Ciclismo

Primo successo di Pogacar al Romandie

A Martigny – nella prima autentica frazione – lo sloveno brucia in volata Lipowitz e si mette sulle spalle la maglia gialla di leader

29 aprile 2026
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Dopo il deludente prologo a cronometro disputato martedì a Villars-sur-Glâne, in cui si è piazzato ‘soltanto’ sesto, Tadej Pogacar (Uae) è riuscito mercoledì a conquistare allo sprint la sua prima vittoria al Tour de Romandie, la numero 112 in carriera. Lo ha fatto nel circuito di Martigny (171 km) in occasione della prima tappa vera e propria della 79a edizione della corsa. Tre giorni dopo aver trionfato nella Liegi-Bastogne-Liegi per la quarta volta, lo sloveno campione del mondo ha fatto la differenza sulla salita che conduce a Ovronnaz, rivelatasi l'autentico spartiacque della tappa.

All'attacco sferrato da Pogi, in un primo momento è riuscito a rispondere soltanto il francese Lenny Martinez. Poco dopo, però, la coppia è stata raggiunta dal tedesco Florian Lipowitz (Red Bull-Bora-Hansgrohe) e dal norvegese Jorgen Nordhagen (Visma-Lease a Bike), e a quel punto il quartetto se n'è andato via compatto fino allo striscione del traguardo, dove tutto si è deciso come detto in volata. Nelle fasi decisive – in mancanza di un Van Aert capace di guastare i piani allo sloveno come nell'ultima Parigi-Roubaix – per Pogacar non è stato troppo difficile andare a imporsi: con cinque colpi di pedale, il dominatore del pianeta ciclismo ha saputo guadagnare un paio di lunghezze ed è andato a conquistare – precedendo Lipowitz – il suo quinto successo stagionale. Un'affermazione che al campione del mondo ha fruttato pure la maglia gialla di leader della classifica generale. Il migliore fra gli svizzeri è stato Yannis Voisard (Tudor), diciottesimo con due minuti di ritardo dal migliore di giornata.

«Non avevo programmato di vincere in questo modo, non avevo programmato nulla», ha spiegato Pogacar all'arrivo. «Sono felice di aver battuto allo sprint tre ragazzi come loro. Avevo il vento in faccia, ho fatto bene a restare insieme ai tre compagni di fuga, volevo evitare di restare da solo in quella situazione. È stato il mio primo successo al Romandie: c'era un bel percorso, in un bel Paese, me la sono davvero goduta. Ora che ho conquistato la maglia – e devo ringraziare la mia squadra per esserci riuscito – voglio mantenerla fino alla fine. Il modo ideale per farlo sarà osare, visto che la miglior difesa è l'attacco».

Giovedì tappa per attaccanti lungo un continuo saliscendi (173 km) fra Rue (Fr) a Vucherens (Vd) da effettuare 4 volte, con l'elvetico Mauro Schmid (Jayco AlUla) fra i possibili protagonisti di giornata. Maggior ostacolo, la salita di Vulliens (3a categoria), che dovrà essere superata ben tre volte.

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