto ad altre partite. A corto termine ci possono essere delle scappatoie, ma a medio-lungo termine se non si fanno delle buone prestazioni, prima o poi il castello crolla».

D’altronde non è solo la tradizione a dover rendere attenti i leventinesi alle insidie bianconere: «Dovremo fare attenzione a questo Lugano che è pieno di giocatori in grado di estrarre il coniglio dal cilindro e che dopo tante sconfitte di misura sarà sicuramente determinatissimo».

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