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laR
 
11.01.2021 - 17:05
Aggiornamento: 17:21

‘Il Covid? In un certo senso mi ha fatto bene’

Dallo stop causa malattia, Diego Kostner è tornato più in forma che prima. ‘In quei giorni di pausa forzata ho un reset mentale’

il-covid-in-un-certo-senso-mi-ha-fatto-bene
Due reti e cinque assist in 24 partite per l'altoatesino (Ti-Press)

Questa è la quinta stagione in biancoblù di Diego Kostner. Ma anche la sua prima dopo la serie di infortuni che l'avevano costretto a saltare praticamente tutto lo scorso campionato. Perché a quello rimediato ai Mondiali in Slovacchia della primavera 2019 con la maglia dell'Italia (stiramento del legamento collaterale del ginocchio destro) - proprio nella prima partita contro la Svizzera - è seguito quello ancora più grave subìto alla prima di campionato, poi rivelatosi più serio rispetto alla diagnosi iniziale (stacco parziale dell’adduttore grande dall’osso del bacino). E addio stagione 2019/20. «Tornare da un infortunio come quello rimediato nell'autunno 2019 non è evidente, e men che meno scontato - racconta il 28enne di Bressanone -. In tutta franchezza, il timore che non potessi affatto tornare sul ghiaccio mi ha accompagnato per diversi mesi. All'inizio nessuno sapeva dirmi cosa avessi di preciso, e dunque era praticamente impossibile stimare i tempi di recupero: è stato un periodo duro, soprattutto mentalmente. Addirittura, fino ad agosto non sapevo nemmeno se sarei ancora stato in grado di pattinare...».  Nonostante i timori, sei comunque tornato. E in ottima forma... «Sì, per come sono andate le cose finora per me posso essere soddisfatto. Con i miei attuali compagni di linea (Grassi e Trisconi, ndr), poi, c'è davvero un'ottima intesa: fra noi c'è un bel feeling, cosa che ci permette di svolgere bene il tipo di lavoro che viene richiesto alla nostra linea».

Non tutti i mali vengono per nuocere 

Le sventure di Kostner non si sono però esaurite con l'inizio del campionato 2020/21, visto a fine ottobre ha pure dovuto fare i conti in prima persona con il coronavirus, con l'inevitabile nuovo stop. Che, anziché giocargli contro, ha per certi versi fatto da stura alla sua stagione: i sette punti finora raccolti (due reti e cinque assist) sono infatti arrivati tutti dopo quell'ennesimo stop, cominciando dal gol e dall'assist contabilizzati nel derby del 14 novembre: «Già, a dirla così sembra quasi un paradosso, ma effettivamente sento che quella decina di giorni di stop a causa della positività al Covid-19, in un certo senso mi hanno giovato. Stare a casa, a riposo forzato, mi ha permesso di fare una sorta di 'reset'. Ho ripulito la testa da ogni pensiero e poi, al rientro, ho potuto nuovamente focalizzare tutta la concentrazione sul mio gioco. Prima del Covid-19 non ero tanto contento delle mie prestazioni, perché ogni volta che scendevo in pista dovevo combattere anche un po' con la mia testa, con i timori che mi portavo appresso dall'infortunio della passata stagione: mi sentivo ancora bloccato sui contrasti, e nel mio gioco. Quello stop mi ha ridato fiducia e consapevolezza nei miei mezzi: quando sono tornato, l'ho fatto al cento per cento mentalmente; fisicamente ci ho messo un po' a carburare, ma ora mi sento pienamente in forma». Non a caso, nelle prime tre partite del 2021, Diego Kostner è sempre andato a punti (tre assist), mentre sabato ci è andato vicino (con una traversa colpita in avvio di contesa). Tornare in pista dopo il coronvirus è dunque stato più facile che farlo dopo il grave infortunio? «Sì, indubbiamente. È vero che nei primi 3-4 giorni non riuscito praticamente a fare niente, ma poi la situazione è rapidamente evoluta al meglio».

Approdato in Leventina nel 2016, Kostner, come detto, sta vivendo la sua quinta stagione con la maglia dell'Ambrì Piotta. L'ultima dell'attuale contratto: e poi? «Qui mi trovo molto bene; la mia volontà è dunque quella di vestire anche nelle prossime stagioni questa maglia».

‘Inutile rimuginare su quello che è stato’

Se a livello di squadra sabato a Rapperswil la prestazione dei biancoblù è stata ben al di sotto delle aspettative, sul piano personale il numero 22 dell'Ambrì Piotta è comunque stato autore di una buona partita, a conferma del buono stato di forma che sta attraversando di questi tempi. «Sì, sul piano personale sabato non è andata male, anzi... Ma, di fronte a una débâcle come quella collettiva, culminata con una sconfitta così ampia (7-2), che la mia personale prestazione sia stata buona conta relativamente poco. Sabato abbiamo perso, e malamente, una partita che volevamo vincere a tutti i costi: di fronte a questa realtà il bilancio globale non può che essere negativo. Ma è comunque inutile rimuginare su quello che è stato: adesso è il momento di girare pagina e guardare avanti». Al capitolo rimpianti, ripensando alla partita di sabato, c'è anche la citata asta colpita dallo stesso gardenese con i sangallesi ancora avanti di un solo gol: fosse stato qualche centimetro più basso, quel puck, forse l'inerzia della partita sarebbe anche cambiata... «Possibile che andando sull'1-1 qualcosa sarebbe effettivamente cambiato. Ma in generale, quanto abbiamo fatto per tutta la durata soprattutto del primo tempo era davvero troppo poco per vincere la partita. Analizzando la nostra prestazione più a freddo ce ne siamo resi conto. È inutile rimuginarci su: ciò che è stato è stato, speriamo che almeno ci sia servito da lezione per le prossime partite». A cominciare da quella di domani contro il Ginevra Servette: «Di fronte avremo una squadra molto forte, dotata di ottime individualità: per contrastarla in modo efficace dovremo sicuramente sfoggiare una delle nostre migliori prestazioni. Anche per dimenticare e far dimenticare la partita di sabato».

Dal meglio (o quasi) al peggio (o quasi) in appena 48 ore: come ti spieghi l'Ambrì dai due volti, capace di fornire una solida prestazione contro lo Zurigo (battuto ai rigori) ma poi di farsi maltrattare appena due giorni più tardi dal Rapperswil? «È difficile da spiegare, ma non è un mistero che non siamo ancora riusciti a trovare una certa costanza nel rendimento, sull'arco dei sessanta minuti come da una partita all'altra, e non lo abbiamo scoperto solo sabato. Questa è una... costante che ci accompagna da inizio stagione: è capitato più di una volta di alternare con una certa frequenza alti e bassi. È un aspetto in cui dobbiamo ancora migliorare: dobbiamo cercare di essere più pronti, soprattutto mentalmente, entrando in pista concentrati fin dal primo minuto e proiettare quel ritmo su tutti e sessanta i minuti (o più se del caso) della partita».

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