Coppa del Mondo FIFA 2026

La ‘sindrome dell'ultimo minuto’ colpisce le africane

Quattro su cinque (Sudafrica, Costa d'Avorio, Congo e Senegal) eliminate in zona Cesarini nei sedicesimi di finale

(Keystone)
2 luglio 2026
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Per questa rassegna iridata erano alte le aspettative riposte nei confronti delle squadre africane. Un entusiasmo sicuramente nobilitato dalla repentina crescita del movimento, ma che spesso non ha tenuto in considerazione – descrivendo il continente un blocco unico – le differenze fra Paesi, federazioni nonché la strada che ancora rimane da percorrere così da riuscire a rimanere sino in fondo nella competizione. "Sindrome dell'ultimo minuto". È la fotografia scattata dal quotidiano burkinabé ‘Aujourd'hui’, dello psicodramma vissuto dalle quattro selezioni nazionali allo stadio dei sedicesimi di finale dei Mondiali: eliminate dal torneo subendo il gol decisivo in zona Cesarini, fra l'86esimo e il 92esimo minuto. "Il calcio africano ha bisogno di riflettere sul proprio dna mentale", la chiusa del pezzo.

Nove su dieci le nazionali africane capaci di qualificarsi per la fase a eliminazione diretta. Una cifra senz'altro importante. Fino a questo momento – aspettando le partite di Algeria, Egitto e Ghana – sono cinque le squadre che hanno disputato i sedicesimi di finale. Però solo il Marocco ha superato il turno, battendo i Paesi Bassi nell'appendice dei rigori. Le rimanenti quattro (ossia in ordine cronologico Sudafrica, Costa d'Avorio, Congo e Senegal) hanno tutte dovuto salutare il torneo a causa di gol subiti nelle battute conclusive. Ormai a giochi fatti.

Ha del clamoroso quanto successo a Sarr e compagni la scorsa notte: i cosiddetti Leoni della Teranga erano sul 2-0 a quattro minuti dalla conclusione. Poi hanno subìto due reti del Belgio in appena sei giri di lancette. Non è finita qui, perché nei supplementari la bollatura di Tielemans è caduta ben oltre il 120esimo. Una vera e propria disfatta per la nazionale (forse) più forte del continente, capace di controllare il match prima di cedere sia fisicamente che psicologicamente nelle battute finali. Nel mirino del quotidiano ‘Le Soleil’ anche i cambi effettuati da Pape Thiaw, ritenuti un incubo. Il centrocampista Pape Gueye ha invece lanciato un'accusa nei confronti dello staff tecnico, affermando di volersi prendere una pausa dalla squadra finché non ci saranno modifiche.

Un destino simile per il Congo, a segno trascorsi appena sette minuti e capace a lungo di far tremare l'Inghilterra. A quindici dalla fine il pareggio firmato da Kane, che quasi dieci minuti più tardi ha siglato la doppietta personale sancendo l'eliminazione della selezione africana. In questo caso, però, il giudizio sull'undici di Kinshasa è differente: raggiungere i sedicesimi e tenere in pugno una delle nazionali favorite può essere considerato alla stregua di un successo.

Pareggiato la sfida contro la Norvegia grazie a Diallo, pure la Costa d'Avorio ha incassato la rete decisiva in zona Cesarini. I media del Paese hanno sottolineato l'orgoglio, lamentando però un eccesso d'ingenuità nelle fasi conclusive. Una mancanza di esperienza che ha causato distrazioni nei momenti topici. Questo trend era iniziato dal Sudafrica, estromesso dal Canada ormai a tempo scaduto. Un'eliminazione, parafrasando quanto scritto dai media locali, arrivata "nel modo più crudele possibile".

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