Calcio

Il Var spiegato al pubblico: si parte al Mondiale per club

L’International Board decide che gli arbitri dovranno rendere conto ai tifosi delle loro decisioni. ‘Pensiamo che sia importante per la trasparenza’

Ecco, per me quello non era rigore, ma lui invece ha detto di sì
(Keystone)
18 gennaio 2023
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I tifosi, presenti allo stadio, presto potranno ascoltare i dialoghi tra gli arbitri e l’addetto al Var (che sta per Video Assistant Referee), tecnologia diffusa ormai da qualche anno che permette di chiarire le situazioni dubbie attraverso le immagini tv, con tanto di spiegazione delle decisioni prese. A deciderlo è l’International Board, garante delle regole del calcio, in occasione del meeting annuale tenutosi a Londra: si comincerà dal Mondiale per club, in programma Marocco il 1. febbraio. In realtà, parte delle conversazioni tra arbitro e addetto al Var rimarranno in riservate: in sostanza, verranno rese pubbliche le conclusioni della loro discussione. «Pensiamo sia importante in termini di trasparenza, dato che il pubblico e i tifosi al momento non ricevono abbastanza informazioni su cosa abbia determinato una certa decisione», spiega il rappresentante della Federcalcio inglese, Mark Bullingham, che ha presieduto un meeting durante il quale si è discusso tra l’altro dell’introduzione del fuorigioco semiautomatico ai Mondiali, definito un successo, ma anche delle possibili misure per ampliare il tempo di gioco effettivo durante una partita, nel rispetto delle attuali regole del gioco. L’approccio adottato ai Mondiali - con un aumento di minuti di recupero sulla base delle perdite di tempo durante le partite - è stato accolto "positivamente".

Il consiglio ha invece rigettato al momento la proposta avanzata da alcune Leghe, tra cui la Premier inglese, di introdurre delle sostituzioni temporanee per casi di commozione cerebrale anche solo sospetta, in seguito a scontri di gioco. Infine, è stato stabilito d’istituire un gruppo di lavoro per mettere a punto misure atte a migliorare la disciplina in campo e ridurre l’aggressività nei confronti di arbitri, giocatori e dirigenti di squadra a livello di base e amatoriale, anche arrivando a filmare le partite per fornire prove di eventuali comportamenti scorretti.

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