Coppa del Mondo FIFA 2026

A centrocampo c’è fin troppa scelta

In casa rossocrociata il pacchetto che giostra in mediana è certo quello che dà maggiori garanzie al Ct Murat Yakin. E intanto si registra un infortunio

16 giugno 2026
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Xhaka, Freuler, Zakaria, Jashari, Manzambi e Aebischer: se la Nazionale rossocrociata ha un punto forte, quello è senz’altro il centrocampo, dove c’è un’abbondanza tale – alla vigilia della sfida alla Bosnia (giovedì alle 21) – da far venire mal di testa al selezionatore Murat Yakin Problemi grassi tipici di una formazione messa insieme espressamente per un torneo iridato, secondo criteri assai diversi da quelli usati per assemblare squadre di club, dove i direttori sportivi costruiscono i propri effettivi ragionando ruolo per ruolo.

Quello della sovrabbondanza in certe zone del campo è un rompicapo piuttosto diffuso al Mondiale: basti pensare al prodigioso attacco francese (Mbappé, Dembélé, Olise, Doué, Cherki e Barcola), o all’ultratecnica linea mediana lusitana (Vitinha, Joao Neves, Bruno Fernandes, Bernardo Silva...) La Svizzera, come detto, non è ‘risparmiata’ da questa tendenza: i suoi centrocampisti, molto più della sua linea offensiva, è composta da giocatori validi e impiegati da titolari nei maggiori campionati continentali. Tranne forse Jashari, che al Milan deve ancora imporsi, siamo – come si dice – in a botte di ferro: lo testimoniano Xhaka nel Sunderland, Freuler al Bologna, Zakaria nel Monaco, Manzambi nel Freiburg, Aebischer a Pisa e Sow a Siviglia. Il problema è che, quasi tutti, giocano di preferenza al centro, e dunque per loro, nel 4-3-3, ci sono solo 3 posti a disposizione, mentre in un 3-4-3 le maglie da assegnare sono addirittura soltanto 2.

Ciò non impedisce al Ct di voler schierare insieme tutti i suoi migliori centrocampisti: e così ci ritroviamo con Aebischer a spingere, Manzambi all’ala e Zakaria impiegato come terzino destro. Yakin, del resto, non esita a fare esperimenti pur di mettere in campo i suoi uomini preferiti. «Se abbiamo abbondanza di centrocampisti centrali», aveva detto lo scorso marzo quando aveva per la prima volta schierato Zakaria in questo inedito ruolo, «cercheremo di trovare soluzioni affinché possiamo sfruttarne il maggior numero contemporaneamente».

In tutta questa apparente confusione, c’è però una costante dalla quale il 51enne tecnico basilese non si discosta mai: e cioè l’accoppiata Xhaka-Freuler. Il capitano è sempre il primo nome che il Ct scrive sul foglio-partita, e per non essere così deve davvero succedere qualcosa di inatteso, come un infortunio o una squalifica. Idem per Freuler, che ad esempio lo scorso novembre fu sostituito da Aebischer. E proprio il friborghese incarna più di chiunque altro il giocatore capace di adattarsi a svolgere più ruoli: protagonista all’ultimo Europeo lungo l’intera fascia, pochi giorni fa contro il Qatar (1-1) è stato invece impiegato in una posizione più avanzata e offensiva, e lo abbiamo visto pressare alto a fianco di Embolo in fase di non possesso.

Il diretto interessato, però, tiene a ripetere di essere prima di tutto un centrocampista difensivo: infatti, non è mai stato né un goleador né tantomeno un giocatore dalla grande creatività, e davvero non possiamo rimproverargli per aver fallito la più chiara delle occasioni, sabato, giusto prima dell’intervallo. Discorso diverso per Zakaria, che non nasconde di preferire muoversi davanti alla difesa: «Tutti sanno dove mi piace posizionarmi», aveva detto giovedì scorso. Il fatto è che, anche a Montecarlo, di recente era stato im piagato come terzino destro in una difesa a tre, e dunque Yakin non ha esitato a riproporre questa soluzione anche in rossocrociato.

Forse non è stato perfetto difensivamente (è infatti dal suo lato che è giunto il crosso allo scadere che ha provocato l’autogol di Muheim), ma la sua intesa con Ndoye ha dato vita a diverse occasioni d’attacco interessanti. Il caso di Manzambi è forse il più interessante: la sua naturale duttilità lo ha portato a ricoprire nel Freiburg ogni posizione della mediana, tranne quella di ala, che è un’invenzione di Yakin. E in quel ruolo a sostegno dell’attacco Johan ha goduto di parecchia libertà e ha mostrato ottime cose. Sabato purtroppo il 20enne è partito dalla panchina, ma è evidente che la sua creatività e il suo senso del gol potrebbero tornare utili giovedì (21 ora svizzera) contro la Bosnia.

Muheim salterà la Bosnia?

Miro Muheim, autore della sfortunata autorete sabato contro il Qatar, potrebbe saltare la sfida contro la Nazionale balcanica. Il difensore soffre infatti per un infortunio muscolare, ieri non si è allenato coi compagni e rischia di non poterlo fare nemmeno oggi.

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