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09.09.2022 - 16:19
Aggiornamento: 16:38

Ritorno al Wankdorf, tra dolci ricordi e lunga astinenza

Il Lugano torna per la prima volta là dove si è aggiudicato la Coppa Svizzera, ma in campionato contro lo Young Boys non vince più da cinque anni

di Daniele Neri
ritorno-al-wankdorf-tra-dolci-ricordi-e-lunga-astinenza
Dopo l’immediato impatto contro lo Zurigo, Renato Steffen pianifica di ripetersi anche contro l’Yb

In campionato il Lugano non vince più a Berna da 5 anni. Tuttavia, per mister Croci-Torti e per i suoi ragazzi si tratta di un gradito ritorno. L’ultima partita giocata sul sintetico del Wankdorf, aveva regalato al Lugano la Coppa Svizzera contro il San Gallo... «Sarà un bell’effetto – spiega il tecnico bianconero durante l’incontro del venerdì con gli addetti dei media –, è stato un giorno di festa per tutti noi. Un ricordo piacevole, sarà una bella sensazione perché, dopo aver vinto su campi a noi ostici come Basilea e Zurigo, tenteremo il colpaccio anche con lo Young Boys. È da troppo tempo che sul loro campo non riusciamo a vincere. Partiamo sicuramente non sconfitti, faremo il possibile per potercela giocare fino in fondo nel migliore dei modi».

Uno Yb reduce da una sconfitta patita a San Gallo, giocata per lunghi tratti con un uomo in meno... «I bernesi hanno in panchina un allenatore, Wicki, molto bravo e preparato. Sicuramente è un allenatore che ha delle idee ben precise. La squadra giallonera quest’anno ha delle caratteristiche diverse dagli anni passati. Una squadra che gioca con un rombo a centrocampo, ha acquistato giocatori di qualità, come Imeri e Ugrinic. Non gioca più sulle fasce, usando molti traversoni. Era una squadra che faceva della forza fisica e dell’impatto la dote più importante. Adesso non lo fa più, gioca in modo diverso. Il suo gioco assomiglia un po’ a quello del San Gallo. Bisognerà essere molto attenti e mettere in campo la giusta attitudine. Chiaro, abbiamo a disposizione molti giocatori offensivi, importante sarà trovare il giusto equilibrio per far sentire protagonista tutta la rosa. Con più giocatori in campo votati all’attacco crei più occasioni, ma sicuramente ne lasci anche qualcuna all’avversario. Ho sentito moltissime critiche alla mia squadra dopo la partita con lo Zurigo. Questo mi ha fatto sorridere, perché loro hanno fatto solo tre tiri in porta nel secondo tempo. I ragazzi si erano sacrificati tutti, lo Zurigo non è riuscito nell’intento di segnare. Ha avuto solo una grande opportunità. Peccato che questa cosa non sia emersa…».

A livello contingente, a Mattia Croci-Torti mancheranno Facchinetti e Hajrizi, quest’ultimo però ha iniziato ad allenarsi con la squadra e potrebbe rientrare nella settimana di pausa per gli impegni della Nazionale. Il Lugano giovedì 22 settembre sarà impegnato in un triangolare con Giubiasco e Bellinzona, in partite di 45 minuti l’una.

Incerta, invece, è la presenza del difensore argentino Valenzuela. Reduce da un colpo ricevuto nella partita a Zurigo, si è allenato poco. Verrebbe sostituito da Daprelà, con il rientro di Ziegler, che con Mai formerebbe la coppia centrale difensiva.

Il capitano Jonathan Sabbatini, settimana scorsa, parlando con i media si era lamentato del poco pubblico presente a Cornaredo. «Sabbatini, premetto, è un giocatore che parla poco – precisa l’allenatore momò – e quando parla lo fa con il cuore in mano, con le emozioni. Se ha sentito il bisogno di fare questa esternazione, lo ha fatto perché sentiva che era la cosa giusta da fare. Da parte mia, è una situazione che conosco da anni, da parte nostra dobbiamo fare solo il meglio per far sì che queste persone si rendano conto di sbagliare a non venire allo stadio. La passata stagione ci abbiamo messo del nostro, raggiungendo il miglior risultato degli ultimi 10 anni in Super League, e con la vittoria in Coppa. Se non abbiamo fatto abbastanza cercheremo di fare ancora meglio. Io continuo a ringraziare le persone che vengono a Cornaredo, che ci sostengono, poi vedere uno stadio mezzo vuoto fa sempre male. Non succede dalle altre parti, ci fa male, ma ci teniamo stretti i tifosi che sono con noi da una vita. Alla fine, l’affetto lo sento sempre, ma se Sabbatini ha avuto bisogno di parlare, il suo cuore glielo ha suggerito».

Mohamed Amoura, decisivo sabato sera a Zurigo, potrà partire come titolare? «Nelle ultime settimane ha avuto dei problemi fisici. Per lui è stato un percorso difficile, poi non dimentichiamo che ha fatto una preparazione sommaria, causa la sua chiamata con la Nazionale algerina. È un giocatore che sta ritrovando le migliori sensazioni, sabato a Zurigo è tornato in panchina dopo molto tempo. Non so ancora se partirà dalla panchina o se sarà titolare. L’importante è che ci sia, potrà sicuramente fornire, se utilizzato, il suo apporto tangibile, nel nostro scacchiere è una pedina fondamentale».

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