Calcio

Procura di Milano indaga cinque arbitri, l'Inter non risulta coinvolta

Le accuse riguardano cinque partite; tra gli indagati Gianluca Rocchi e Andrea Gervasoni ci sono presunti accordi e 'bussate' alla sala Var

27 aprile 2026
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Ci sarebbero persone ancora "da identificare", con riscontri utili, nell'inchiesta della Procura di Milano che da oltre un anno ha messo nel mirino il sistema arbitrale facendo finire per l'ennesima volta il calcio italiano nella bufera.

Dopo due giorni senza comunicazioni ufficiali, malgrado il terremoto che si è creato a seguito degli inviti a comparire arrivati il 25 aprile all'ormai ex designatore arbitrale Gianluca Rocchi e al supervisore Var autosospeso Andrea Gervasoni, da fonti inquirenti - non senza qualche tensione per la gestione dei giorni scorsi - sono arrivate oggi alcune precisazioni: gli indagati iscritti, allo stato, sono cinque, tutti arbitri, e l'Inter e i suoi dirigenti non sono indagati. Più in generale, i club e i loro responsabili, al momento, sono estranei e non figurano nemmeno come parti lese.

In più, è stato chiarito, le partite finite al centro delle contestazioni di frode sportiva sono cinque, ossia quelle venute fuori dalle imputazioni. In particolare, Rocchi risponde per tre ipotesi: oltre alla vicenda del presunto condizionamento con le "bussate" sulla sala Var in Udinese-Parma del primo marzo 2025, è accusato di aver favorito l'Inter con una designazione arbitrale "gradita" in una trasferta a Bologna del 20 aprile 2025 e di essersi mosso affinché il "poco gradito" ai nerazzurri Daniele Doveri, secondo il pm Maurizio Ascione, non li arbitrasse nella fase finale del campionato e nell'eventuale finale di Coppa Italia e venisse scelto, invece, per la semifinale di ritorno.

In queste due ultime contestazioni si parla, in particolare, di un presunto accordo di Rocchi allo stadio di San Siro "con più persone", il 2 aprile 2025. Persone che, sembra di capire, sarebbero ancora "da identificare" e con il numero di indagati, dunque, destinato ad allargarsi nelle indagini della Procura diretta da Marcello Viola, condotte dal Nucleo operativo metropolitano della Gdf. E mentre Rocchi, difeso dall'avvocato Antonio D'Avirro, dovrebbe scegliere la linea del silenzio nell'interrogatorio fissato per il 30 aprile, Gervasoni, come precisato dal legale Michele Ducci, "dovrebbe rispondere". È indagato per Salernitana-Modena dell'8 marzo 2025 per un rigore prima dato agli emiliani e poi revocato su intervento della sala Var.

Daniela Paterna, invece, fu convocata come teste dai pm per la vicenda di Udinese-Parma, ma il verbale fu sospeso e lei iscritta per false informazioni al pm. Rodolfo Di Vuolo, poi, è stato iscritto in quanto era assistente Var nella partita Inter-Verona del gennaio 2024, quella dell'ormai famosa gomitata di Bastoni e match in cui era "varista" anche Luigi Nasca, pure lui indagato e che era anche in Salernitana-Modena. Si tratta di un unico fascicolo di indagine, è stato spiegato, che si è formato a fine 2024 e che conterrebbe la denuncia di un avvocato e tifoso veronese dopo Inter-Verona e l'esposto dell'ex guardalinee di serie A e grande accusatore del mondo arbitrale, Domenico Rocca, ascoltato come teste lo scorso luglio. Tantissimi gli arbitri sentiti come testimoni negli ultimi mesi.

Sulla posizione di Rocchi, la prima, pare, ad essere finita nel fascicolo, la Procura ha chiesto al gip la proroga delle indagini, passate anche per intercettazioni, dopo 12 mesi dall'iscrizione, ma non sulle altre - come su quella di Gervasoni - perché evidentemente quei nomi sono stati iscritti successivamente. Uno dei temi dell'inchiesta, infine, sarà anche la competenza territoriale, perché la sala Var si trova a Lissone, che ricade sotto la competenza della Procura di Monza.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni