Tre tappe su cinque vinte sulle strade del Tour de Suisse e più di sei minuti e mezzo rifilati al secondo della classifica generale, l'ecuadoriano Carapaz

Un distacco abissale: sei minuti e mezzo nei confronti del secondo classificato, l'ecuadoriano Richard Carapaz, in una corsa a tappe durata appena cinque giorni. Cose dell’altro mondo, o quasi. Per un Tadej Pogacar che a Villars-sur-Ollon, sull’altopiano a sud del canton Vaud, stacca tutti gli avversari anche nella quinta e ultima tappa, un serpentone di 150 km attraverso le Alpi vodesi, dove lo sloveno dell’Uae decide di attaccare a nove chilometri dal traguardo, recuperando quasi un minuto e mezzo sul gruppo di fuggitivi guidato dal campione svizzero, lo zurighese Mauro Schmid.
L’ultimo a cedere è lo stoico Lenny Martinez, che si aggrappa al padrone dell’ottantanovesimo Tour de Suisse della storia, chiudendo con un ritardo di sette secondi, mentre Schmid si è piazzato quindicesimo, con un ritardo di tre minuti e mezzo. Per il Cannibale nativo di Klanec, un piccolo villaggio rurale situato a una ventina di chilometri dalla capitale Liubiana, si tratta addirittura della terza affermazione in cinque tappe dell’edizione 2026 del TdS, dopo il successo ottenuto a Sondrio, nella prima tappa di un giro scattato quest’anno in Valtellina, e poi sabato nella cronometro di Aarburg.