Nella sola fase a gironi, su sei milioni di post analizzati sui social, 89'000 presentavano contenuti offensivi. Sollecitate indagini puntuali

Il Consiglio nazionale dei diritti umani del Brasile ha esortato l'Onu e la Fifa ad agire contro le discriminazioni registrate durante i Mondiali 2026. L'organismo ha denunciato "l'esistenza di un modello transnazionale di razzismo strutturale, discriminazione razziale e discorso d'odio osservato nel corso della Coppa del mondo 2026", chiedendo ai Paesi ospitanti e ai vertici del calcio indagini puntuali e misure di riparazione per le vittime. A poche ore dalla finale, il tema ha acquisito centralità a causa dei pesanti insulti e degli attacchi subiti da Kylian Mbappé, oltre che dai calciatori francesi e olandesi, a opera di tifosi e figure politiche.
La presidente della commissione, Ivana Leal, ha sottolineato che "la Coppa del mondo congrega milioni di persone e dovrebbe rappresentare l'incontro tra popoli e culture", constatando tuttavia con rammarico che il razzismo "continua a essere una sfida globale". I dati del sistema di monitoraggio della Fifa confermano l'allarme: nella sola fase a gironi, su oltre sei milioni di post analizzati sui social network, 89'000 presentavano contenuti offensivi, un dato moltiplicato per 13 rispetto ai casi dell'edizione di Qatar 2022.