Nella seconda giornata di Conference i bianconeri mostrano intensità e intelligenza tattica, piegando un Getafe in campo solo nel finale. ‘Che personalità’

Un’altra notte magica, di quelle che rimarranno scolpite indelebilmente nella storia del club. I bianconeri sono riusciti a battere anche il Getafe in Conference League, mettendo in campo un’intensità e un’intelligenza tattica sinonimo di tre punti che profumano già quasi di passaggio del turno. Piegata in rimonta la Stella Rossa in entrata di competizione, la squadra di Croci-Torti affrontava (o, almeno, questa era l’opinione del momò) la sfida più impegnativa della sua campagna europea. L’entusiasmo suscitato da un impronosticabile abbrivio di stagione ha tuttavia permesso a Von Ballmoos e compagni di espugnare pure il mitico – seppur in fase di ristrutturazione – Coliseum. Una garanzia dal mese di luglio per la truppa di Bordalas. Tre vittorie, due nella Liga e una nei preliminari di Conference, e altrettanti pareggi. Nessuno, quest’anno, era insomma riuscito a battere i madrileni nel proprio fortino.
Un successo che proietta ulteriormente il Lugano in una nuova e interessante dimensione. Quella temuta da tutto e tutti. «È da gennaio che abbiamo una certa idea e struttura. Nel corso dell’estate sono arrivati dei ragazzi con grande fame che hanno composto un puzzle al momento perfetto: ogni elemento conosce il suo ruolo», ha esordito ai microfoni della Rsi proprio Mattia Croci-Torti. Non capita spesso di misurarsi con una squadra che milita in uno dei cinque migliori campionati europei. Anche se i rivali di serata ormai sono una copia sbiadita di quella che sei anni or sono, allora era nell’ambito dell’Europa League, estromise l’Ajax nei sedicesimi di finale. Una squadra capace di proporre un buon calcio e far sognare milioni di tifosi, almeno finché non è sopraggiunta la pandemia e la sua crescita si è arrestata di colpo. Attualmente occupa infatti la quindicesima piazza nella Liga, appena nove i punti racimolati (a sole due lunghezze insomma dalla zona retrocessione) in altrettante giornate, che secondo mister Bordalas rimane la competizione prediletta in stagione. A scapito della Conference, come dimostra il pareggio colto in entrata di torneo contro la modesta Universitatea Craiova.
Questa sera è stato però il Getafe a sbloccare il punteggio grazie a Ivan Azon, il più attivo dei suoi, che ha sfruttato un erroraccio in fase di fraseggio di Grgic. Lungi dal farsi spaventare dal palcoscenico nonché dal tipico gioco aggressivo e ostruzionistico della compagine iberica, i bianconeri hanno mostrato personalità riequilibrando prontamente la sfida con Ajeti. «Non ci sono tremate le gambe. E, questo, mi ha fatto piacere», ha continuato il Crus. L’ex nazionale rossocrociato ha poi fornito l’assist a Cimignani, che nel giro di nemmeno dieci minuti (al secondo affondo ticinese) ha firmato il raddoppio e ribaltato il risultato. Un inizio che più scoppiettante non poteva essere. Come da sua caratteristica, il Lugano ha poi controllato le operazioni cercando di mettere in difficoltà una difesa madrilena stranamente poco accorta e compatta. Tant’è che, sfruttando l’ennesima verticalizzazione a eludere la coppia Valou-Abqar, ha calato perfino il tris… sempre con Ajeti, che si è confermato rapace d’area. Dalle tribune del Coliseum sono di conseguenza piovuti fischi su fischi: quell’ingaggio fisico e quella spigolosità tipici del Getafe, squadra dura e aggressiva come poche altre in Spagna, non sono mai emersi. È invece stata la truppa di Croci-Torti, su tutti Zanotti, a usare le maniere forti.
Nella pausa Bordalas ha quindi strigliato i suoi, effettuando ben quattro cambi e impostando la squadra più a trazione offensiva. La maggiore qualità e intensità sono però stati vanificati da una grande ripartenza del Lugano finalizzata da Bislimi. Tutto finito? No, perché a venticinque minuti dalla conclusione Von Ballmoos ha commesso una papera e il vento dell’incontro è mutato. Pure il pubblico è tornato a credere nella classica remuntada. La compagine madrilena – che appena lunedì aveva dovuto sudare le proverbiali sette camicie per fermare sull’1-1 il Rayo Vallecano giostrando, per di più, gran parte della partita (in cui ha esordito l’ex blancos Carvajal) in dieci contro undici –, non ha palesato la benché minima parvenza di stanchezza. I bianconeri sì, riuscendo comunque a resistere alle sfuriate del Getafe. Nei minuti finali è infatti stato un assedio dei beniamini di casa, che a ogni cross hanno fatto venire le palpitazioni alla folta tifoseria sottocenerina.
Con una precisione chirurgica, però, l’ennesimo contropiede ha permesso a Behrens di calare la manita. Una manita che la squadra di Bordalas non subiva più dal 2016. «Quando hanno messo quei giocatori di qualità e forza, sapevamo che avremmo dovuto soffrire. Siamo tuttavia stati bravi nelle ripartenze». Il piano tattico ha dunque funzionato alla perfezione: bloccate le fonti di gioco iberiche, i bianconeri sono risultati freddi capitalizzando appieno le occasioni create. Un bel modo di cancellare i chilometri fra il Ticino e Madrid. «Ero sicuro di conquistare punti, ma dovevamo trasmettere questa convinzione alla squadra». Non è solo una vittoria, ma la dimostrazione che il Lugano non ha confini. «È un’altra pagina di storia e ce la godiamo», ha chiuso il Crus.
Getafe - Lugano (1-3) 2-5
Reti: 2’ Ivan Azon 1-0, 3’ Ajeti 1-1, 7’ Cimignani 1-2, 26’ Ajeti 1-3, 50’ Bislimi 1-4, 74’ Borja Mayoral 2-4, 90+2’ Behrens 2-5
Getafe: David Soria; Davinchi (45’ Mojica), Valou, Abqar (45’ Ramon Terrats), Kiko Femenia (45’ Satriano); Francho Gracia, Djené; Risco (45’ Gudelj), Borja Mayoral, Andres Garcia; Ivan Azon (66’ Enes Ünal).
Lugano: Von Ballmoos; Delcroix, Mai, Papadopoulos; Cimignani (59’ Marques), Dos Santos (75’ Karimov), Grgic, Bislimi, Zanotti (75’ Alioski); Moncada (59’ Pihlström), Ajeti (66’ Behrens).
Arbitro: Karaoglan (Turchia).
Note: spettatori non comunicati. Ammoniti: 13’ Cimignani, 20’ Bislimi, 23’ Borja Mayoral, 57’ Moncada, 70’ Mai, 73’ Zanotti. Getafe privo di Juanmi, Mangala, Romero e Uche (infortunati); Lugano senza Steffen (infortunato).