Martedì sera, Blaugrana in cerca della remuntada in casa dell’Atlético dopo la sconfitta (2-0) al Camp Nou nell'andata dei quarti di Champions

Gli si chiede di rimettere in carreggiata il Barcellona dopo la sconfitta casalinga (2-0) nell’andata dei quarti di finale di Champions League: per Lamine Yamal quella di martedì sarà la sfida più grande che il diciottenne fenomeno spagnolo si è trovato ad affrontare nella sua giovane carriera.
‘Nulla è ancora deciso, Culé’, ha detto la stella blaugrana rivolgendosi ai tifosi catalani. ‘A Madrid daremo tutto, tutti insieme, come sempre’, ha continuato l’attaccante su Instagram dopo la deludente gara d’andata persa al Camp Nou contro l'Atlético.
Autore la scorsa settimana di una grande partita – conclusa però con grande frustrazione per non essere riuscito a risultare decisivo – il fenomenale mancino della Nazionale spagnola era rimasto a lungo sdraiato sull’erba del Camp Nou dopo il triplice fischio, mentre i supporter cantavano in coro ‘Sì se puede! Sì se puede!’ (Possiamo farcela!).
Un ritornello tornato a farsi sentire sabato dopo il successo del Barça nel derby contro l’Espanyol (4-1), match in cui Yamal ha servito due assist e segnato una rete nei minuti finali, segno inequivocabile che il numero 10 – dopo un inizio di stagione difficoltoso a causa della pubalgia – ha davvero ritrovato il suo livello migliore.
Del resto, Lamine ha già migliorato le proprie statistiche dello scorso anno, che si era chiuso con un triplete (Liga, Coppa del Re e Supercoppa di Spagna), col secondo posto nel Pallone d’oro e con 22 reti e 18 assist.
Per convincere i tifosi che la remuntada non è impossibile, Yamal ha evocato un episodio legato al basket Nba: nel 2016 i Cleveland Cavaliers di LeBron James andarono infatti a conquistare l’anello pur essendosi trovati sotto 3-1 nella serie finale contro i Golden State Warriors, un exploit che nella maggior lega al mondo della palla a spicchi non era mai riuscito a nessuno.