La corazzata tedesca sarà ospite martedì al Parc des Princes per l'andata del penultimo atto di Champions League

Dopo aver impressionato contro il Liverpool, il Psg campione in carica riceve martedì – per l'andata del penultimo di Champions – la corazzata Bayern Monaco, vale a dire la squadra che più ha impressionato fin qui, unitamente appunto ai francesi. Secondo molti, il doppio confronto fra parigini e bavaresi sarà una sorta di finale anticipata. «Quella tedesca è la miglior compagine continentale», ha detto Luis Enrique, tecnico dei francesi. «Noi però siamo i detentori del trofeo, e vogliamo ripeterci».
Per la terza semifinale europea consecutiva da quando in panchina c'è lo spagnolo, il Psg intende riscrivere la storia del club: il sogno è come detto il bis, exploit riuscito l'ultima volta in Champions al Real Madrid di Zinedine Zidane, campione nel 2016, 2017 e 2018. Non sarà facile: il Bayern di Vincent Kompany (assente per squalifica martedì sera), di Harry Kane e Michael Olise ha infatti già battuto i parigini a novembre (2-1), nella fase a gironi. In compenso, il Psg ha superato il Rekordmeister la scorsa estate (2-0) nel Mondiale per club.
«Non vedo l'ora del match», ha ammesso il 32enne Kane, bomber principe dei bavaresi. «Mi aspetto molti duelli e parecchia intensità. Del resto, queste due squadre si somigliano tanto». L'attacco tedesco, che oltre al centravanti inglese può contare su Olise e Luis Diaz (92 reti in tre), in stagione è andato a segno ben 167 volte in 49 partite (già 38 i gol in Champions League). I parigini però possono contare sul ritorno al proprio gioco abituale, ritrovato ormai da diverse settimane ed estremamente efficace: pressing intenso, movimento continuo in ogni zona del campo, passaggi fluidi e incontrastabili, accelerazioni improvvise e contropiede fulmineo. E, soprattutto, la classe cristallina in attacco del georgiano Khvicha Kvaratskhelia, che nei grandi appuntamenti riesce a dare sempre il meglio di sé.
Gli unici dubbi, a Parigi, riguardano la forma di alcuni elementi agli ordini di Luis Enrique: ad esempio Vitinha – fuori da una settimana a causa di un tallone infiammato –, Hakimi, stanco e uscito all'intervallo sabato in campionato, Fabian Ruiz appena rientrato da un infortunio al ginocchio lungo tre mesi, e Nuno Mendes, costantemente alle prese con dolori a una coscia. Riusciranno a recuperare al meglio in vista del match del Parco dei Principi?