Nel primo turno di Conference League, in un'Ail Arena gremita anche per la massiccia presenza di tifosi serbi, i bianconeri stendono la Stella Rossa sul filo di lana

Le Coppe europee – anche la meno nobile com‘è appunto la Conference League – sono ben altra cosa rispetto al Campionato svizzero, e infatti il Lugano, pur giocando piuttosto bene un match intenso e vibrante, non riesce a imporre la propria legge alla Stella Rossa come invece fa d'abitudine con tutte le rivali elvetiche. Nel loro nuovo stadio, i sottocenerini, nel primo turno della fase a campionato, hanno infatti dovuto faticare molto più del solito per avere la meglio (3-2) sui campioni di Serbia, i quali a un certo punto parevano addirittura in grado di tornare a casa non soltanto con un punto, ma addirittura con la posta piena. Per il Crus e la sua truppa si tratta di un successo importantissimo, che consente loro di approcciare al meglio la campagna continentale e di fare un ulteriore pieno di fiducia nelle proprie capacità.
Data la massiccia e nettamente predominante presenza di colleghi giornalisti slavi, i cronisti locali hanno l'impressione di essere in trasferta, visto che a qualcuno è stato addirittura negato il proprio abituale posto in tribuna stampa. E la stessa sensazione, probabilmente, ce l'hanno – in campo – pure i giocatori sottocenerini che, malgrado l'opportunità di finalmente disputare le partite interne europee davvero in casa, vedono che sugli spalti le insegne biancorosse sono numerose quanto quelle bianconere benché al tifo organizzato belgradese sia stato proibito ufficialmente di intraprendere il viaggio verso il Ticino per intemperanze a sfondo politico: evidentemente, i supporter presenti, rumorosissimi in ogni zona dell'Ail Arena, sono (almeno in teoria) in gran parte figli della diaspora serba, che in Svizzera è assai nutrita. Anche in questi dettagli risiede il fascino delle gare sul palcoscenico continentale.
I primi a pungere – e a gestire con più frequenza il pallone – sono proprio gli ospiti, che attorno al 10‘ impegnano due volte Von Ballmoos, bravo a deviare in angolo. Entrambe le squadre sono ben organizzate, brave a chiudere gli spazi e a disturbare le iniziative altrui. Il match si sblocca al 25’, quando davanti alla propria area il centrale difensivo Gudelj (statura e movenze da ala-pivot) controlla male un pallone che dapprima diventa proprietà di Steffen e infine giunge ad Ajeti, lesto a bucare in diagonale la porta difesa da Matheus. Passa solo una manciata di minuti e i serbi pareggiano con una conclusione non proprio limpidissima di Elsnik su cui l'estremo difensore ticinese non è certo impeccabile e al Lugano – che si era ritrovato un po’ a sorpresa a condurre nel punteggio – toccar ricominciare daccapo, cercando la via della rete ma pure badando a non concedere occasioni alla Stella Rossa, che per fortuna quando si presenta dalle parti di Von Ballmoos si mostra sempre imprecisa (diversi i tiri finiti alti). Al 44‘, prima dell'intervallo, da segnalare c’è bel destro di Ajeti su cui Matheus davvero si supera.
Nella ripresa, si prosegue suonando più o meno lo stesso spartito ascoltato nei primi 45‘, salvo che il ritmo, inevitabilmente, va un po‘ calando. Dopo un'ora di gioco, dopo una ghiotta occasione sprecata dagli ospiti con Dieng, Coach Croci-Torti mette mano alla formazione togliendo dal campo Steffen e Ajeti per fare spazio a Pihlström e Behrens. E proprio il tedesco, poco dopo, getta alle ortiche il classico gol che pareva già fatto, tentando in contropiede di beffare Matheus con un ambizioso pallonetto. Come spesso accade, sul rovesciamento di fronte, gli slavi fanno pagare caro ai sottocenerini il grossolano errore: l'ex milanista Nrunic, infatti, con una rasoiata da oltre 20 metri non lascia scampo a Von Ballmoos, anche in questa occasione parso non troppo reattivo.
