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07.11.2022 - 18:23
Aggiornamento: 18:46

‘Questa partita è un premio per noi’

L’Arbedo-Castione affronta domani il San Gallo negli ottavi di Coppa. Djuric: ‘Non l’abbiamo preparata diversamente per non metterci pressione’

questa-partita-e-un-premio-per-noi
Ti-Press/D. Agosta
A questo stadio grazie al 6-0 rifilato al Sarmenstorf ai Sedicesimi

L’Arbedo-Castione all’appuntamento con la storia; domani al Comunale di Bellinzona (calcio d’inizio alle 20.30), i rossoblù affrontano negli ottavi di finale di Coppa Svizzera il San Gallo, finalista della scorsa edizione contro il Lugano e di quella precedente contro il Lucerna. L’entusiasmo è riflesso nelle parole dell’allenatore Aleksandar Djuric: «Le sensazioni sono positive e piacevoli, non vediamo l’ora di domani, perché è una partita speciale per tutto il nostro ambiente. Sicuramente loro puntano molto sulla Coppa, per cui non penso che verranno in Ticino a fare una gita turistica. Inoltre, trattandosi di un ottavo di finale presumo che qualche titolare ci sarà e che non ci prenderanno sottogamba».

Ottavi di finale che sono un risultato inusuale per una compagine di Seconda Lega (l’ultima volta è accaduto al Béroche-Gorgier nell’annata 2019-2020), ottenuto grazie alle vittorie contro Wittenbach e Sarmenstorf (con un netto 6-0 nei sedicesimi, a Giubiasco). «È un percorso meraviglioso e inaspettato, essere tra le migliori sedici in Svizzera non è una cosa né evidente, né da tutti i giorni per una squadra proveniente dal calcio amatoriale. Io quel risultato vorrei ribaltarlo, ma in caso di una nuova sconfitta per 3-1 certamente non si potrà parlare di disfatta».

Intanto nemmeno questa volta si giocherà ad Arbedo, visto che per ragioni di sicurezza (relative in particolare al settore ospiti) si è optato per il Comunale di Bellinzona: «Vedendo in che condizioni si trova attualmente il nostro campo, avrei preferito giocare ad Arbedo, perché il terreno è messo piuttosto male e il San Gallo avrebbe verosimilmente faticato, anche se adesso lo stanno recuperando. Poi su un piccolo campo di provincia non è mai facile nemmeno per le squadre di Super League, mi ricordo nel 2009, quando affrontai proprio il San Gallo con il Giubiasco e andammo ai supplementari (altro successo biancoverde per 3-1 al primo turno, con il punto del momentaneo 1-1 realizzato da… Aleksandar Djuric, ndr)».

‘Giocare in uno stadio del genere è emozionante’

Certo è che giocare in uno stadio di Challenge League è una bella emozione: «Io il Comunale lo conosco bene per averci giocato quattro anni, sarà sicuramente bello tornarci. Inoltre vedere il pubblico sulle tribune e sugli spalti è sempre emozionante e per i ragazzi lo sarà ancora di più, visto che pochi di loro hanno vissuto delle partite del genere».

Altra peculiarità è la programmazione infrasettimanale dell’incontro, per attirare più pubblico non sarebbe stato meglio giocare nel fine settimana? «Non saprei, nel weekend ci sono molte altre partite, la gente magari va a vedere la propria squadra preferita che gioca in casa, mentre chissà che il martedì sera qualcuno non si dica "visto che non ho nulla da fare, dai che vado a Bellinzona a vedere com’è". Saranno sicuramente una partita attrattiva e una bella serata, invito veramente tutti quanti a venire, spero che arrivino in tanti e ringrazio il Comune di Bellinzona per averci messo a disposizione un signor stadio, senza questo contributo avremmo rischiato di non poter nemmeno giocare».

Avete preparato in maniera particolare questo evento? «Assolutamente no, come ho fatto per gli altri turni ho continuato a lavorare normalmente, non ho mai parlato di questa partita, cominciando solo venerdì a impostarla un attimo, ma senza modificare la routine. Vedo questa partita come un premio per i ragazzi, e per tutti me compreso, che devono viverla nella maniera più tranquilla e serena possibile. Poi chiaramente le partite iniziano in undici contro undici sullo zero a zero e quello che succede, succede. Non ho comunque voluto stravolgere nulla per evitare di mettere pressione o paura ai giocatori. Non abbiamo nulla da perdere, se vinciamo avremo compiuto qualcosa di stratosferico, mentre una sconfitta è data quasi per scontata, visto il divario. Noi andiamo a giocarcela a viso aperto e vediamo cosa succede».

L’Arbedo-Castione si presenta in ogni caso in forma all’evento, come testimonia la terza posizione in campionato, a otto punti dal Locarno primo. «Dopo il turno di Coppa precedente avevamo avuto un calo più mentale che fisico, avevamo perso qualche giocatore, avevamo quindi giocato male tre o quattro partite, mentre ora arriviamo da quattro successi consecutivi. Senza quel periodo di bassa adesso saremmo lì col Locarno. Ora abbiamo il morale e la fiducia per arrivare bene a questo impegno, inoltre ho praticamente tutta la rosa a disposizione, cosa che quest’anno non mi è praticamente mai successa. Quindi arriviamo con la motivazione e la carica giuste».

Per il giovane allenatore ticinese ci sarà inoltre la possibilità di confrontarsi con l’esperto sessantenne Peter Zeidler, l’allenatore più longevo della Super League assieme ad Alain Geiger del Servette: «Io posso solo imparare da allenatori come lui, dalla grandissima esperienza, quando io invece sono soltanto al secondo anno in panchina. Cercherò di osservarlo, come già faccio in televisione con lui e gli altri allenatori di Super League».

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