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laR
 
31.05.2022 - 08:33

Zeki Amdouni: ‘Sono ambizioso e ho scelto la Svizzera’

Il 21enne attaccante del Losanna avrebbe potuto giocare anche per Turchia e Tunisia ma risponderà alla chiamata di Yakin: ‘È quello che ho sempre voluto’

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In cuor suo, Zeki Amdouni ha sempre saputo che un giorno avrebbe indossato la maglia della Nati. «Sì, è una scelta che nel mio cuore non è mai stata in discussione», ci confessa il 21enne nato a Ginevra da mamma tunisina e papà turco. In fondo, in Svizzera è nato e cresciuto, anche calcisticamente. I primi passi nelle giovanili del Servette, la crescita nel Meyrin e poi il vero inizio della sua scalata nel calcio elvetico, dapprima in Prima Lega con l’Etoile Carouge (trascinato in Promotion League con 29 gol, di cui 4 nelle finali), poi in Challenge con lo Stade Losanna e infine nella massima serie con il Losanna in questa stagione, nella quale le sue 12 segnature (a cui si aggiungono 3 centri in Coppa Svizzera) non sono però bastate per evitare la retrocessione del club vodese.

Molto rapida e piuttosto improvvisa è stata anche la sua ascesa in rossocrociato, visto che dopo un paio di presenze nel 2019 con la U20, nel 2021 Mauro Lustrinelli lo ha chiamato per la sua U21, di cui è subito diventato un protagonista grazie in particolare ai suoi gol nelle qualificazioni europee, già sei in sette presenze. Una chiamata guarda caso (mica tanto) arrivata pochi mesi dopo la sua prima presenza con la selezione U21 turca e quando pure la Tunisia aveva messo gli occhi sul suo talento. Una sorta di messaggio della Federazione elvetica per le due nazionali "avversarie", ma soprattutto per Amdouni stesso, rafforzato ora dall’attenzione nei suoi confronti manifestata anche del selezionatore della nazionale maggiore, Murat Yakin, intenzionato ad accoglierlo nella sua squadra ancora per questa tornata di sfide di Nations League, probabilmente per l’ultima partita contro il Portogallo guarda caso nella sua Ginevra. Chiudendo così, nel caso dovesse effettivamente scendere in campo, ogni speculazione sul suo futuro in nazionale.

«Ma io avevo già deciso da un po’ – ci spiega l’attaccante ginevrino che abbiamo incontrato a Cornaredo, dove sabato la Svizzera U21 ospiterà la Bulgaria, prima di recarsi in Moldavia quattro giorni dopo –. La Svizzera mi ha dato tanto, nella vita come nel calcio e ho sempre voluto giocare per la selezione rossocrociata, non l’ho mai nascosto. Questo non significa che rinnego le mie origini tunisine e turche o che non ci tengo, ne ho anche discusso con la mia famiglia, ma alla fine era una scelta che non riguardava i miei genitori, gli amici, i procuratori o gli allenatori ma solo me ed è stata esclusivamente una mia decisione, di cui sono fermamente convinto».

Da Rakitic a Murat Yakin, questione di scelte

Zeki Amdouni non sarà quindi un nuovo Ivan Rakitic, il giocatore forse più illustre ad aver scelto, dopo aver svolto tutta la trafila (dalla U16 alla U21) nelle selezioni giovanili elvetiche, di difendere i colori della sua nazione di origine, la Croazia… «Ci sono giocatori che hanno deciso di cambiare e lo rispetto, sono scelte molto personali ma per quel che mi riguarda come detto non ho mai avuto dubbi, in Svizzera mi trovo benissimo e mi sento a casa. E lo stesso vale anche in ambito calcistico, da quando sono arrivato alla U21 tutto sta andando alla grande, compreso il rapporto con il mister e tutto l’entourage, fattore che ha pure avuto un peso nella mia decisione. E ora avrò la possibilità di assaporare la nazionale maggiore, che assieme a tutto il calcio svizzero è cresciuta moltissimo negli ultimi anni fino ad arrivare a rivaleggiare con le grandi del calcio europeo, è fantastico».

Selezione maggiore nella quale ritroverà un allenatore, Murat Yakin, che a sua volta pur possedendo la nazionalità turca aveva deciso di giocare per la Svizzera… «È vero, ma non ha influenzato la mia scelta, non ne abbiamo proprio parlato e in ogni caso come detto avevo già preso una decisione. Piuttosto mi ha fatto molto piacere sentirlo entusiasta di me e del mio potenziale, cercherò di non deluderlo. In ogni caso il fatto di parlare entrambi il turco è un bel vantaggio, visto che con il tedesco non sono messo molto bene».

Presente radioso, futuro incerto

Prima di pensare al possibile esordio, tra l’altro nella sua Ginevra, con i "grandi", bisogna però completare il lavoro con una Svizzera U21 che insegue la qualificazione diretta agli Europei di categoria in programma nel 2023 in Georgia e Romania. Il primo posto è messo in serio pericolo dall’Olanda, che dopo aver vinto lo scontro diretto dello scorso marzo, insegue Saipi e compagni a due punti di distanza ma con una partita in meno. Per evitare gli spareggi e volare direttamente all’Euro rimane però sempre la possibilità (al momento molto concreta) di finire come miglior seconda… «Una volta disputate queste due partite sposterò il focus sulla nazionale maggiore, ma ora sono qui e come i miei compagni sono concentrato solo sulla U21. Dopotutto, è anche grazie alle prestazioni con questa selezione che mi sono fatto notare. Abbiamo ancora la possibilità di qualificarci direttamente per gli Europei e ci crediamo, com’è giusto che sia perché siamo forti e meritiamo di conquistare un biglietto per la rassegna continentale. Affronteremo queste due ultime partite in maniera molto diretta, cercando di vincerle e di mettere un po’ di pressione sull’Olanda, sapendo comunque che potremmo qualificarci direttamente anche come miglior seconda».

Chiusa la parentesi con le nazionali, Amdouni dovrà poi pensare al suo futuro. Sì perché il 21enne ginevrino ha un contratto valido sino al 2026 con il Losanna, ma la possibilità di giocare in Challenge League non sembra essere un’opzione… «Purtroppo è andata così, di certo non è nelle ultime partite che ci siamo giocati la permanenza in Super League, sin dall’inizio della stagione non siamo stati all’altezza e in questo finale era giusto crederci, ma non sognare. Con il Losanna ho un contratto di lunga durata, vedremo con la società. Forse giocare in Challenge non sarebbe l’ideale per la mia crescita. Sì, sono ambizioso e penso che si veda, anche guardando da dove arrivo».

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