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FORMULA 1
01.07.2022 - 18:46
di Paolo Spalluto

Hamilton in grande spolvero nelle libere di Silverstone

Si arriva al weekend di gara con i soliti gossip di circostanza e, soprattutto, con il brutto affare delle dichiarazioni di Nelson Piquet

È dal 1950 che l’ex campo di aviazione di Silverstone riveste una centralità nel calendario del Mondiale, insieme a pochi altri Gran Premi che possono essere considerati così iconici. Una ragione è stata il fiorire tutt’attorno di "meccanici", come li sfotteva Ferrari che però nel tempo lo hanno battuto e strabattuto. Qui ci sono le case di Williams, McLaren, Lotus, Brabham, Surtees, March e via di questo passo, sino alle giovani Red Bull e Mercedes-Benz che se pur austriaca e tedesca, solo nella verde Inghilterra hanno trovato l’humus di ingegneri e competenze. Se ci pensate, della grandeur italiana, francese e tedesca poco è rimasto. È quasi un campionato Uk contro il resto del mondo.

Si arriva alla gara come sempre con qualche gossip di preparazione, di cui uno oggettivamente grave come l’integrale dell’intervista di Piquet in cui sia Hamilton, sia Rosberg sono insultati in modo gratuito e pesante. Ogni campione del mondo ha diritto a un pass di accesso a tutte le gare di F1 vita natural durante, ma sembra che Fia e Liberty lo vogliano ritirare al brasiliano, che ha pure messo in buca il pacifico Verstappen che della figlia di Piquet è fidanzato ufficiale.

La gara si presuppone interessante e in particolare nelle conferenze stampa del giovedì ha colpito la certezza di Horner che la Mercedes-Benz a Silverstone sia veloce e performante. Una frase che ha colpito insieme alla stilettata in merito al porpoising. Infatti, nell’ultimo Gran Premio le due Mercedes-Benz presentavano dei tirantini all’anteriore che erano esattamente come in pari data la Fia li raccomandava per limitare il dolore e fastidio al pilota. Domanda del team principal Red Bull: ma Mercedes-Benz come ha fatto a saperlo in anticipo? La F1 è esattamente anche questo, amicizie, delazioni, spie e informazioni carpite. Fa parte del gioco, da sempre.

Molto belle le immagini, 20 anni dopo, dei piedi di Norris e della pedaliera, un ritorno televisivo che fa ben comprendere il lavoro anche fisico del pilota.

Bene Sainz che ammette di aver preso migliore confidenza con la monoposto rossa, molto bene Hamilton e poi Norris. Sempre tanta prudenza, però, nel giudicare i risultati del venerdì che sono, lo ricordiamo, il vero stress test delle monoposto dopo la corposa abolizione dei test liberi che tanto fulgore avevano garantito alla Ferrari.

Questo è un tracciato di F1 che sa combinare bene la capacità del pilota con quella della monoposto, se pensiamo alla Stowe, alla Epcot e via discorrendo. La vera informazione emersa è che probabilmente il sentito di Horner possa essere vero, perché Hamilton si è messo in grande spolvero con ogni tipo di copertura.

Certo le Libere 1, con la pioggia, non hanno potuto dare molte risposte, ma poi nelle 2 abbiamo visto i valori in gioco riassestarsi. Accade qualcosa che conosciamo anche a Barcellona: il tracciato è così conosciuto che al di là delle differenze di prestazioni di ogni singolo team, indubbiamente i piloti si avvicinano tutti a un limite spesso interessante.

Le qualifiche del sabato saranno divertenti di sicuro, Sainz da seguire e Hamilton da vedere.

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