CALCIO

Polemiche o no, Infantino è deciso a restare in sella

L’annuncio ufficiale della Fifa: a marzo, correrà anche lui. Il portavoce: ‘Si era candidato ad aprile, e da allora nulla è cambiato’

(Keystone)
6 settembre 2026
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Gianni Infantino, numero uno alla Fifa dal 2016, si candiderà per una sua rielezione nel marzo 2027. A ufficializzarlo ieri all’agenzia Afp è stato un portavoce della Federazione internazionale. Nonostante la crisi provocata dal suo progetto di aprire i Mondiali di calcio agli investitori privati, poi abbandonato. «Il presidente aveva annunciato ad aprile che si sarebbe candidato alla rielezione nel 2027 e, nel frattempo, naturalmente nulla è cambiato: il signor Infantino si candiderà alla rielezione» ha detto il portavoce, confermando una notizia riportata da diversi media inglesi.

Intanto, però, il mondo del pallone rimane diviso sulla governance del vallesano, giudicata poco trasparente dai suoi oppositori, che gli rimproverano di aver elaborato senza consultazione un piano che avrebbe destinato i proventi della Coppa del mondo a una società commerciale aperta alla partecipazione degli investitori privati. E nonostante Infantino abbia ormai abbandonato quell’idea, le critiche continuano ad accumularsi. In particolare le confederazioni europea (Uefa), nordamericana e caraibica (Concacaf) e asiatica (Afc) lo hanno sconfessato in una lettera congiunta diffusa all’inizio del mese di agosto. E non è tutto: alcune federazioni europee gli hanno ritirato il proprio sostegno in vista dell’elezione prevista a marzo in occasione di un congresso che si terrà in Marocco, e la scorsa settimana anche l’Italia si è unita a diversi altri Paesi che avevano già preso posizione, come Svezia, Scozia, Nuova Zelanda…

Il sostegno di Africa e Sudamerica

Nonostante tutto, però, Gianni Infantino continua a godere del sostegno di parecchie confederazioni. Che nel caso di quella africana (Caf) è un autentico plebiscito, con il vallesano che può contare anche sull’appoggio di parte della Conmebol – la Federcalcio sudamericana –, oltre che di diversi ex giocatori e di alcune personalità politiche come Donald Trump, anche se naturalmente l’endorsement del controverso presidente statunitense non avrà alcun peso al momento della votazione.

Infantino, tra l’altro, per il momento è l’unico candidato dichiarato, e avrà bisogno di una maggioranza semplice dei voti tra le 211 federazioni affiliate alla Fifa per prolungare il suo mandato, iniziato nel 2016 e rinnovato nel 2023, quando all’epoca godeva ancora di un ampio sostegno dalle federazioni europee. Gli eventuali altri pretendenti alla sua successione dovranno presentare la propria candidatura entro il 18 novembre.

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