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13.04.2022 - 20:32
Aggiornamento: 22:16

Due (o tre) passi indietro per farne uno avanti

È l’auspicio dell’Fc Lugano femminile (e della Sa bianconera) che dopo la rinuncia alla Women’s Super League ripartirà dalla Prima o Seconda Lega.

di Claudio Paronitti
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La data cerchiata sul calendario del Football Club Lugano Femminile è il prossimo 24 aprile. Quella domenica, sul terreno dell’Espenmoos di San Gallo, si chiuderà infatti l’avventura nell’élite del pallone femminile rossocrociato della squadra bianconera, tuttora al decimo e ultimo posto in AXA Women’s Super League con due soli punti conquistati in quindici partite, ma con la possibilità di scavalcare l’Yverdon nello scontro diretto di sabato pomeriggio.

Attraverso una conferenza stampa indetta nella pancia dello Stadio di Cornaredo nel primo pomeriggio di oggi, sono stati enunciati i motivi principali riguardanti la decisione di non disputare i playout malgrado le ragazze ticinesi si stessero preparando a ciò da diverso tempo, la conseguente accettazione della retrocessione automatica in Lega Nazionale B (dove però la compagine bianconera non si fermerà, anche per questioni del budget necessario, suppergiù lo stesso della massima serie) e gli scenari che si prospettano per un futuro che, al momento, è tutto fuorché roseo.

A spiegare la decisione è stato il presidente dell’Associazione Fc Lugano Femminile, Gianfranco Rusca, il quale ha affermato che «il primo tema da affrontare è perché non disputare i playout. Economicamente ci sono problemi seri e vi è un’incertezza sul presente e sul futuro. Per la parte sportiva, è d’obbligo per la Super League avere una formazione U19, cosa a oggi impossibile (a causa del bacino troppo limitato, ndr). In aggiunta vi è anche una questione etica. Non ci sembrava infatti logico prendere parte al torneo contro la retrocessione, sapendo già che, anche in caso di salvezza sul campo, non avremmo potuto conservare il posto nella massima serie».

Il discorso si sposta poi sulla questione economica, che non lascia molte speranze di vedere una squadra nemmeno in Lega Nazionale B... «Il budget per una squadra d’élite come la nostra supera il mezzo milione di franchi. A oggi, abbiamo un finanziatore privato che ci sostiene, così come alcuni sponsor che ringraziamo sin d’ora. Quello che è accaduto negli ultimi mesi, con la questione relativa all’oramai noto addio forzato delle giocatrici statunitensi (in Ticino in qualità di studenti e dunque sprovviste del permesso di lavoro necessario per giocare in una lega professionistica, ndr), ci ha messo ancora più in difficoltà. Occorre sottolineare, inoltre, che le prime due categorie femminili sono alla stessa stregua». Tradotto: il prossimo campionato, la squadra ripartirà dalla Prima Lega, se non addirittura dalla Seconda, dove già milita una formazione bianconera.

Un progetto comune che dia priorità alla formazione

Il vocabolo più utilizzato dagli altri due relatori di giornata, ossia Martin Blaser e Michele Campana, rispettivamente Ceo e Coo dell’Fc Lugano SA, è «inclusione». Stando all’amministratore delegato, «tutte le società di calcio devono dare una minima possibilità a ogni ragazza che si avvicina al mondo del pallone. Come sappiamo, la realtà ticinese è limitata e le possibilità di finanziamento non sono presenti in questo momento e non lo saranno nei prossimi cinque anni. La ripartenza sarà dalla terza divisione, uscendo dal calcio professionistico».

Il "capo" delle operazioni del sodalizio ha chiarito numerosi aspetti sul calcio femminile luganese, asserendo che «chiudendo un’associazione e creando ex-novo una nuova compagine, non è conseguente ripartire dalla medesima categoria. Bisogna valutare da dove conviene ripartire, perché tra la massima serie e la categoria cadetta non c’è molta differenza. Occorre tuttavia preservare la formazione, a partire dal settore giovanile. Le condizioni quadro per migliorare ci sono, come l’interesse verso il calcio femminile».

Come dire che se nell’immediato l’Fc Lugano non intende investire per mantenere un’onerosa compagine femminile nell’élite elvetica, il club bianconero intende comunque sostenere il movimento, con l’augurio che Federazione ticinese, Team Ticino femminile e le tre società attive nel nostro cantone (lo stesso Lugano, Gambarogno e Balerna) possano collaborare per creare un progetto condiviso e spingere anche a livello cantonale un calcio femminile in grande ascesa sul piano internazionale.

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