Coppa del Mondo FIFA 2026

Ma quanto è bello stare a Vancouver

Dopo il caldo torrido e l’isolamento di San Diego, la Nati ha trovato nella British Columbia condizioni davvero ideali, sotto ogni punto di vista

5 luglio 2026
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Dopo qualche settimana trascorsa a San Diego, la Nati ha ormai preso dimora a Vancouver da quando è iniziata la fase a eliminazione diretta. Dal porto della maggior città della Columbia Britannica si scorgono le cime innevate delle Pacific Ranges, un panorama che risulta familiare ai rossocrociati.

E la location, per ora, pare portar bene: qui infatti contro il Canada ha conquistato il primo posto nel girone e ha poi sconfitto l’Algeria nei sedicesimi di finale.

Dopo il caldo e i serpenti a sonagli della California, Granit Xhaka e compagni godono di tutt’altro clima. E non solo per via delle temperature, ma anche perché – a differenza di San Diego, dove in cartellone non c’era alcun match del torneo – Vancouver è davvero invasa dagli appassionati di pallone, e dunque vengono riconosciuti per strada, cosa che nel sud californiano non avveniva. Sono infatti numerosissimi, in città, i fan che girano vestiti con le magie del Canada, del Giappone, della Colombia, del Marocco e addirittura di Capoverde.

Tutti paiono realmente coinvolti: le pareti di bar e ristoranti espongono striscioni, sciarpe e bandiere, e tutte le televisioni diffondono le immagini delle partite del Mondiale, dal mattino alla sera. Granville Street – arteria centrale che la Città ha deciso di pedonalizzare apposta per la kermesse iridata – pullula di supporter di ogni tipo.

Altri invece preferiscono godersi il lungomare e la sorta di fiordo su cui sorge Vancouver, non lontano da Canada Place, fulcro dei Giochi invernali dal 2010, con il suo immancabile schermo gigante. Proprio qui sorge la fan zone ufficiale della Fifa, che può accogliere fino a 25mila persone.

Ambiente perfetto

La Nazionale svizzera pare apprezzare il passaggio dalla calma piatta in cui ha speso le prime fasi della sua permanenza nordamericana alla maggior vitalità della sua nuova dimora, e lo testimonia anche la bella vittoria ottenuta giovedì (venerdì mattina in Europa) contro gli algerini.

L’ambiente è destinato però, inevitabilmente, a rendersi maggiormente ostile ai rossocrociati allorché martedì (le 22 ora svizzera) affronteranno negli ottavi la Colombia, compagine che nella British Columbia giocherà come se fosse in casa, vista la massiccia presenza du tifosi cafeteros registrata in ogni città in cui la selezione Tricolor è finora scesa in campo.

Per preparasi al meglio alla delicata sfida, Murat Yakin e la sua truppa possono contare su eccellenti infrastrutture. Ora si allenano infatti sui campi perfetti del National Soccer Development Centre, quartier generale dei Vancouver Whitecaps, la locale squadra che prende parte alla Mls, nonché casa della Nazionale canadese durante la prima fase del Mondiale. Ideali sono pure le temperature, vicine ai 20 gradi: niente a che vedere insomma coi 40 gradi con cui hanno dovuto combattere ad esempio Francia e Paraguay a Philadelphia, o con la mortale umidità di Miami che ha rischiato di costar cara all’Argentina. Tutto pare dunque preparato nel migliore dei modi per un match che potrebbe portare la Svizzera fra le migliori 8 del mondo. In caso di buon esito, il clan elvetico farà poi rotta verso il Midwest, per la precisione Kansas City.

Troppo razzismo, l’Asf chiude la sezione dei commenti

Dall’inizio del torneo, la Fifa ha detto di aver notato una certa recrudescenza per quanto concerne i commenti a sfondo razzista, fenomeno riscontrato anche dalla Federazione svizzera di calcio, specie dopo il primo match giocato dai rossocrociati. Secondo gli osservatori, l’aumento di considerazioni discriminatorie o volgari è del resto strettamente legato all’esito delle partite. E infatti, dopo il deludente 1-1 contro il Qatar, i responsabili dell’Asf – a causa del numero di frasi politicamente scorrette – hanno deciso di eliminare la sezione dei commenti dai profili social dell’istanza.

«Lo abbiamo fatto soprattutto perché alcuni commenti si riferivano al colore della pelle o all’origine dei giocatori», ha spiegato alla stampa Adrian Arnold, responsabile dei media in seno all’Asf.

Secondo la Fifa, i commenti considerati razzisti sono aumentati del 3% rispetto a quanto registrato ai Mondiali del 2022. E anche la Federazione svizzera è confrontata a una crescita del fenomeno rispetto al passato. «Invece di doversi procurare buste e carta da lettere – o di dover accendere il pc – al giorno d’oggi la gente dispone del telefonino, che è molto più comodo da usare, e dunque è sparito ogni genere di barriera che poteva esserci invece nel passato», nota Arnold.

Molti messaggi sono catalogati semplicemente come maleducati, ma quelli che rientrano sotto la legge penale contro il razzismo vengono trasmessi dal Servizio giuridico dell’Asf alle autorità deputate a perseguire i reati di questo genere.

Dal momento che la Nati si trova in questo periodo sotto i riflettori di un grande evento come la Coppa del mondo, il numero dei messaggi è cresciuto. «Purtroppo siamo ormai in gradi di prevedere i momenti in cui queste frasi ignobili aumentano, e dunque eliminiamo immediatamente dai nostri canali la possibilità di commentare».

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