Juan Carlos Trujillo è pronto a cedere il Bellinzona, ma l'ex presidente Brenno Martignoni Polti è scettico

No, il fallimento non è ancora scongiurato. Nelle ultime ore più voci hanno riferito di un possibile accordo che permettesse all'Acb di militare in Promotion League il prossimo campionato. Tutto, però, rimane da mettere nero su bianco. Juan Carlos Trujillo – che ha inviato alla massima istanza pallonara una lettera in cui rinuncia tout court alle ormai note indennità di formazione, altrimenti ha già promesso alla nuova proprietà che si assumerà questo debito – ha sì accettato le condizioni richieste da una cordata formata da imprenditori locali (in cui non rientrano come ventilato in giornata Christian Constantin, Marco Degennaro e Carlo Delcò), ma deve risolvere un altro problema.
La palla, abusando del termine calcistico, passa ora infatti nei piedi di Pablo Bentancur. Sì, perché l'ex patron ha sempre in deposito le azioni valevoli circa 800mila franchi per la totale cessione del club la scorsa estate. La soluzione del pegno a favore del peruviano non riguarda l'Acb, ma incombe sul cambio di proprietà. In un primo momento si era ipotizzato che, per far tornare i conti, il tutto venisse cancellato e le azioni liberate in favore della nuova cordata. Tutto falso: perché la situazione venga risolta, Trujillo dovrà pagare.
Quanto? Si dovrà trovare un accordo. «Ma che accordo. Per favore non si prenda in giro il popolo granata! È di meridiana evidenza che una cessione di una società anonima può avvenire solo con il trapasso delle azioni. Senza di ciò, non sussiste trapasso valido. Né potrebbe essere altrimenti. Nessuno può seriamente sostenere il contrario», il parere tecnico dell'avvocato nonché ex presidente Brenno Martignoni Polti.
La possibile nuova cordata ha inoltre più volte ribadito che si farà carico solo di un debito stimato in 1,5 milioni. Non di eventuali oneri straordinari o passivi non contabilizzati. Come a dire che il momento rimane delicato: Bentancur pretende di essere pagato, difficile ora come ora. E, allora, l'ombra del fallimento e della presentazione dei bilanci non è poi così scongiurata.