Calcio

Il Lugano si impone a fil di sirena

All'Ail Arena i bianconeri battono il Servette allo scadere (1-0) grazie a una rete dell’esordiente Ajeti e tornano in vetta alla classifica

3 settembre 2026
|
Aggiungi laRegione alle tue fonti di Google

Il primo mezzo passo falso in campionato del Lugano, che al 94‘ pareva ormai inevitabile, è stato evitato grazie al Albian Ajeti, giunto in riva al Ceresio da poche ore e già capace di regalare all'Ail Arena una gioia di quelle che ricorderà a lungo. La rete del centravanti basilese segnata al Servette porta infatti in dote tre punti che consentono al Lugano, a punteggio pieno fin qui, di ritrovare la vetta della classifica, che aveva momentaneamente perso.

È un ampio turnover quello operato da coach Croci-Torti, che deve dosare con dovizia le forze dato il carico di sollecitazioni che il gruppo ha sopportato in questo primo scorcio di stagione. Fra coloro che vivono i loro primi giorni da titolari c‘è il giovane terzino uzbeko Karimov, che in fase difensiva rientra secondo copione e logica, ma che in fase di possesso se ne sta molto alto e largo sulla fascia destra, mostrando buona tecnica e indubbia personalità, specie considerata la giovane età.

Il Servette, malgrado il ritardo in classifica, è tutt'altro che timido: nei primissimi minuti, infatti, sono proprio gli ospiti a menar le danze, togliendo spesso il pallone ai padroni di casa – che vestono un elegante completo crema – e lesti a ripartire con lanci lunghi. Ma il disorientamento dei sottocenerini dura poco: subito infatti – registrati un paio di parametri – gli uomini del Crus tornano a giostrare con padronanza, come del resto hanno sempre fatto nelle prime fasi dell'annata. Peccato che non sappiano essere pure efficaci.

Il primo acuto, di testa al 12‘, è comunque di Moncada: la sua spizzata diventa pericolosa solo perché il portiere ginevrino Gertmonas respinge malissimo il pallone, mettendo in apprensione i propri compagni. Poco dopo, invece, è Dos Santos a concludere: il suo destro dal limite, però, è da dimenticare (avrebbe fra l'altro potuto servire un paio di compagni meglio piazzati).

Vicini a cogliere il vantaggio sono però i granata, su rigore al 19’: Kendouci – che verrà ammonito – interviene goffamente in area e stende un avversario; dapprima Sanli lascia correre ma poi, richiamato dal Var, assegna la massima punizione. Per fortuna del Lugano sul dischetto va Mraz, che più alto non potrebbe calciare. Palla in curva e risultato ancora fermo sullo 0-0. E di nuovo Mraz, al 23‘, si mostra assai impreciso, incrociando troppo un sinistro da posizione favorevole.

I bianconeri rispondono al 26’ con una bella iniziativa di Delcroix, che però al momento di concludere mostra pessima mira. E imperizia è pure quella che palesa il romando Stevanovic, al 30’, calciando sull'esterno della rete. Bello invece il mancino al contempo potente e piazzato di Ouattara al 36‘, che termina alto di poco. L'ultimo guizzo del primo tempo, piuttosto goffo per la verità, è di Delcroix, che su un corner si ritrova la sfera sulla testa, ma non sa colpirla come dio comanda. Squadre al riposo col Servette che definiremmo in leggero vantaggio ai punti, se fossimo a bordoring.

La ripresa, a cui Croci-Torti si approccia schierando Grgic (lasciato fuori un po’ a sorpresa) al posto di un confusionario (e ammonito) Kendouci, si apre con colpo di testa velenoso di Papadopoulos (da corner) che termina di poco sul fondo. E bello è pure il suo tiro da lontano scagliato poco dopo, che obbliga Gertmonas a intervenire in due tempi. Sull'atro fronte è Ouattara a sfiorare la rete (destro sopra la traversa al 54‘) mentre Dos Santos, sul rovesciamento, trova solo un calcio d'angolo.

Attorno all'ora di gioco, su entrambe le panchine, comincia il valzer delle sostituzioni: da quella bianconera si alzano Zanotti (per Karimov) e il nuovo arrivato Ajeti (in prestito dal Basilea di Lichtsteiner, che non lo ’vedeva‘ molto), che dunque esordisce con la sua nuova maglia prendendo il posto di Moncada al 66’. Al 74‘, invece, è Dos Santos a lasciare spazio a Pihlström.

Nessun accorgimento, ad ogni modo, pare riuscire a mutare l'inerzia di un match che sembrava nato per terminare a reti inviolate: emblematici sono il tiro di Bislimi al 75’ che finisce alto da posizione piuttosto favorevole e il leggero ritardo con cui, un minuto dopo, Steffen giunge all'appuntamento con un invitante cross basso del neoentrato Pihlström. Stessa sorte per un'altra incornata di Papadopoulos, di nuovo leggermente imprecisa.

Ma poi, come detto in apertura, negli ultimi secondi dei 4 minuti di recupero è proprio Ajeti – debuttante bravo e fortunato – a risolvere in mischia una gara in cui il Lugano ha senz'altro faticato, ma non ha mai smesso di crederci fino alla fine, confermando di essere quest'anno davvero un gruppo dal carattere granitico.

I bianconeri, semmai ce ne fosse ancora bisogno, lanciano un nuovo perentorio messaggio all'intera Super League: siamo forti e ambiziosi, quest'anno tutti dovranno fare i conti con noi.

Lugano - Servette: 1-0 (0-0)

Reti: 94’ Ajeti 1-0.

Arbitro: Sanli.

Lugano: Von Ballmoos; Delcroix, Papadopoulos, Kelvin; Bislimi; Karimov (67‘ Zanotti), Kendouci (46’ Grgic), Daniel Dos Santos (74‘ Pihlström), Cimignani (92’ Castro); Steffen, Moncada (67‘ Ajeti).

Servette: Gertmonas; Maceiras (80’ Houboulang Mendes), Rouiller, Burch, Mazikou; Ouattara (69‘ Lopes), Pedro Naressi (70’ Douline), Cognat, Njoh (80‘ Fofana); Stevanovic, Mráz (60’ Mutandwa).

Note: 5'755 spettatori. Ammoniti: 19‘ Kendouci. 28’ Moncada. 38‘ Pedro Naressi. 58’ Cognat. Al 20' Mraz fallisce un rigore.

Segui laRegione su: WhatsApp oppure Telegram e ricevi ogni mattina le notizie principali