Calcio

‘Una gioia enorme, ora serve l’aiuto di imprenditori locali’

Il Locarno del presidente Ronchetti, grazie a un match rocambolesco a Emmenbrücke, ha festeggia lo scorso weekend la promozione in Prima Lega Classic

19 giugno 2026
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Lo scorso weekend sul campo dell’Emmenbrücke ultimo in classifica, il Locarno ha conquistato la promozione in Prima Lega Classic. Alle Bianche casacche, appaiate in vetta alla classifica al Malcantone, serviva un successo. I 3 punti, alla vigilia, parevano una formalità, ma il match stava per trasformarsi in un incubo, dato che il punteggio a lungo aveva sorriso ai lucernesi. Ma poi i verbanesi sono riusciti in modo rocambolesco a ribaltare il risultato. «Un’emozione indescrivibile», racconta il presidente del Locarno Tiziano Ronchetti. « Eravamo 0-3 al 68' e sembravamo spacciati. Poi una rete del nostro David Riccio ha cambiato l’inerzia della partita. Minutoli segna una doppietta e nel recupero ci viene assegnato un rigore sacrosanto che Facchinetti trasforma con sicurezza. La nostra panchina esplode, invasione di campo. E poi Prati ci salva con una paratona. Siamo promossi, incredibile, una remuntada pazzesca, oserei dire epica. In pochi ci avrebbero creduto».

‘Questo è un punto di partenza’

Una promozione che testimonia la serietà del lavoro svolto... «Malgrado il budget a disposizione fosse molto più limitato dello scorso anno, abbiamo dimostrato che col lavoro serio, la passione e l’affiatamento tra giocatori e dirigenti si possono raggiungere grandi risultati. Questo non è un punto d’arrivo, dev’essere un punto di partenza. Vogliamo continuare a sognare e a far sognare. Le famiglie devono tornare allo stadio. Facciamo in modo che ogni partita casalinga diventi una festa per tutta la comunità! Un appello va anche al mondo economico della regione, agli imprenditori, agli artigiani e ai commercianti: supportare il Fc Locarno significa sostenere un progetto che va oltre il calcio. Significa investire nei giovani, nei valori dello sport, nell’identità del nostro territorio e nel futuro della nostra comunità».

‘Attendiamo un segnale importante’

E ora si guarda già al futuro... «Il primo obiettivo è il consolidamento societario e l’ampliamento del comitato direttivo. Quest’anno è stata compiuta un’impresa titanica. Mia moglie ed io, con gli altri tre membri di comitato, abbiamo traghettato la società al di fuori delle acque paludose in cui si era cacciata l’estate scorsa, e riportato il club in Prima Lega Classic. Certo non intendiamo mollare ora, e resteremo quindi ancora in sella. Vogliamo essere certi che il grande lavoro svolto non venga vanificato da qualche folle o megalomane non legato al territorio. Dobbiamo però essere realisti: non possiamo sobbarcarci per altri anni tutti gli oneri. Noi abbiamo mostrato cosa si può fare con un po’ di iniziativa, buona volontà e cuore. Tutte le settimane, per amore delle Bianche casacche, abbiamo raggiunto Locarno da Berna, dove io e mia moglie abitiamo e lavoriamo. Ma ora sta al Locarnese dare un segnale importante e mostrare quanto affetto prova per il club. Se una cantante lirica e un professore di matematica, senza esperienza alcuna nel mondo del calcio e senza chissà quali capitali a disposizione, sono riusciti a raggiungere traguardi simili, non posso credere che una regione come il Locarnese, dove risiedono o operano imprenditori importanti, non riesca a costituire un gruppo forte e ambizioso. Non farlo, ora, sarebbe imperdonabile. Il Locarno è un patrimonio da salvaguardare per il bene delle giovani leve».

Il presidente chi sente di dover ringraziare per l’obiettivo raggiunto? «Il primo ringraziamento va ai nostri giocatori. Hanno dimostrato cosa significa indossare la maglia del Fc Locarno. Ringrazio ovviamente anche il nostro staff tecnico che ha saputo creare un gruppo unito, forte, affiatato e affamato di successi. E ringrazio i dirigenti, i collaboratori, i volontari che lavorano spesso lontano dai riflettori ma che sono fondamentali per il funzionamento di questa società. Ma soprattutto devo ringraziare mia moglie per la forza e l’appoggio che mi ha dato in questa pazza avventura».

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