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07.02.2022 - 14:38
Aggiornamento: 16:56

Bordeaux, Vladimir Petkovic esonerato

L’ex ct della Nazionale rossocrociata è stato sollevato dall’incarico di allenatore dopo 7 mesi e a seguito dello 0-5 contro il Reims

bordeaux-vladimir-petkovic-esonerato

Sulla graticola dopo il pesante 0-6 di Rennes dello scorso 16 gennaio, riscattatosi parzialmente con il successo 4-3 ai danni dello Strasburgo la settimana successiva, Vladimir Petkovic (con lui anche il suo assistente Antonio Manicone) è stato sollevato dall’incarico di allenatore del Bordeaux a seguito del pesantissimo 0-5 incassato ieri sul campo del Reims. La classifica sconfitta di troppo, per l’ex ct della Nazionale rossocrociata che nella Gironda non è mai riuscito a trovare la formula vincente alla guida di una squadra precipitata in diciannovesima e penultima posizione dopo 23 giornate di Ligue 1 (tra le noti dolenti anche la peggior difesa del campionato con 58 reti al passivo). Desolante il bilancio di Petkovic sulla panchina dei “Girondini”: solo quattro vittorie a fronte di undici sconfitte.

Forte di un contratto valido fino al 2024 con uno stipendio annuo - stando all’Equipe - di 3,5 milioni di franchi, Petkovic vede così concludersi dopo circa sette mesi la sua esperienza in Francia, il campionato che aveva abbracciato rinunciando la scorsa estate a proseguire l’avventura in sella alla Nazionale rossocrociata, condotta al suo punto più alto, la qualificazione ai quarti di finale di un grande torneo (nella fattispecie, l’Europeo) grazie alla sensazionale vittoria di Bucarest dello scorsi 28 giugno, in rimonta e ai calci di rigore ai danni della Francia, campione mondiale in carica.

L’addio a sorpresa alla Nati

Meno di un mese dopo iniziarono a girare le voci, confermate (o forse anche diffuse ad arte per agitare un po’ le acque…) dall’agente di Petkovic Vinicio Fioranelli, circa l’interessamento del Bordeaux, alle prese con una grave crisi societaria e tecnica, per il ct della Nazionale. Il quale aveva in agenda un incontro con i vertici dell’Asf per il prolungamento del contratto che sarebbe scaduto a fine qualificazioni per i Mondiali in Qatar, con proroga automatica fino a dicembre 2022 in caso di accesso alla Coppa del mondo. Al tavolo della trattativa spuntarono però i Girondini, con i quali Vlado trovò ben presto un’intesa economica che, di fatto, indusse l’Asf a lasciarlo partire. Anche per assecondare la sua volontà di abbracciare una nuova sfida professionale.

Una decisione quantomeno sorprendente, dettata senza dubbio da ragioni di ordine economico – è inevitabile, funziona così per tutti – e dalla legittima voglia di un allenatore da anni impegnato “solo” come selezionatore di rimettersi in discussione su una panchina di una squadra di club.Una società andata vicino al tracollo finanziario che ora ne ha decretato l’esonero, ponendo fine a una collaborazione infruttuosa e molto più breve del previsto. Per quanto molto ben retribuito, molti ci videro un salto nel buio - il club la scorsa estate era stato acquisito dall’imprenditore ispano-lussemburghese Gerard Lopez, subentrato alla guida del club dopo il disimpegno da parte di King Street, il fondo a stelle e strisce azionista di riferimento che aveva deciso di chiamarsi fuori dopo aver causato un dissesto finanziario nonostante un investimento di 46 milioni di euro - che gli fa ora pagare il conto di tutte le difficoltà che era possibile intuire già prima di effettuarlo. Un conto che è stato esibito a Vlado forse con qualche settimana di ritardo rispetto a intenzioni di separazione manifestate già in passato ma “soffocate” da ragioni di ordine economico (ingente, infatti, l’investimento fatto sul tecnico ticinese). Non che Vlado non sia già passato attraverso esperienze dolorose, sul piano professionale, certo è che questa è molto sofferta. Ricordiamo che il 2021 del Bordeaux si era chiuso con una sconfitta, il 2022 si è aperto pure peggio. Dapprima, l’eliminazione dalla Coppa nei 16esimi di finale (0-3 contro il Brest), poi lo sgarbo ai tifosi rappresentato dalla cocente battuta d’arresto casalinga contro il Marsiglia (0-1), particolarmente bruciante per la rivalità tra i due sodalizi e per la portata storica che ha avuto, visto che era da 44 anni che il Marsiglia non espugnava Bordeaux. Oltretutto, pochi giorni dopo l’allontanamento di quattro giocatori, tra i quali il capitano, l’ex Arsenal e nazionale francese Laurent Koscielny. Non ha pagato nemmeno l’ingaggio di quattro rinforzi, inseriti in un organico che non ha mai svoltato e che presto avrà un nuovo allenatore.

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