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28.01.2022 - 17:56

Quindici anni al vertice e non sentirli

Ancillo Canepa, da tre lustri alla testa dell’Fc Zurigo, è pieno di entusiasmo per la ripresa di una stagione che la sua ‘ceratura’ affronta da leader

Da 15 anni è l’anima dell’Fc Zurigo, ma Ancillo Canepa il peso degli anni che passano non lo sente. Anzi, alla ripresa di un campionato che la sua “creatura” affronta da prima della classe, il presidente si dice pieno d’entusiasmo: «Stiamo regalando gioia ai nostri tifosi».

Quindici anni sono molti... «A essere onesti, non ci ho mai pensato troppo. È una carica che ho assunto con piena convinzione e che prendo molto sul serio. E vorrei continuare a farlo: finché mia moglie Heliane e io potremo ancora muoverci, non vedo alcun orizzonte temporale».

Ma se li sarebbe aspettati 15 anni alla testa del club? «Mettiamola così: non ero del tutto ingenuo. Come 53enne, a quel tempo avevo già fatto molte esperienze nel mondo degli affari. Quello che ho un po’ sottovalutato è la rilevanza pubblica insita nella presidenza dell’Fc Zurigo. Tutto diventa un argomento, sei permanentemente in vetrina, le cose irrilevanti diventano improvvisamente importanti».

Tra i risultati raggiunti, anche la recente apertura della Home of Fcz, un campus costruito nella zona Nord della città... «È una pietra miliare nella storia dell’Fc Zurigo. Ci permette di lavorare tutti sotto lo stesso tetto e ciò rafforza la nostra unità».

Al Letzigrund si evita di parlare di titolo, nonostante i sette punti di vantaggio al giro di boa... «Quando ho iniziato la mia avventura con l’Fc Zurigo, la cultura relativamente poco ambiziosa del club mi dava fastidio. Mi sono consapevolmente posto due obiettivi importanti, tra cui la qualificazione alla Champions League. Ho dovuto instaurare un minimo di mentalità vincente nella squadra e nello staff tecnico. Adesso tutti lavorano molto seriamente e mostrano grinta. Il mio primo passo all’interno della società è stato quello di ristrutturarla dal profilo finanziario. Per lo Zurigo, il termine “top club” non è inappropriato. Se si guarda al passato si comprende il perché: siamo stati campioni nazionali, abbiamo vinto la Coppa Svizzera e partecipato alla Champions League... Inoltre, da noi sono stati formati diversi giocatori poi transitati dalla Nazionale. Questa organizzazione appartiene di diritto al vertice».

Un posizionamento che potrebbe essere in pericolo. Lo Zurigo non è solo una società di vertice, ma è in primo luogo un club formatore ed ha bisogno di poter vendere all’estero i suoi migliori prodotti. Un business messo in forse dalla pandemia... «Abbiamo messo a bilancio le entrate dei trasferimenti in modo conservativo. Il mercato è diventato molto difficile. Prima di tutto per i giocatori. Anche i migliori tra di loro devono fare delle concessioni. Per noi è diventato più facile ottenere giocatori di una certa categoria».

Altri club hanno fatto scelte diverse. Il Grasshopper è diventato una sorta di succursale del Wolverhampton, lo stesso hanno fatto Losanna e Lugano... «Non voglio commentare le strade intraprese da altre società. Posso solo confermare che lo Zurigo rimarrà autonomo al 100%. Ci consideriamo un’importante istituzione della Città, ma è chiaro che a un certo punto dovremo trovare una soluzione per la successione. Non ho intenzione di portarmi le azioni nella tomba».

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