Davos
5
Zugo
3
fine
(1-2 : 3-0 : 1-1)
Losanna
0
Lakers
4
3. tempo
(0-0 : 0-3 : 0-1)
Ginevra
4
Langnau
2
3. tempo
(0-0 : 0-1 : 4-1)
Friborgo
9
Kloten
1
3. tempo
(3-0 : 1-1 : 5-0)
Ajoie
2
Berna
2
3. tempo
(0-2 : 2-0 : 0-0)
Bienne
1
Zurigo
4
3. tempo
(0-0 : 1-2 : 0-2)
Ambrì
1
Lugano
4
3. tempo
(0-1 : 0-2 : 1-1)
Visp
6
Winterthur
3
fine
(1-1 : 4-1 : 1-1)
Olten
4
GCK Lions
2
3. tempo
(3-0 : 1-1 : 0-1)
Dra.gosier-ga
2
Sierre
3
overtime
(0-0 : 2-2 : 0-0 : 0-1)
Langenthal
3
La Chaux de Fonds
3
3. tempo
(0-1 : 2-0 : 1-2)
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12.06.2022 - 17:47
Aggiornamento: 18:28

Doppietta Red Bull, i motori Ferrari non reggono

Nel Gp dell’Azerbaigian la vittoria va a Max Verstappen davanti a Sergio Perez. Alle loro spalle le due Mercedes. Sainz e Leclerc ko

di Paolo Spalluto
doppietta-red-bull-i-motori-ferrari-non-reggono
Troppo veloce

Sono tre weekend di gara che lo sfortunato Charles Leclerc dimostra il suo valore nelle qualifiche ufficiali andando poi male, se non malissimo, in corsa. Ora è chiaro che il Mondiale 2022 sarà con buona probabilità un affare Red Bull e che il duo Verstappen Perez sia oggi meglio assortito di quello Leclerc Sainz. In realtà, a livello di piloti le differenze non sono così abissali, ma le due monoposto della Red Bull sono due macchine perfette che, perlomeno in gara, sono imbattibili.

Ha vinto Verstappen, prima guida del team, secondo Perez che palesemente deve seguire ordini di scuderia che poco gli piacciono, ma che Marko impartisce senza remora alcuna, al contrario del placido Binotto. Terzo Russell e quarto Hamilton, uscito a pezzi, ma contento di un risultato che la Rossa ha regalato su un piatto d’argento alle Mercedes. Sì, perché la notizia è che sui sei propulsori in gara con il logo del cavallino, se ne sono rotti ben quattro. La risposta ufficiale è che avendo voluto spremere potenza sono divenuti meno affidabili. Ecco, per qualsiasi appassionato leggere un comunicato di questo tipo fa semplicemente sorridere, perché chiunque sa quali siano i rischi. È molto facile sputare sentenze e anche essere smentiti la domenica successiva, ma questa Ferrari che ha fatto sognare all’inizio del Mondiale, diventando poi un mezzo incubo, deve farsi esami di coscienza molto importanti. E risolutivi.

Hamilton è sceso a fatica dalla sua monoposto. Wolff si è scusato con lui per il difetto del saltellamento che ha letteralmente afflitto il caraibico più di Russell. Quest’ultimo continua a dire che non si può pensare di correre così ancora tre anni. Effettivamente, il disegno aerodinamico della Mercedes-Benz la rende la più esposta del lotto a questo micidiale porpoising che lavora su collo e colonna vertebrale del pilota. Lewis ha ammesso che si è trattato della gara, almeno per lui, più dura dell’intera carriera. Notevole, però, il risultato del team che fa anche salire Russell nella classifica piloti. Rivelazione confermata senza dubbio alcuno.

Il percorso di Baku è divertente, in un’alternanza di misto veloce e stretto e lunghi rettifili ove il Drs può dare vantaggi. Molte le pizzicate ai bordi della pista e le staccate al limite con conseguenti dritti. Essi avvengono perché il livello di calore dei dischi carboceramici (oltre 1’000 gradi) li rendono gommosi e dunque inefficaci.

Poche le situazioni divertenti in un circuito cittadino, solo due brevi Virtual Safety Car in azione: durante la prima delle due, Ferrari da Maranello ha intelligentemente ordinato a Leclerc di montare le dure con poca perdita di tempo per la percorrenza della corsia box. Scelta che sino alla rottura del propulsore gli aveva garantito un confortevole primo posto.

Oramai, il livello dei team è chiaro: Red Bull domina, Ferrari insegue, ma è anche l’unica che possa dare fastidio, poi gli altri. Ieri tra questi altri è mancata la nostra Sauber. Quella di Zhou bloccata per problemi dell’unità motrice Ferrari, quella di Bottas purtroppo mai davvero protagonista. Il finlandese con schiettezza ha detto che proprio la Sauber ieri non andasse per nulla.

Profezia di Marko nel dopo gara: non abbiamo paura della Ferrari, anche perché Leclerc prenderà penalità dovendo cambiare molti propulsori nel corso della stagione. La sua visione è di una debolezza strutturale che porta il team di Maranello a prestazioni che fanno sognare sul giro secco, ma poi non possono tenere il medesimo passo in gara.

Ci bastano pochi giorni per sapere se abbia ragione o meno. Il weekend prossimo si torna in pista, a Montreal, Canada.

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