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‘Ma è un arrivederci’ (Keystone)
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08.08.2021 - 19:290

‘Volevo restare al Barça, ma non è stato possibile’

Il commosso addio di Leo Messi al Camp Nou, con un'ovazione dei tifosi. ‘Il Psg? È una delle opzioni’

a cura de laRegione

Singhiozzando, a testa bassa, con un fazzoletto a tamponare le lacrime, alle spalle i suoi 35 trofei e davanti una platea di famigliari, dirigenti ed ex compagni tutti in piedi ad applaudire. L'ultima immagine della storia di 21 anni fra Lionel Messi e il Barcellona è molto diversa da quella immaginata dal fuoriclasse la cui intenzione – ha assicurato – era «restare», tanto che il nuovo contratto «era fatto», per poi più avanti lasciare «in un Camp Nou tutto pieno, con l'ovazione dei tifosi».

D'ora in poi si esibirà su un altro palcoscenico calcistico, probabilmente al Parco dei Principi. Per ora l'argentino di Rosario ammette che il Paris Saint-Germain «è una possibilità: al momento non c'è nulla di chiuso ma stiamo parlando. Molti club si sono informati sulla mia situazione». Uno scenario anticipato giorni fa da uno scatto a Ibiza con Di Maria, Verratti, Paredes e Neymar. «Una casualità, era solo una foto fra amici», la versione di Messi, che potrebbe volare in queste ore a Parigi, dove lo attende un contratto di due anni con opzione per un terzo, a 35 milioni di euro a stagione. Metà di quanto guadagnava in Catalogna. «Questo è il momento più duro della mia carriera. Sto lasciando il club della mia vita. E la mia vita cambierà completamente».

Tutto va proporzionato con i parametri di chi è arrivato ragazzino a Barcellona, dove è stato curato ed è diventato uno dei giocatori più forti della storia, nonché l'icona del club. Di sicuro Messi vuole continuare a vincere. Vuole soprattutto la Champions, convinto che con il Barcellona avrebbe potuto sollevarne più di quattro. A 34 anni è il primo a sapere che il futuro «dipende da come risponderà il corpo», ma l'ambizione dichiarata è quella di avvicinare i 44 trofei dell'amico Dani Alves.

Messi se ne va in un coro di ringraziamenti, dagli ex compagni di squadra e dai giornalisti spagnoli, interessati più che altro a capire cosa giovedì abbia fatto precipitare la situazione impedendo il rinnovo di contratto ormai dato per fatto, in una storia intrecciata con l'ingresso del fondo Cvc nella Liga, osteggiato dal club blaugrana. «Avevo abbassato del 50% il mio stipendio ma non è stato sufficiente. Qualcuno ha detto che è stato richiesto un altro taglio del 30% ma non è così. Come ha già detto il presidente Laporta, in quel momento per i motivi della Liga la cosa non è stata chiusa, non si poteva fare. Lui e il Barcellona hanno fatto il possibile». Così è arrivata la svolta inattesa. Chi si attendeva che Messi potesse giocare in blaugrana anche gratis, o quasi, è rimasto deluso. All'indomani della cena d'addio con i compagni, il commiato pubblico, commosso, con in platea la moglie Antonella Roccuzzo e i tre figli 'catalano-argentini'. «L'estate scorsa volevo andare via, questa volta no. È molto difficile dire addio dopo tanti anni, non sono pronto e non è come avevo pensato. Questo è un arrivederci», come ha «promesso» anche ai suoi figli.

In futuro potrà tornare, chissà, ma il presente è adesso. E dopo averli fatti sognare con le sue prodezze, ora deve provare a rassicurare i tifosi del Barcellona con le sue parole: «Questa squadra è superiore a tutto e a tutti. All'inizio sarà difficile ma le persone si abitueranno alla mia assenza». Tutti in piedi ad applaudire, e finalmente sul volto di Messi un sorriso ha preso forma.

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