Sesto successo consecutivo per i bianconeri, che all'Ail Arena schiantano alla terza di campionato lo Zurigo (5-0)

Tre vittorie in campionato e altrettante sul palcoscenico continentale per un più che convincente Lugano, che non lascia scampo nemmeno a uno Zurigo uscito malconcio dall'Ail Arena e assai ridimensionato nelle proprie ambizioni. Nettissima la superiorità mostrata dai bianconeri in ogni angolo del campo e in ogni fase della gara: il 5-0 finale – dopo il poker già rifilato al Grasshopper – addirittura va stretto alla compagine di Mister Croci-Torti.
È un Lugano comprensibilmente diverso da quello visto giovedì in Conference League – a livello dell'undici titolare – quello che domenica pomeriggio alle 14, con temperature indecenti, ha rimpolpato la propria striscia di risultati utili. Spettatore d'eccezione nella tribuna Vip, seduto accanto all'infortunato Alioski, c’è Manuel Akanji, pilastro dell'Inter e della selezione rossocrociata e grande amico del bianconero Renato Steffen il quale, come sempre, è stato subissato di fischi dai supporter tigurini ogni volta che tocca la sfera.
Primi minuti vivaci all'Ail Arena, con almeno un paio di situazioni arbitrali che fanno infuriare Croci-Torti – al quale il Var almeno una volta dà ascolto – e con un pericoloso colpo di testa di Behrens (servito da Steffen). La supremazia locale è comunque fuori discussione, e infatti – a furia di spingere – al 17’ arriva il vantaggio, firmato da Behrens da autentico rapace dell'area piccola. È uno Zurigo a dir poco frastornato – e che troppo spesso deve ricorrere ai falli – quello che, al 20’, dopo l'ennesimo corner battuto dai sottocenerini, va al cooling break, che in una situazione climatica al limite come quella odierna, per gli atleti cade davvero come manna dal cielo.
Dopo la breve pausa, in effetti, gli ospiti paiono leggermente più propositivi, e il possente centravanti Kény di testa obbliga Von Ballmoos a deviare sopra la traversa. Subito dopo, però, è di nuovo la truppa bianconera a rendersi pericolosa con Behrens che, al termine di una bella azione, da due metri costringe l'estremo difensore rivale Lindner a intervenire un po’ alla maniera dei portieri di hockey per salvare la propria porta. È invece egoista Pihlström quando, troppo defilato, opta per la conclusione personale quando avrebbe dovuto servire Cimignani, piuttosto libero in mezzo all'area zurighese.
Al 33’ Behrens porta a due le reti luganesi: pregevole il suo colpo di testa – imparabile per Lindner –, ma altrettanto elegante, se non di più, è la palla servitagli su punizione da Steffen dalla trequarti destra, un'autentica pennellata mancina. Marcel Koller, vedendo lo Zurigo troppo schiacciato su se stesso, ancor prima della pausa effettua un doppio cambio, inserendo Spadanuda e Perea per Krasniqi e Berisha nella speranza di dare manforte a Kény (troppo isolato al centro dell'attacco) e di allungare un po’ la propria squadra.
Dopo l'intervallo, gli ospiti – che nel primo tempo sono stati massacrati – col nuovo assetto tattico sono costretti a pressare alto, e oltretutto si scordano di Steffen che, a bordo campo dopo aver ricevuto un colpo al viso, riceve il permesso di rientrare proprio su una palla lunga rilanciata dalla retroguardia bianconera. L'ex nazionale si lancia verso la porta nemica, ma quando decide di servire al centro Behrens è troppo tardi, perché il tedesco è ormai in fuorigioco e il gol di quest'ultimo viene dunque annullato. Poco male, perché – un minuto più tardi – è lo stesso Steffen, di nuovo tutto solo in contropiede, a bucare per la terza volta la porta tigurina.
Il dominio sottocenerino continua, le occasioni si moltiplicano, e i bianconeri possono concedersi anche un po’ di accademia. Al 62’, il Crus toglie Pihlström (alla terza titolarizzazione consecutiva) e inserisce Dos Santos, giocatore ancora in cerca della miglior forma in questo inizio di stagione. E, qualche minuto più tardi, si assiste ad altri avvicendamenti, per dare minuti di fiducia a qualche uomo e per non caricarne altri di eccessiva fatica in vista del ritorno europeo previsto giovedì, con tanto di faticosa trasferta fino alle Far Oer.
Ed è proprio uno dei nuovi entrati, Dos Santos, che al 79’ trova una rete assai spettacolare, festeggiata con un gesto un po’ polemico, destinato forse a chi l'aveva (giustamente) criticato in queste prime settimane. Il risultato finale, addirittura, si arrotonda ulteriormente all'89’, quando è Moncada – un altro dei subentranti – a iscrivere il proprio nome nel tabellino dei marcatori, e non esageriamo a dire che le reti totali bianconere avrebbero potuto essere anche 7 o 8, visto il numero delle occasioni create dai padroni di casa lungo l'intera durata del match.
Il massiccio turnover operato in queste settimane da coach Croci-Torti, dunque, continua a dare i suoi bei frutti, e il Lugano manda un altro inequivocabile segnale al massimo campionato: per la leadership ci siamo anche noi, eccome. Del resto, per il momento – in attesa del risultato di San Gallo - Lucerna (in campo alle 16.30) – a comandare la classifica di Super League ci sono proprio, in solitaria, i bianconeri.
Lugano - Zurigo (2-0) 5-0
Reti: 16’ Behrens 1-0. 34‘ Behrens 2-0. 52’ Steffen 3-0. 79‘ Dos Santos 4-0. 89’ Moncada 5-0.
Lugano: Von Ballmoos; Papadopoulos, Mai, Delcroix (80‘ Kelvin); Zanotti, Grgic, Bislimi (70’ Kendouci), Cimignani; Steffen (80‘ Marques), Pihlström (62’ Dos Santos); Behrens (70‘ Moncada).
Zurigo: Lindner; Hodza, Kamberi, Sauter, Volken; Schödler (67’ Bangoura); Krasniqi (44‘ Perea), Comenencia, Berisha (44’ Spadanuda), Emmanuel (67‘ Di Giusto); Keny.
Arbitro: Fähndrich.
Note: 7'269 spettatori. Ammoniti: 20’ Selmin Hodza, 33‘ Berisha, 45’ Comenencia.