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08.10.2021 - 17:550
Aggiornamento : 19:13

La missione di Shaqiri: portare la Svizzera oltre l’ostacolo gol

Il rientro del numero 23, ormai titolare a Lione e capitano della Nati in assenza di Xhaka, può dare alla truppa di Yakin quello che finora era mancato

a cura de laRegione

«È in grado di realizzare cose che non siamo stati capaci di compiere contro l’Italia e in Irlanda del Nord». Quelle “cose” sono gol, assist, giocate decisive, accelerazioni, dribbling e via dicendo, ossia qualsiasi spunto che possa permettere alla Svizzera di spaccare una partita e di trovare la via per un gol che nell’era Yakin manca ancora in una partita ufficiale, visto che dopo il 2-1 rifilato alla Grecia in amichevole per la Svizzera sono arrivati due 0-0 nelle citate sfide valide per il gruppo C delle qualificazioni ai Mondiali del 2022 (nelle quali i confederati non segnano ormai da 269 minuti). E proprio il soggetto della frase pronunciata dal selezionatore rossocrociato una settimana fa al momento di spiegare le sue convocazioni per le sfide con gli stessi irlandesi (domani a Ginevra) e in Lituania (martedì a Vilnius) rappresenta la più grande speranza di sbloccare quello zero: Xherdan Shaqiri.

Il quasi 30enne (domenica) di origine kosovara, miglior marcatore rossocrociato nei grandi tornei con i suoi 8 gol raggiunti all’ultimo Europeo (26 sono invece quelli totali), dopo aver saltato i match internazionali del mese scorso per mancanza di condizione è infatti tornato a disposizione di “Muri” (così come Embolo e Gavranovic, mentre mancheranno Seferovic e Xhaka) in seguito alla sua “rinascita” nella sua nuova squadra, il Lione, con cui è reduce da sei titolarizzazioni tra Ligue 1 ed Europa League. E le sue prestazioni sono in crescendo, come certificano il primo assist trovato nel 3-1 rifilato alla Strasburgo e la prima rete che ha aiutato i suoi a superare con lo stesso risultato il Troyes. Gol che sarebbero potuti diventare due domenica nell’1-1 di Saint-Etienne, ma il suo provvisorio 2-0 è stato annullato per un fuorigioco millimetrico del compagno di squadra Paquetà. Quel che più conta però in chiave rossocrociata è che il numero 23 sembra pronto a dare alla Nati di Yakin quel guizzo che in fase offensiva le è finora mancato e che è indispensabile per rimanere in corsa per il primo posto del girone, sinonimo di qualificazione diretta alla rassegna iridata in Qatar.

Il quasi 30enne: ‘Gli irlandesi non molleranno tanto facilmente, dovremo avere pazienza’.

«Ho giocato molto nelle ultime settimane, ma non sono ancora al livello che vorrei, anche perché ogni cambiamento rappresenta un nuovo inizio e come tale ci vuole del tempo affinché tutto giri al meglio – ammette l’ex giocatore del Liverpool, per il quale la sua partita numero 97 con la maglia della Svizzera sarà anche la prima sotto Murat Yakin –. Anche in questo caso ci vorrebbe del tempo per assimilare e mettere in pratica le idee di un nuovo allenatore, ma non lo abbiamo, perché ci servono subito delle vittorie in queste qualificazioni mondiali. Il nostro obiettivo può essere solo quello di qualificarci per i Mondiali e questa squadra ha le qualità per centrarlo».

Vista la lunga assenza dell’infortunato Xhaka, Shaqiri taglierà probabilmente con la fascia di capitano al braccio quota cento presenze in rossocrociato… «Un bel traguardo, ne sono fiero, non è una cosa di tutti i giorni. Sarebbe perfetto festeggiarlo con la qualificazione per il Qatar, che ribadisco è il nostro grande obiettivo, ma se non dovesse essere il caso non sarebbe comunque un fallimento, può sempre capitare, com’è stato il caso dell’Italia all’ultimo Mondiale».

Un’eventualità questa alla quale però nessuno vuole arrivare e per questo sarà già fondamentale la sfida con gli irlandesi, che avevano costretto la Svizzera allo 0-0 (con rigore sbagliato da Seferovic) all’andata... «Sappiamo che non molleranno tanto facilmente, dovremo avere pazienza e proporre chiaramente un calcio offensivo. Se ognuno fornirà il proprio contributo, avremo sicuramente delle occasioni, sono molto fiducioso. Un eventuale rigore? Non sono mai stato la prima scelta dell’allenatore e l’ho sempre accettato, ma stavolta Murat mi ha conferito questa responsabilità e sono pronto a prendermela».

Come detto domenica “XS” compirà 30 anni… «Già 30! Il tempo passa velocissimo, d’improvviso sono uno dei più anziani in squadra, anche se a dire il vero non mi sento poi così vecchio. Non ho ancora capelli grigi e seppur mi rendo conto che devo trattare con più cautela il mio corpo, mi sento nell’età migliore per un calciatore, tanto che spero di rimanere in salute e poter giocare ancora un paio d’anni ai massimi livelli».

Una maturità che emerge anche fuori dal terreno da gioco… «In passato le critiche negative mi innervosivano, in particolare il fatto che la gente vedesse le partite e le mie prestazioni in maniera diversa da me. Oggi invece sono più rilassato, sono in grado in contestualizzare tali critiche e mi danno meno fastidio».

‘La Ligue 1 sta crescendo, sono contento di farne parte. E che qualità Messi, Neymar e Mbappé’.

A proposito di fastidio, l’unica sconfitta che il centrocampista offensivo ha finora dovuto digerire con la sua nuova maglia è il 2-1 incassato al Parco dei Principi contro il Psg di Messi, Neymar e Mbappé… «Ero molto deluso, anche perché il gol decisivo è stato favorito da un errore arbitrale. Certo che la qualità dei tre giocatori citati è palese, in particolare Messi è sempre stato il mio idolo e l’ho sempre preso da esempio. In generale la Ligue 1 non è un campionato facile per i giocatori offensivi, anche perché molte squadre giocano con la difesa a cinque. Inoltre il livello si sta notevolmente alzando, come dimostrano anche i trasferimenti di quest’estate e sono felice di farne parte, anche perché questa scelta mi sta permettendo di conoscere un Paese e una lingua nuovi, nonché di essere più vicino alla mia famiglia».

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