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24.03.2021 - 14:25
Aggiornamento: 17:01

Si riparte con Lewis Hamilton sempre preda e predatore

Nella nuova stagione al via domenica in Bahrain tutti a caccia delle Mercedes e in particolare del 7 volte campione del mondo che punta al record assoluto

Un anno di transizione in vista della rivoluzione regolamentare 2022 con diverse novità tra piloti vecchi e nuovi, team "riveduti e corretti" e un calendario ancora appeso alle emergenze Covid. Il Mondiale di Formula 1 riparte domenica (domani le prove libere) dal Bahrain, paese in cui tutti i membri del Circus, grazie all'intervento del governo locale, potranno vaccinarsi per poter proseguire la stagione senza intoppi.

In termini di prestazioni delle varie monoposto, visti anche i vincoli normativi il 2021 non dovrebbe discostarsi troppo da quanto visto negli ultimi anni con la Mercedes sempre davanti a tutti nonostante i problemi accusati nella mini sessione di test pre-stagionali e la Red Bull, che con Verstappen ha dominato la tre giorni di prove invernali a Sakhir, che si candida di nuovo come la più forte tra i team terrestri. Per Lewis Hamilton in vista l'ennesimo record da battere, ossia superare, dopo averlo eguagliato nel 2020, il primato di sette titoli di Michael Schumacher. L'inglese è atteso oltre che in pista anche fuori con le sue campagne e iniziative a favore della lotta al razzismo e alla salvaguardia dell'ambiente.

Le Ferrari a caccia del riscatto senza Vettel, passato al ‘verde’

Tutte da verificare le chance della Ferrari di risalire posizioni dopo un anno fallimentare da tutti i punti di vista. Dal ponte di comando, John Elkann ha invitato a "ricominciare con umiltà" e sottolineato che "la cosa più importante sarà tornare competitivi e vincere, per noi e i nostri tifosi". Un compito che ricade sulle spalle del team principal, Mattia Binotto, ma anche dei due piloti, il 'veterano' Charles Leclerc e il nuovo arrivo, Carlos Sainz, che ha preso il posto del quattro volte campione del mondo Sebastian Vettel, sostituito dallo spagnolo Carlos Sainz proveniente dalla McLaren. Proprio Vettel ricomincerà con un team nuovo, almeno nel nome e nei colori: si tratta della verde Aston Martin che sbarca in Formula 1 al posto della canadese Racing Point.

Il ritorno del veterano Alonso e i giovani rampanti (tra cui un certo Schumacher)

L'altra grande novità 2021 è il ritorno dopo due anni di assenza di Fernando Alonso alla guida della Alpine targata Renault, altro marchio storico degli sport motoristici che punta a tornare di moda. Il due volte campione mondiale, in pista nel Circus a 39 anni, farà da chioccia a una pattuglia di giovani guidata dal Mick Schumacher che dopo essersi laureato campione nella F2 è approdato nella massima serie dove guiderà la Haas. Il figlio del kaiser Michael sarà affiancato da altri due giovani rampanti, il russo sponsorizzato da Putin, Nikita Mazepin, sempre alla Haas e il millennial giapponese (il primo per la Formula 1) Yuki Tsunoda. Il 20enne nipponico alla guida della Alpha Tauri riporterà un pilota del Sol Levante in Formula 1 dopo sette anni: l'ultimo era stato Kamui Kobayashi. Quella di Schumi Jr era una novità molto attesa che però rischia di deludere almeno all'inizio tifosi e appassionati visti i brutti risultati nei test pre-stagionali della scuderia americana Haas finita in fondo al gruppo con distacchi davvero importanti. Tra i passaggi da team a team, incuriosiscono quelli di Daniel Ricciardo, dalla Renault alla McLaren al posto del ferrarista Sainz e soprattutto di Sergio Pérez, ora alla Red Bull con Verstappen. Una coppia quest'ultima tutta da decifrare con il messicano in grado di dare filo da torcere in pista all'olandese, che negli ultimi anni si era confrontato con piloti non proprio alla sua altezza.

Il calendario

Con 23 Gp il Mondiale più lungo di sempre

La quota "monstre" di 23 Gran Premi tra conferme, novità e cambi di date a causa del prolungarsi della pandemia rende il Mondiale di Formula 1 2021 il più lungo di sempre, Covid Permettendo. La stagione non scatterà come da tradizione a Melbourne in Australia, ma in Bahrain. La pista di Sakhir è stata anche la sede dei test invernali dal 12 al 14 marzo sostituendo le sessioni inizialmente previste a Barcellona. Dopo il primo appuntamento nel Golfo Persico di questo weekend si volerà in Italia nella seconda tappa con il Gran Premio di Imola, previsto domenica 18 aprile. Il tutto prima di un mese di maggio davvero intenso con ben tre gare: Portimao (2 maggio), Barcellona (9 maggio) e il rientro di Montecarlo dopo lo stop forzato dell'anno scorso (23 maggio). Dopo il Principato di Monaco si vola oltreoceano con il Canada (13 giugno) che aprirà un ciclo di ben cinque appuntamenti in poco meno di due mesi: Paul Ricard (27 giugno), A1 Ring in Austria (4 luglio), Silverstone (18 luglio) e Hungaroring (1 agosto), che chiuderà la prima parte di stagione. Dopo la tradizionale summer break di tre settimane, il Circus saluterà il Vecchio Continente con il consueto appuntamento di Spa (29 agosto), il ritorno nel Circus del circuito olandese di Zandvoort (5 settembre) e il Gran Premio di Monza del 12 settembre, prima di partire dopo la tappa di Sochi (26 settembre) nell'ordine per Singapore (3 ottobre), Suzuka (10), Austin (24), Città del Messico (31), San Paolo (7 novembre) e Melbourne 21). Da segnalare poi il debutto del circuito di Jeddah con la prima edizione del Gran Premio dell'Arabia Saudita il 5 dicembre, mentre come ogni anno il gran finale sarà ospitato ad Abu Dhabi domenica 12 dicembre.

In Bahrain sulle tribune chi ha gli anticorpi

A proposito del pubblico in presenza, gli organizzatori del Circus sperano di vedere il maggior numero di Gp con i tifosi sulle tribune. Molto dipenderà della situazione a livello locale dei contagi. Il Gp del Bahrain che darà il via al campionato è aperto al pubblico, ma con degli obblighi da rispettare: per fronteggiare la pandemia potranno accedere solo le persone che sono state già vaccinate o chi è guarito dal Covid-19 (occorrerà dimostrare di aver ricevuto la seconda dose di vaccino da almeno due settimane, oppure di essere guariti da almeno 15 giorni). Ma non solo, per garantire un weekend di gara in sicurezza, ci sono altre misure: oltre all'uso delle mascherine, infatti, una certificazione dell'avvento tampone (negativo) e uno screening per tutti i presenti.

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