Coppa del Mondo FIFA 2026

Vancouver è rossocrociata e rimarrà tale per un po'

Nonostante un girone poco convincente, la Svizzera chiude da prima e ora rifiata in vista dei sedicesimi. ‘Abbiamo sofferto, ma l'obiettivo è raggiunto’

La premiata coppia Manzambi-Vargas
(Keystone)
24 giugno 2026
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La domanda che ormai da qualche giorno faceva scorrere fiumi d’inchiostro sia Oltreoceano che in Patria era una sola: chiudere in testa il girone, e affrontare un cammino sulla carta più agevole, o ‘accontentarsi’ del secondo posto? Una risposta pareva scontata, considerato soprattutto che la Svizzera ha la seria intenzione di realizzare la rassegna iridata migliore della (sua) storia. Qualche punto interrogativo avrà comunque sollevato nell’entourage rossocrociato e in Murat Yakin, che ha parzialmente stravolto l’undici titolare schierando come terzino destro – il terzo differente in altrettante partite – Jaquez. Il 23enne di Lucerna è stato il più convincente dei quattro cambi effettuati rispetto alla sfida contro la Bosnia Erzegovina. Più sottotono Manzambi e Vargas, che hanno impiegato quarantacinque minuti prima di carburare spaccando di nuovo l’incontro e una difesa nordamericana viepiù meno compatta.

Il successo colto sui padroni di casa del Canada, 2-1 il risultato finale, ha comunque permesso di assicurare il comando del Gruppo B e avere un’intera settimana – pardon addirittura otto giorni – prima di affrontare i sedicesimi di finale. Un’eternità, che molti giocatori non apprezzano. Il rivale, però, sarà verosimilmente più abbordabile: il 3 luglio alle cinque di mattina, ahinoi, Xhaka e compagni sfideranno una delle migliori terze classificate. Fra di loro potrebbero esserci l’Iran e l’Algeria dell’ex selezionatore della Nazionale, Vladimir Petkovic, e del suo vice Davide Morandi. Un cammino decisamente più facile, seppure in un Mondiale bisogna essere capaci di battere chiunque (e nelle ultime rassegne iridate la Svizzera era stata eliminata da squadre ritenute alla portata), anche in termini logistici siccome rimarrà in quel di Vancouver. Ora ci attende la quarta fase a eliminazione diretta consecutiva, traguardo raggiunto da poche rappresentative.

È certo tuttavia che Xhaka e compagni dovranno cambiare marcia, premere il piede sull’acceleratore nel corso di tutto l’incontro e non solo a sprazzi. I rossocrociati non hanno infatti ancora una volta convinto appieno, sembrando poco concentrati (sia in attacco che in difesa) e aggressivi. A riprova di tutto ciò, la doppia grande occasione capitata sui piedi di Embolo e poi Manzambi trascorsi dieci minuti. L’attaccante del Rennes, liberissimo, ha calciato malamente sull’estremo canadese mentre sulla ribattuta il giovane del Freiburg ha colpito la spalla di Cornelius. Faticato e parecchio contro il Qatar e per quasi settanta minuti contro la Bosnia Erzegovina, la Svizzera ha ritrovato una rivale meno barricata e maggiormente propositiva. La circolazione di palla è stata però lenta, tant’è che i ritmi sono risultati bassi e compassati: la squadra di Yakin è uscita bene sotto pressione, ma raramente ha messo in difficoltà il Canada. Reduce dalla prima storica vittoria in una rassegna iridata e per di più senza incassare reti, la selezione della Foglia d’Acero ha invece creato qualche grattacapo a ridosso della pausa saggiando i riflessi di un attento Kobel.

Una prova comunque superata dalla nostra retroguardia, che in entrata di competizione si era dimostrata solida peccando tuttavia qualche volta di presunzione. Da segnalare questa sera l’eccellente prestazione dei nostri centrali, Akanji ed Elvedi. Sì, perché il Canada si è confermato una compagine ambiziosa e capace di creare scompiglio. Forse, però, ancora piuttosto acerba per i grandi palcoscenici. È infatti da poco che nella metropoli che tutti ricordano per le Olimpiadi, o per il disco su ghiaccio, il pallone (che fino a qualche settimana fa era declinato soprattutto al femminile) ha preso viepiù piede. Fra i crescenti risultati colti dalle squadre che militano in Mls e l’esportazione di talenti locali alle nostre latitudini, la fede calcistica è in espansione. Il problema, la mancanza di strutture adeguate.

‘Un grande spirito di squadra e un buon controllo palla’

E questa poca esperienza ha presentato il conto nella ripresa. «Il primo tempo è stato come al solito, ma purtroppo non siamo riusciti a segnare. Siamo rientrati con grande energia, giocando bene», ha commentato a caldo il selezionatore Murat Yakin. Nel giro di pochissimi secondi, infatti, la fisionomia della partita è cambiata grazie ancora una volta all’asse Manzambi-Vargas: il giocatore del Freiburg ha dapprima fornito l’assist e, poi, raddoppiato lo score mettendo in ghiacciaia il successo e il primato nel girone. O, almeno, finché il neoentrato Promise David ha reso il finale ancor più incandescente. «La partita non si è messa nel migliore dei modi. Ci siamo messi un po’ di pressione da soli, ma è stata una grande prestazione di squadra con un buon controllo del pallone – ha continuato il renano –. Sono contento dello spirito, della solidarietà che abbiamo visto in campo. È vero però che verso la fine abbiamo perso qualche palla di troppo». Non a caso Xhaka e compagni sono apparsi soffrire, rischiando in più occasioni. «Abbiamo patito, ma lavorato di squadra tenendo alta l’intensità», sulla medesima lunghezza d’onda il già citato Akanji. Nemmeno la panchina canadese tutta in piedi, come il pubblico, ha per nostra fortuna cambiato il risultato. «L’aspetto che più conta è che siamo riusciti a portare a casa la vittoria. Una vittoria che ha permesso di aumentare la fiducia, possiamo goderci questo momento. Abbiamo due o tre giorni di riposo, prima d’iniziare a preparare la fase a eliminazione diretta», ha concluso il mister.

Reti: 46’ Vargas 1-0, 57’ Manzambi 2-0, 76’ Promise David 2-1.
Svizzera: Kobel; Rodriguez, Akanji, Elvedi, Jaquez (74’ Widmer); Xhaka, Freuler, Sow (74’ Aebischer); Vargas (80’ Ndoye), Embolo (85’ Itten), Manzambi (85’ Fassnacht).
Canada: Crépeau; Laryea (83’ Shaffelburg), Cornelius, De Fougerolles, Johnston; Ahmed (58’ Millar), Choinière (58’ Eustaquio), Saliba, Buchanan (74’ Promise David); Larin (58’ Oluwaseyi), Jonathan David.
Arbitro: Abatti (Brasile).
Note: 52’497 spettatori. Ammoniti: 32’ Xhaka e Larin, 87’ Millar.

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