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19.04.2021 - 08:31
Aggiornamento: 27.04.2021 - 17:27

Nasce la Super Lega delle dodici società ribelli

La fronda comprende Manchester United, City, Arsenal, Liverpool, Tottenham, Chelsea, Real Madrid, Barcellona, Atletico Madrid. Juve, Inter e Milan.

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Una notte di ordinaria follia, quella scorsa, per ribaltare il calcio in nome del business che ha assunto proporzioni talmente devastanti da fare perdere il controllo. Mentre l’Uefa è a Montreux per approvare la nuova Champions a 36 squadre a partire dalla stagione 2024-25. Dodici tra le principali società del mondo del pallone, tra le quali Juve, Inter e Milan, annunciano di aver fondato la Super Lega. Mentre il governo del calcio europeo lavorava a un progetto innovativo che rilanciasse e ampliasse - la vecchia Champions - una fronda avida e ricca tramava per tessere una trama alternativa, una Lega indipendente di prescelti, ovviamente facoltosi. Soldi, subito e sempre di più: per onorare stipendi faraonici e spese folli che hanno fatto saltare in aria i bilanci. Da reperire da fondi internazionali e diritti televisivi. Uefa e Fifa si sono per una volta coalizzate opponendosi a un torneo parallelo che rischia di tramortire campionati, coppe nazionali, coppe europee, forse anche le competizioni nazionali, non fosse altro che per l’intasamento di un calendario che di date libere non ne ha poi così tante, anche pensando ai turni infrasettimanali. Sono già state annunciate azioni legali, una causa per complessivi 50 o 60 miliardi di euro, esclusioni clamorose dalle competizioni per i club ribelli. Anche dai campionati nazionali, organizzate da federazioni nazionali che operano sotto l'egida dell’Uefa.

Dodici le big fimatarie

Dodici i club firmatari. Sei inglesi: Manchester United, City, Arsenal, Liverpool, Tottenham, Chelsea. Tre spagnoli: Real Madrid, Barcellona, Atletico Madrid. E tre italiani: Juve, Inter e Milan. Si è invece opposto il Bayern Monaco, mentre ancora non ha aderito il Psg, che però la nuova struttura pensa di convincere, al pari del Borussia Dortmund L’organizzazione - che fa capo al rieletto presidente del Real Madrid Florentino Peres e a fondi arabi e statunitensi - vuole diventare un torneo a 20 club, con 15 società fondatrici e altre 5 “invitate” secondo criteri non ancora resi noti.

Anche perché, come si evince dal comunicato della Juventus di Andrea Agnelli (non a caso dimessosi dall’Esecutivo dell’Uefa di cui faceva parte), una delle principali menti alla base del progetto, “i club fondatori continueranno a partecipare alle rispettive competizioni nazionali e, fino all’avvio effettivo della Super League”, ammesso che venga loro concesso di farlo (ma come?); (...) faranno inoltre tutto quanto possibile per realizzare il progetto nel più breve tempo possibile. Tuttavia, la società non può al momento assicurare che il progetto sarà effettivamente realizzato né prevedere in modo preciso la relativa tempistica”. Insomma, la Super Lega è nata, ma quale vita avrà? A partire da quale stagione?

L'Uefa annuncia sanzioni ed esclusioni

Intanto, la reazione dell’Uefa è molto dura: ai ribelli viene ricordato che “chi partecipa è fuori da tutto”, campionati, coppe, nazionali. Anche i giocatori. Lo scenario ipotetico è un Europeo senza molti big, una Premier senza Liverpool e Manchester United, una serie A senza Juventus Milan e Inter. Atteso anche l’intervento dei governi. Il premier inglese Johnson ha già detto la sua: “Fermi tutti, sarebbe dannoso per il calcio”.

 

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