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14.09.2021 - 21:59
Aggiornamento: 22:18

Lugano, a Porrentruy una passeggiata salutare

I bianconeri cancellano il venerdì nero con il Langnau rifilando ben sette reti a un Ajoie che pare dover ancora prendere le misure alla sua nuova realtà

lugano-a-porrentruy-una-passeggiata-salutare
Matteo Romanenghi cerca di controllare Bertaggia e Thürkauf davanti a Wolf (Keystone)

Pronti, via, ed è subito Lugano. Nella sera in cui i bianconeri ritrovano il canadese Daniel Carr, fresco di rientro in prima linea (a fianco di Arcobello e Fazzini) dopo la botta al costato rimediata in Champions. E il ventinovenne attaccante nato alla periferia di Edmonton ci mette subito lo zampino, dando il la all’azione più bella del primo tempo, conclusa in gol sull’asse Fazzini-Alatalo al 15’18’’. A quel punto, il Lugano era però già avanti di due reti, quelle firmate da Morini al 4’ e da Thürkauf al minuto numero 11 di un primo periodo in cui l’Ajoie, alla sua seconda uscita nella massima serie, quando il disco finisce nel proprio terzo dimostra di soffrire, e parecchio.

Le cose non mutano certo nel secondo periodo. In cui il Lugano continua a sfruttare le sbavature di un avversario che, nonostante alla prima uscita s‘era arreso soltanto di misura al Bienne, sembra non aver ancora preso le misure della sua nuova realtà: lo 0-4 di Fazzini in shorthand (gran conclusione, la sua), qualche istante prima del ritorno di Arcobello dalla panchina dei cattivi, chiude con largo anticipo la contesa. Pur se nell’ultima parte del periodo centrale i ticinesi devono fare i conti con la reazione d’orgoglio dei giurassiani, i quali segnano il gol della bandiera (slap di Joggi dalla sinistra) e poi colpiscono di nuovo i pali (con l’asta di Hazen che fa il paio col palo dell’ex Romanenghi, al 18’), riuscendo a mettere anche in difficoltà una difesa bianconera volutamente in pista senza Samuel Guerra, il quale per l’occasione si ritrova in soprannumero assieme a Loïc Vedova. La verità, però, è che in pista c’è una sola squadra, quella di McSorley, che chiude la serata segnando altre tre reti (quelle Walker e di Loeffel due volte, prima del definitivo 2-7 del giurassiano Frossard, sfuggito a Elia Riva) cancellando così nel più convincente dei modi il venerdì nero con il Langnau.

Ajoie - Lugano (0-3 1-3 1-1) 2-7
Reti: 3’47’’ Morini (Boedker, Herburger) 0-1. 10’34’’ Thürkauf 0-2. 15’18’’ Alatalo (Fazzini, Carr) 0-3. 22’44’’ Fazzini (esp. Arcobello!) 0-4. 33’48’’ Walker (Traber) 0-5. 36’30’’ Joggi (Hauert) 1-5. 38’43’’ Loeffel (Boedker, Herburger) 1-6. 41’21’’ Loeffel 1-7. 53’46’’ Frossard (Frei, Rouiller) 2-7.
Ajoie: Tim Wolf; Leduc, Eigenmann; Rouiller, Hauert; Birbaum, Helfer; Pouilly; Hazen, Devos, Asselin; Huber, Frossard, Joggi; Rohrbach, Romanenghi, Schmutz; Frei, Ness, Bogdanoff; Schnegg
Lugano: Schlegel; Alatalo, Riva; Loeffel, Müller; Nodari, Bernd Wolf; Chiesa; Fazzini, Arcobello, Carr; Boedker, Herburger, Morini; Bertaggia, Thürkauf, Josephs; Traber, Tschumi, Stoffel; Walker
Arbitri: Tscherrig, Hungerbühler; Kehrli, Thomas Wolf
Note: 2’843 spettatori. Penalità: 1 x 2’ contro l’Ajoie; 5 x 2’ contro il Lugano. Tiri: 27-39 (6-13, 13-15, 8-11). Ajoie senza Macquat, Gfeller (infortunati) e Heughebaert (motivi personali); Lugano privo di Haussener (infortunato), Guerra e Vedova (in soprannumero). Pali: 17’15’’ Romanenghi, 37’51’’ Hazen (traversa), 49’30’’ Leduc. Premiati a fine partita, quali migliori in pista, Jonathan Hazen e Romain Loeffel.

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