Per i padroni di casa è una mazzata, e allora il Crus ritocca ulteriormente il fronte d'attacco, richiamando l'esterno Karimov e inserendo la punta Moncada. È però Dos Santos a mangiarsi un'altra opportunità, al 77’, per mandare la palla in rete, ciabattando in curva una palla assai invitante servitagli da Behrens. Lo stesso ex Thun va a sedersi in panchina poco dopo, avvicendato da Castro, ma è di nuovo Dieng – sull'altro fronte – a rendersi insidioso: il suo tiro a botta sicura da posizione invitante, però, per il sollievo del pubblico di casa finisce per sorvolare la traversa. Nelle sostituzioni, si sa, Croci-Torti è un mago, e anche stavolta è proprio dal piede di un subentrante – il poc’anzi citato Moncada – che decolla il pallone del pareggio bianconero, dopo un bel controllo nell'area avversaria, al minuto 84‘.
Porta invece la firma del glaciale Grgic il punto che, quasi allo scadere, regala al Lugano un successo che, per una lunga pozione di gara, era parso una chimera: il numero 8 trasforma nel migliore dei modi il rigore che il tedesco Badstübner concede per un fallo ai danni di Castro, una decisione che fa infuriare Riera, tecnico spagnolo dei biancorossi che in un paio di occasioni negli ultimi anni – alla guida dello Celje – qualche brutto sgambetto ai bianconeri l'aveva pur fatto. «Voglio denunciare un chiaro furto», ha detto poi in sala stampa il coach iberico, «quel rigore era semplicemente ridicolo, certi episodi non hanno nulla a che vedere col calcio. Se si trattasse solo di calcio, infatti, questa partita l'avremmo vinta di sicuro”.
Croci-Torti; «Siamo felicissimi, abbiamo mostrato grande sicurezza.La Stella Rossa è una bella squadra, ma noi abbiamo rispettato alla perfezione il piano, che prevedeva di uscire alla distanza, quando avremmo trovato un po’ più di spazio. Anche nei momenti di sofferenza, siamo rimasti sul pezzo, sapendo anche soffrire. Iniziare con una vittoria contro un club importante ci riempie d’orgoglio. Spesso le partite vengono girate dagli uomini provenienti dalla panchina: l‘importante è che tutti comprendano il proprio ruolo, sapendo che ognuno è importante. Riera? Già due anni fa, contro di noi, è stato molto fortunato al 92’, quindi non accetto che qualcuno ci ritenga stasera semplicemente fortunati. Queste sono partite che semplicemente ci danno forza, non è che ora pensiamo di andare a vincere la Conference, ipotesi del tutto impossibile».
Lugano - Stella Rossa 3-2 (1-1)
Reti: 25’ Ajeti 1-0. 32‘ Elsnik 1-1. 67’ Krunic 1-2. 84‘ Moncada 2-2. 90’ Grgic (rigore) 3-2.
Arbitro: Badstübner (Ger).
Lugano: Von Ballmoos; Papadopoulos, Mai, Delcroix (79’ Alioski); Karimov, Grgic, Bislimi, Cimignani; Steffen (63’ Pihlström), Dos Santos (79’ Beckham Castro); Ajeti (63’ Behrens).
Stella Rossa: Matheus; Gashtarov, Gudelj, Nakayama; Lucic (75’ Balov), Krunic (81’ Bajo), Elsnik, Ristic (75’ Strika); Händel (64’ Cham), Kostov; Dieng (81’ Arnautovic).
Note: 7'898 spettatori. Ammoniti: 33’ Kostov, 53’ Steffen, 55’ Mai, 82’ Gudelj, 88‘ Bajo, 90+3’ Gashtarov. Lugano senza Zanotti (squalificato). Stella Rossa senza Abu Fani, Bukari (squalificati), Loizou e Luckassen (infortunati).