Coppa del Mondo FIFA 2026

Tuchel erige il muro anti-Norvegia e Haaland

Dopo il convincente successo colto sui padroni di casa del Messico, ora tutta l'Inghilterra crede nel ‘coming home’

(Keystone)
10 luglio 2026
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Haaland per la Norvegia. Kane, Bellingham e lo scalpo dell’Azteca per l’Inghilterra. La vittoria contro i padroni di casa del Messico, in situazione d’inferiorità numerica, dinanzi a uno stadio indiavolato e sulla medesima erba che vide Maradona segnare i due gol forse più famosi del Novecento proprio alla squadra di sua Maestà nel 1986, ha scatenato l’entusiasmo dei Tre Leoni che da sessant’anni attendono di alzare un trofeo. E c’è un prima e un dopo l’ottavo contro il Tricolor nel modo in cui vivono questo Mondiale.

Prima c’è l’estrema prudenza di chi vedeva una compagine sull’ottovolante: la bella vittoria per 4-2 con la Croazia, il pareggio col Ghana e il sofferto 2-0 contro Panama, quindi un sedicesimo di finale da panico con quel Congo in grado di accarezzare l’impresa fino alla doppietta salvifica di Kane. Dopo c’è la notte magica dell’Azteca, passata in bianco dall’intero Paese. E ora i britannici sognano che quel “It’s coming home” colonna sonora di qualunque torneo internazionale sia qualcosa in più di un auspicio. E, al diavolo la scaramanzia, i quotidiani locali riportano come il premier dimissionario Keir Starmer abbia già pensato di proclamare un giorno di festa nel caso di conquista del Mondiale. “Non vorrei portare sfortuna, ma chiedetemelo di nuovo se arriviamo in finale”, si è schermito. La data cerchiata sul calendario sarebbe il 24 luglio. Per allora Starmer avrà sbaraccato il numero 10 di Downing Street per far spazio al successore, presumibilmente Andy Burnham.

L’ottimismo del premier (uscente) è tuttavia largamente condiviso. Anche il mitico Alan Shearer, uno dei più grandi attaccanti britannici, ha commentato alla Bbc di aver cambiato idea sulle possibilità dell’Inghilterra durante questo torneo. Prima dell’Azteca “non credevo davvero che potesse vincere questo Mondiale, ma ho cambiato idea e penso che l’abbiano fatto tutti”, ha continuato ammonendo però che in ogni manifestazione in cui la squadra dei Tre Leoni ha fatto bene c’era sempre una partita che assomigliava “alla chiave di volta e poi non lo era”. Stavolta può essere comunque quella buona. “Ho 55 anni e definirei quella prestazione la migliore che abbia mai visto da una nazionale inglese nella mia vita, soprattutto in trasferta”. Per la compagine di Tuchel il pericolo numero uno, neanche a dirlo, sarà Haaland. In queste ore il selezionatore riflette sul muro da opporre al fuoriclasse norvegese, nato in Inghilterra e mattatore della Premier League col Manchester City.

Non è un rebus facile da risolvere. Il terzino destro Quansah, espulso contro il Messico, dovrà saltare due partite causa squalifica. James, alle prese con qualche acciacco che ha condizionato tutta la sua carriera, ieri non si è invece allenato. In mancanza di entrambi potrebbe iniziare da titolare Spence, che normalmente gioca sulla fascia sinistra. In questi giorni Tuchel ha poi dovuto fare a meno di Rice e Guéhi. Non sarà insomma semplice trovare la formula magica utile a ‘intrappolare’ il pericolo numero uno dei norvegesi. È possibile se, soprattutto, ha ragione Shearer nel definire la caratteristica fondamentale di questa squadra. “Siamo adattabili” a ogni situazione. Il selezionatore può contare su due punti fermi come Bellingham e Kane: le fondamenta del Wonderwall inglese che hanno segnato dieci (su 11) gol della squadra in questo Mondiale. E, in primis, tutti quelli necessari a vincere i tre match contro Panama, Congo e Messico. Spetterà loro far sì che domani sera, a Miami, le note della canzone degli Oasis risuonino più forte del Viking Row.

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