All'Ail Arena i bianconeri battono il Servette allo scadere (1-0) grazie a una rete dell’esordiente Ajeti e tornano in vetta alla classifica

Il primo mezzo passo falso del Lugano, che al 94’ pareva ormai inevitabile, è stato scongiurato grazie ad Albian Ajeti, giunto in riva al Ceresio da poche ore e già capace di regalare all’Ail Arena una gioia che ricorderà a lungo. La rete del centravanti basilese segnata al Servette porta infatti in dote tre punti che consentono al Lugano, a punteggio pieno fin qui, di ritrovare la vetta della classifica.
È un ampio turnover quello operato da coach Croci-Torti, che deve dosare con dovizia le forze in questo primo scorcio di stagione. Fra coloro che vivono i primi giorni da titolari c’è il giovane terzino uzbeko Karimov, che in fase difensiva rientra secondo logica, ma in fase di possesso se ne sta molto alto e largo sulla fascia, mostrando tecnica e indubbia personalità. Il Servette, malgrado il ritardo in classifica, è tutt’altro che timido: nei primissimi minuti, infatti, sono gli ospiti a menar le danze, togliendo spesso il pallone ai padroni di casa.
Ma il disorientamento dei sottocenerini dura poco: presto registrati un paio di parametri, gli uomini del Crus tornano a giostrare con padronanza, come del resto hanno sempre fatto finora. Peccato che non sappiano essere pure efficaci. Il primo acuto, al 12’, è di Moncada: la sua spizzata diventa pericolosa solo perché il portiere ginevrino Gertmonas respinge male, mettendo in apprensione i compagni. Poco dopo invece è Dos Santos a concludere: il suo destro dal limite, però, è da dimenticare (avrebbe fra l’altro potuto servire un paio di compagni meglio piazzati).
Vicini a cogliere il vantaggio sono però i granata, su rigore al 19’: Kendouci stende in area un avversario; dapprima Sanli lascia correre ma poi, richiamato dal Var, assegna la massima punizione. Per fortuna del Lugano sul dischetto va Mraz, che più alto non potrebbe calciare. Palla in curva e 0-0 conservato. I bianconeri rispondono al 26’ con una bella iniziativa di Delcroix, che però al momento di concludere mostra pessima mira. E imperizia è pure quella che palesa il romando Stevanovic calciando sull’esterno della rete. Bello invece il mancino al contempo potente e piazzato di Ouattara al 36’, che termina alto di poco.
L’ultimo guizzo del primo tempo, piuttosto goffo per la verità, è di Delcroix, che su un corner si ritrova la sfera sulla testa, ma non sa colpirla come dio comanda. La ripresa, a cui Croci-Torti si approccia schierando Grgic (lasciato fuori un po’ a sorpresa) al posto di un confusionario (e ammonito) Kendouci, si apre con un colpo di testa velenoso di Papadopoulos (da corner) che termina di poco sul fondo. E interessante è pure il suo tiro da lontano scagliato poco dopo, che obbliga Gertmonas a intervenire in due tempi. Sull’altro fronte è Ouattara a sfiorare la rete (destro sopra la traversa al 54’) mentre Dos Santos, sul rovesciamento, trova solo un calcio d’angolo.
Attorno all’ora di gioco, su entrambe le panchine, comincia il valzer delle sostituzioni: da quella bianconera si alzano Zanotti (per Karimov) e il nuovo arrivato Ajeti (in prestito dal Basilea di Lichtsteiner, che non lo vedeva molto), che dunque esordisce con la sua nuova maglia prendendo il posto di Moncada al 66’. Al 74’, invece, è Dos Santos a lasciare spazio a Pihlström. Nessun accorgimento, ad ogni modo, pare riuscire a mutare l’inerzia di un match che sembrava nato per terminare a reti inviolate: emblematici sono il tiro di Bislimi al 75’ che finisce alto da posizione piuttosto favorevole e il leggero ritardo con cui, un minuto dopo, Steffen giunge all’appuntamento con un invitante cross basso del neoentrato Pihlström. Stessa sorte per un’altra incornata di Papadopoulos, di nuovo leggermente imprecisa. Ma poi, come detto in apertura, negli ultimi secondi dei 4 minuti di recupero è proprio Ajeti – debuttante bravo e fortunato – a risolvere in mischia una gara in cui il Lugano ha senz’altro faticato, ma non ha mai smesso di crederci fino alla fine, confermando di essere quest’anno davvero un gruppo dal carattere granitico. I bianconeri, semmai ce ne fosse ancora bisogno, lanciano un nuovo perentorio messaggio all’intera Super League: siamo forti e ambiziosi, e quest’anno tutti dovranno fare i conti con noi.
«Primo tempo sottotono? Non credo», ha spiegato Croci-Torti. «In campo c’eravamo solo noi. Decisivi anche stavolta i subentranti, che per la terza volta in una settimana ci hanno regalato il successo. Kendouci? Prima o poi emergerà. Io devo spingerlo affinché lo faccia. Karimov? È un terzino destro che può fare il ‘quinto’, come ha fatto al Mondiale con Cannavaro. Mi ha stupito la sua grande personalità: non conoscei compagni, ma è già integrato alla perfezione. Ringrazio la società per essere andata a prendere un giocatore tecnico, intelligente, scaltro. Ajeti? Abbiamo trovato una soluzione coerente con la nostra filosofia: vogliamo giocatori affamati. Del resto, lui e Steffen qualche anno fa al Basilea furono capocannoniere e miglior assistman del campionato: sapevamo dove andavamo a pescare. Quanto sta influendo il pubblico del nuovo stadio in questo bell’inizio di stagione? Moltissimo. L’impatto è enorme. Il coinvolgimento è assoluto: io stesso non ricordo di aver mai esultato come mi è successo stasera. E il merito è proprio della nostra gente».
Lugano - Servette: 1-0 (0-0)
Reti: 94’ Ajeti 1-0.
Arbitro: Sanli.
Lugano: Von Ballmoos; Delcroix, Papadopoulos, Kelvin; Bislimi; Karimov (67‘ Zanotti), Kendouci (46’ Grgic), Daniel Dos Santos (74‘ Pihlström), Cimignani (92’ Castro); Steffen, Moncada (67‘ Ajeti).
Servette: Gertmonas; Maceiras (80’ Houboulang Mendes), Rouiller, Burch, Mazikou; Ouattara (69‘ Lopes), Pedro Naressi (70’ Douline), Cognat, Njoh (80‘ Fofana); Stevanovic, Mráz (60’ Mutandwa).
Note: 5'755 spettatori. Ammoniti: 19‘ Kendouci. 28’ Moncada. 38‘ Pedro Naressi. 58’ Cognat. Al 20' Mraz fallisce un rigore.