Ciclismo

Primo trionfo al Giro per Jonas Vingegaard

Il danese intende sfruttare il successo nella Corsa rosa per affrontare al meglio il Tour de France

31 maggio 2026
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Jonas Vingeggard – vincendo il Giro d'Italia – è entrato nel ristretto club dei vincitori delle tre più importanti corse a tappe. E ora punterà a imporsi anche nel prossimo Tour de France, kermesse in cui ha già trionfato nel 2022 e nel 2023. Al termine di tre settimane di fatica, il danese ha tagliato il traguardo di Roma, ultima frazione della Corsa rosa, in mezzo ai suoi compagni della Visma, prima di abbracciare la moglie e i due figlioletti, tutti vestiti di rosa. «Vederli all'arrivo rende la mia vittoria ancora più bella», ha detto emozionato il fuoriclasse. «Ciò mi fa piangere di gioia».

Vingegaard, che prendeva parte per la prima volta alla corsa italiana, ha poi aggiunto che... «Si tratta di un'enorme soddisfazione, sognavo da tutta la vita di vincere il Giro». Il danese è l'unico corridore in attività ad aver vinto Tour, Vuelta (2025) e Giro, ed è l'ottavo atleta della storia a completare il prestigioso trittico. Gli altri sono Hinault, Merckx, Anquetil, Gimondi, Contador, Nibali e Froome. «Far parte di questo novero p irreale, ancora non credo ai miei occhi», ha confessato il campione della Visma, dominatore di questo Giro.

Senza troppo forzare, Jonas ha svolto alla perfezione il ruolo di grande favorito al cospetto di una concorrenza presto uscita di scena: alla fine il suo vantaggio nella classifica generale ammonta a 5'22" sull'austriaco Gall (Decathlon), che per la prima volta sale sul podio di un grande giro. «Il solo che può batterlo è Pogacar», ha detto dopo una decina di tappe il portoghese AfonsoEiulalio (sesto della generale e maglia bianca di miglior giovane), «e Pogacar non è qui». Per la cronaca, al Giro quest'anno mancavano anche Evenepoel, Del Toro, Ayuso, Lipowitz e Seixas, vale a dire alcuni dei migliori in assoluto.

E ora sarà possibile imporsi anche al Tour? «Tutto dipende da come esci dal Giro», ha detto Vingagaard. «Se ne esci sulle ginocchia e hai bisogno di due settimane per riprenderti, hai poche chance di ripeterti in Francia. Ma io ora mi sento bene, è stato un magnifico allenamento per la Grande Boucle», ha spiegato colui che in Italia, in effetti, non ha dato l'impressione di spingere davvero a fondo».

Il successo nell'ultima tappa, a Roma, è andato Jonathan Milan: l'italiano ha regalato alla Lidl-Trek il primo successo al Giro di quest'anno facendo valere la propria potenza sul falsopiano in salita che conduceva al traguardo, precedendo l'altro azzurro Giovanni Leonardi e il francese Paul Penhoët.

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