RUUD C. (NOR)
2
RAMOS-VINOLAS A. (ESP)
0
1 set
(7-6)
DAVIDOVICH FOKINA A. (ESP)
2
HURKACZ H. (POL)
0
1 set
(7-6)
DJOKOVIC N. (SRB)
2
KWON S-W. (KOR)
1
4 set
(6-3 : 3-6 : 6-3 : 4-3)
STRUFF J-L. (GER)
1
ALCARAZ C. (ESP)
0
2 set
(6-4 : 4-5)
SINNER J. (ITA)
Wawrinka S. (SUI)
17:35
 
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CALCIO
05.11.2021 - 16:08
Aggiornamento: 22:28

L’architetto Xavi per progettare il nuovo Barcellona

L’Al Sadd ha confermato la partenza dell’allenatore alla volta della Spagna. L’ex gloria blaugrana dovrà ricostruire partendo dai giovani talenti in rosa

Xavi Hernandez è il nuovo allenatore del Barcellona. L’accordo tra il club e l’ex bandiera catalana non è ancora stato siglato, ma l’Al Sadd, attuale datore di lavoro del tecnico, ha annunciato sul suo sito l’imminente partenza del suo allenatore. Il Barcellona, infatti, ha pagato la clausola rescissoria. Xavi è atteso in Catalogna come un messia. L’ex gloria blaugrana prenderà il posto dell’olandese Roland Koeman e di Sergi Barjuan che nelle ultime settimane aveva diretto ad interim la squadra. Davanti a lui si troverà un compito tutt’altro che agevole: ricostruire una compagine allo sbando e condurla verso i fasti di un tempo, nonostante il baratro finanziario sull’orlo del quale la società si è ritrovata dopo la pandemia.

Che prima o poi Xavi sarebbe tornato per sedersi sulla panchina del Camp Nou era il classico segreto di Pulcinella del club catalano. Il popolo blaugrana, che da tempo sognava questo momento, non può che essere solidale con la scelta della direzione.

Partito da Barcellona nel 2015 alla volta del Qatar, quattro anni più tardi, dopo aver appeso le scarpette al chiodo, ha preso le redini dell’Al Sadd. In soli due anni di lavoro, ha vinto il campionato, la Coppa nazionale e la Supercoppa del Qatar. Ma, soprattutto, in un lasso di tempo molto breve, è riuscito a implementare nell’Emirato quei principi di gioco che da sempre gli sono cari, quelli appresi negli anni della gioventù alla Masia, il prestigioso centro di formazione del Barcellona, e affinati negli anni al seguito di Pep Guardiola: possesso palla e fraseggio in spazi brevi. In due parole, la base di quel tiki taka teorizzato da Johann Cruijff negli anni Novanta e sublimato da Guardiola, Xavi, Iniesta e Messi a cavallo del primo decennio del nuovo secolo.

Contattato una prima volta nel gennaio 2020 per sostituire Ernesto Valverde, poi ancora per succedere a Quique Setién, Xavi aveva sempre declinato l’offerta del club. Adesso, il momento è arrivato. E gli obiettivi sono chiari: la squadra attualmente occupa il nono posto della classifica, a nove punti dalla Real Sociedad e a otto dal Real Madrid, e deve assolutamente ritornare in corsa, almeno per la Champions. Coppa nella quale, per quanto attiene all’edizione attuale, Xavi deve cercare di agguantare la qualifica agli ottavi di finale, in una classifica che vede attualmente il Barcellona al secondo posto a quota 6 punti in 4 partite, con due lunghezze di vantaggio sul Benfica. Ma, soprattutto, l’architetto di tanti successi dovrà ricostruire l’identità di una squadra che, nonostante gli scarsi risultati, può contare su una nidiata di giovani talenti (da Gavi ad Ansu Fati, da Pedri a Eric Garcia, da Mingueza a Puig).

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